Con cooperative learning (letteralmente apprendimento cooperativo) si designa una metodologia didattica e un approccio pedagogico incentrato sulla cooperazione fra studenti, volta al raggiungimento di un obiettivo comune. Con cooperazione si intende qualcosa di diverso da collaborazione: nel secondo caso ogni membro del gruppo lavora su ogni parte del compito da svolgere, mentre la cooperazione prevede una divisione più strutturata dei ruoli, in cui ogni membro dà il proprio contributo in base alle proprie competenze e inclinazioni. Come in molti altri nuovi approcci didattici, il cooperative learning offre un’alternativa alla lezione frontale tradizionale, facendo leva sulle competenze relazionali, cognitive ed emozionali degli studenti.

 

Cooperative learning e peer tutoring

La metodologia del cooperative learning, l’attenzione al lavoro di gruppo e alle relazioni orizzontali incoraggiano forme di peer tutoring: piuttosto che fare riferimento ad autorità esterne al gruppo, gli studenti autovaluteranno e correggeranno il proprio lavoro in autonomia, imparando a vedere valorizzate le proprie attitudini personali. Allo stesso tempo, l’idea che l’obiettivo comune sia raggiungibile solo attraverso un lavoro di gruppo permetterà allo studente di maturare un’idea positiva di dipendenza relazionale. Se teniamo in considerazione la grande diffusione che il team work (e tutte le competenze che ne derivano) sta incontrando, si capirà come il cooperative learning possa rappresentare un’importante palestra. Interdipendenza positiva, partecipazione egualitaria, interazione costruttiva, abilità sociali, capacità di autovalutarsi/autocorreggersi e riflessioni metacognitive sono tutte componenti che risulteranno esercitate e migliorate dal cooperative learning.

 

 

Esempi di cooperative learning

Gli esempi di cooperative learning sono molteplici. Le applicazioni dell’approccio didattico possono infatti variare a seconda dell’ambiente o degli individui coinvolti. Riportiamo tre esempi di modelli di cooperative learning:

  • Random: i gruppi di studio si formano in base ad affinità fra studenti;
  • Jigsaw di Aronson: dopo aver formato gruppi eterogenei, il lavoro viene segmentato e ad ogni studente è assegnata una parte. Ognuno dovrà presentare ai compagni la propria parte, e l’argomento generale emergerà dalla somma delle esposizioni individuali.
  • Controversia: un gruppo viene diviso in due sottogruppi. Un sottogruppo analizza gli aspetti positivi, l’altro quelli negativi di una determinata tesi. Il lavoro si conclude con un confronto fra le posizioni dei due sottogruppi e con la redazione di un’argomentazione generale.