Sia la Flipped Classroom che il Blended Learning designano modalità di didattica alternative alla tradizionale lezione frontale, in cui il mezzo tecnologico e le potenzialità ad esso connesso vengono valorizzate e integrate nell’attività didattica. Le due metodologie non sono perfettamente sovrapponibili e presentano anzi delle differenze sostanziali. Scopo di questo articolo è chiarire la diversità di approccio di questi due metodi innovativi.

Con Blended Learning (letteralmente “apprendimento misto”) si designa un metodo  di apprendimento ibrido, in cui la modalità standard di lezione frontale viene affiancata da attività che richiedono supporto digitale. La lezione frontale condotta dall’insegnante non viene eliminata, ma ad essa si aggiungono, per arricchire la lezione, altre forme di apprendimento. Il Blended Learning, i cui concetti cardine sono nati negli anni Sessanta negli Stati Uniti, è una metodologia didattica fortemente contestuale: la sua applicazione può variare, anche consistentemente, da situazione a situazione. Per questo motivo è arduo trovare una definizione univoca e valida per tutti i contesti di insegnamento.

Ecco alcuni modelli di Blended Learning:

  • Rotazione: gli studenti alternano ciclicamente lo studio indipendente, attuato attraverso supporti tecnologici, alla lezione frontale.
  • Self-blended: gli studenti scelgono di approfondire e ampliare l’apprendimento tradizionale con corsi online.
  • Faccia a faccia: l’insegnante integra la lezione frontale con strumentazione digitale.

Riassumendo, il Blended Learning non elimina la lezione frontale, ma la arricchisce e la “ibrida” con le nuove risorse rese disponibili dall’avanzamento tecnologico.

La Flipped Classroom attua invece un rovesciamento dell’impostazione tradizionale, in cui la lezione frontale non trova più spazio. L’utilizzo della strumentazione tecnologica sostituisce infatti in toto la fase di apprendimento abitualmente svolta in classe attraverso la figura dell’insegnante. L’autonomia dello studente ne risulta notevolmente accresciuta, e il tempo passato in classe è dedicato nella sua totalità ad attività laboratoriali e collettive, in cui l’insegnante svolge il ruolo di mediatore e supervisore.

Per concludere, possiamo affermare che nel Blended Learning, per quanto i cambiamenti e le innovazioni svolgano un ruolo primario, la struttura portante dell’insegnamento frontale non viene smantellata, ma ridimensionata e integrata. La Flipped Classroom comporta invece un cambiamento radicale e strutturale.