Con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) si designa una serie di disturbi evolutivi che coinvolgono abilità specifiche. Il funzionamento intellettivo e cognitivo generale non risulta compromesso: i bambini e ragazzi cui viene diagnosticato un DSA sono spesso molto intelligenti e reattivi. La diagnosi di solito emerge con l’inizio della scolarizzazione, in quanto a risultare difficili sono le attività di lettura, scrittura o calcolo. I disturbi specifici dell’apprendimento non sono categorizzabili come malattie o disturbi mentali, ma, stando all’ICD-10 (Classificazione internazionale delle malattie, OMS, 1992) si parla piuttosto di Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche.

Se trattati in maniera adeguata e attraverso interventi mirati, i DSA sono modificabili e “risolvibili”. Una delle frontiere della pedagogia e della didattica attuale sta proprio nella ricerca di soluzioni inclusive e personalizzate per fronteggiare i DSA.

I DSA assumono una denominazione specifica in base all’abilità interessata dal disturbo. Se ad essere interessata è la lettura si parla di dislessia, per la scrittura si parla si disgrafia e/o disortografia, per il calcolo di discalculia. È necessario sottolineare che la categorizzazione dei DSA non è univoca: alcune fonti riportano quattro disturbi, altre tre, altre ancora riuniscono tutti i disturbi specifici nell’unica categoria dei DSA, raccomandando di specificare di volta in volta la  compromissione in questione.

Vediamo, rifacendoci alle linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA fornite dal Ministero dell’istruzione, più nello specifico i disturbi:

  • Dislessia: si manifesta attraverso una minore rapidità e correttezza di lettura rispetto all’età anagrafica. Spesso si presentano difficoltà a distinguere le parole dalle non-parole o a distinguere le lettere tra di loro. La diagnosi non è sempre semplice, in quanto può essere confusa con un rallentamento del processo di sviluppo.
  • Disgrafia e disortografia: nel primo caso il disturbo interessa la grafia (cioè il controllo motorio della scrittura manuale), nel secondo l’ortografia (cioè il codice linguistico).
  • Discalculia: riguarda l’abilità di calcolo, sia nel suo aspetto di cognizione numerica (banalmente, la capacità di contare) che in quello di procedure esecutive e di calcolo (ad esempio addizionare o sottrarre).

È fondamentale notare come gli alunni con DSA sviluppino molto frequentemente stili di apprendimento specifici e individualizzati, volti a superare le difficoltà causate dal disturbo. Questo fenomeno è molto rilevante a fini didattici: piuttosto che correggere l’alunno, il compito dell’educatore dovrebbe essere quello di valorizzare le strategie di compensazione “inventate” dall’alunno stesso, modulando il piano didattico personalizzato a partire dalla sua storia personale.