Taglio del nastro, stamani, della nona edizione di Didacta, la più importante fiera internazionale dedicata all’istruzione e alla formazione, che si svolge nella città di Stoccarda, a partire da oggi fino al 18 febbraio.

All’apertura della Fiera ha partecipato la ministra all’istruzione Valeria Fedeli, accompagnata, tra gli altri, dal Presidente Indire Giovanni Biondi e Paola Concia, consulente per ITKAM, la Camera di Commercio Italiana per la Germania, e consigliere di d’amministrazione di Firenze Fiera.

Fra gli interventi in programma nella sessione inaugurale, proprio quello della Ministra Fedeli che ha ribadito il ruolo strategico della scuola per la crescita del Paese, sottolineando gli sforzi fatti e da fare per sostenere il cambiamento, valorizzare tutte quelle iniziative che guardano al futuro e innescarne di nuove. La società e la scuola si sono sviluppate a velocità diverse. Da un lato la società, con i suoi rapidi cambiamenti, l’avvento delle tecnologie, i nuovi media, i social, il mercato del lavoro attraversato da rapide trasformazioni. Dall’altro la scuola, che ripropone un’organizzazione della didattica, un ambiente e strumenti di lavoro troppo simili a quelli di diversi decenni fa”, ha sottolineato la Ministra dell’Istruzione.

L’obiettivo, secondo Valeria Fedeli, deve essere quello di fare in modo che la scuola diventi “un ambiente di apprendimento e di crescita personale e collettiva” in cui si imparino, sì, le discipline e i saperi, ma si sappiano anche rielaborare e fare proprie le conoscenze acquisite, sviluppando competenze e capacità trasversali. “Dobbiamo passare da un ambiente progettato per l’insegnamento con la “lezione al centro” a un ambiente di apprendimento con una nuova concezione del tempo e dello spazio”.

“Gli studi dimostrano che i ragazzi di oggi apprendono a scuola non più del 30% delle loro conoscenze», ha ricordato la Ministra. Gli studenti ormai arrivano in classe con grandi abilità nell’uso dei linguaggi e delle tecnologie digitali, ma trovano un sistema troppo simile a quelli dei genitori e dei nonni. Per coinvolgere e motivare gli studenti “dobbiamo trasformare il modello educativo, i linguaggi della scuola, intercettando le “intelligenze multiple” delle nostre studentesse e dei nostri studenti, rendendoli protagonisti dell’apprendimento, non ascoltatori passivi e silenziosi. In altre parole, innalzando la qualità della scuola”, ha dichiarato la Ministra.

Dopo aver ricordato gli investimenti economici sostenuti dal nostro Paese per attuare la riforma della scuola, soprattutto con il Piano Nazionale Scuola Digitale e l’Alternanza Scuola-Lavoro, la Ministra Fedeli ha fatto cenno alle Avanguardie educative, il movimento di innovazione della scuola italiana nato nel 2014 su iniziativa dell’Indire e di 22 scuole capofila (gli istituti della rete, dopo poco più di due anni, sono oggi circa 600). “Molte di queste scuole ormai hanno capovolto il tradizionale paradigma scolastico: la lezione viene seguita a casa, viene messa dagli insegnanti sul cloud della scuola e i ragazzi possono rivederla più volte da casa”, ha evidenziato la Ministra Fedeli, segnalando anche il progetto promosso dall’Indire Maker@Scuola, grazie al quale in decine di scuole dell’infanzia italiane i bambini di 5 anni inventano, disegnano e realizzano con le stampanti 3D personaggi, giochi e altri piccoli oggetti. «Si sta sviluppando una palestra diffusa di progettazione che permette di usare tecnologie innovative a servizio dello sviluppo cognitivo di bambine e bambini molto piccoli che non sanno ancora leggere e scrivere, ma che imparano giocando”.