Le attività di coding e robotica svolte in classe hanno l’indubbio merito di esercitare il pensiero computazionale e aiutare a sviluppare le competenza logico-deduttive, favorendo al contempo la familiarità con i dispositivi tecnologici, strumenti sempre più presenti nella vita personale e lavorativa. Prendere coscienza delle possibilità del mezzo tecnologico, acquisendo le competenze necessarie a farne un uso proficuo e responsabile, è un obiettivo fondamentale per una scuola che voglia formare ragazze e ragazzi capaci di muoversi nel mondo con senso critico.

Sempre più scuole (da quella primaria a quella secondaria) decidono di inserire nei loro programmi e nella loro offerta curricolare percorsi che prevedono l’utilizzo di strumentazione tecnologica (LIM , tablet, computer). In molte scuole, in consonanza con l’emergente importanza e diffusione dell’insegnamento dell’informatica, sempre più insegnanti possono contare sulla messa a disposizione di strumentazione adeguata.

Nei casi in cui tale strumentazione non sia tuttavia disponibile, esiste una variante del coding che non necessita di strumenti informatici, per l’appunto il coding unplugged (dal termine inglese che significa “scollegato”, “sconnesso”, “offline”). Oltre a essere una modalità di apprendimento efficace in mancanza di computer, smartphone e tablet nelle scuole, è estremamente utile per gli alunni che non hanno accesso a tali risorse a casa. Benché infatti siano molti rari i casi in cui nel nucleo familiare non sia presente uno smartphone o un pc, non bisogna dare per scontato che tali strumenti siano accessibili a ciascun bambino.

L’apprendimento del coding unplugged permette quindi di esercitare il pensiero computazionale anche in mancanza di risorse tecnologiche. Non è necessario che le due modalità di coding si escludano a vicenda, possono infatti coesistere, e anzi il coding unplugged (molto più simile alle “tradizionali” attività scolastiche) può essere propedeutico al coding propriamente detto.

Per il coding unplugged sono sufficiente un foglio di carta e delle matite colorate, materiali di facilissima reperibilità sia a casa che a scuola. Anche il coding unplugged si presta inoltre ad applicazioni transdisciplinari e si può facilmente intrecciare con pratiche artistiche e motorie.

Vedremo nel prossimo articolo quali possono essere degli utili esempi di coding unplugged da utilizzare nelle classi e non solo.