Guardando più da vicino gli step che compongono il pensiero computazionale, ci renderemo conto che dietro la complessità terminologica si nasconde un procedimento estremamente intuitivo:

  • scomposizione: è il processo grazie al quale un problema viene scomposto nelle sue componenti, in cui la complessità viene ridotta alle sue parti minime. Nella classe, anche al di fuori della pratica del pensiero computazionale, un compito può ad esempio essere suddiviso fra membri di un team, e ad ogni membro verrà affidato un compito specifico. La scomposizione è anche utilizzata nella risoluzione di un difficile calcolo matematico.
  • ricerca di pattern: è la capacità di riscontrare similarità fra cose diverse, ed è impiegata in una variegatissima serie di compiti e attività umane.
  • astrazione: anche in questo caso, designa una capacità umana che travalica il campo specifico del pensiero computazionale, ovvero quella di semplificare dal caso specifico e concreto verso il generale. La capacità di astrazione è utilizzata in tantissime attività comuni, come ad esempio la rimozione di dettagli inutili quando scriviamo una lettera (la concisione permette di trasmettere più efficacemente il messaggio).
  • algoritmo: con algoritmo si intende una sequenza di istruzioni o un insieme di regole volte a portare a buon fine un compito. Il seguire una ricetta al fine di preparare una pietanza è uno dei tantissimi esempi tratti dalla vita quotidiana che comportano il seguire un algoritmo.
  • debugging: il termine indica il processo di revisione e di correzione di eventuali errori. Ma non solo, indica anche l’apprendimento che deriva dalla comprensione degli errori compiuti, e ancora una volta, questo processo travalica il campo del pensiero computazionale.

Un’analisi come quella appena fatta, volta a mettere in luce l’utilità e la vasta applicabilità – anche in  compiti ordinari e quotidiani – del pensiero computazionale, dovrebbe persuadere circa la necessità dell’insegnamento di tale approccio nelle scuole. L’insegnamento dovrebbe inoltre esulare dall’ambito strettamente informatico per inserirsi trasversalmente. Esercitare il pensiero computazionale è infatti un modo per prendere coscienza dei meccanismi di apprendimento e per “imparare a imparare” in modo personalizzato, critico e consapevole.