Il coding (termine inglese traducibile con l’italiano “programmazione”) sta sempre più entrando nei programmi educativi scolastici, specialmente in quelli della scuola primaria. La proposta didattica relativa al coding è, naturalmente, commisurata all’età e alle esigenze degli alunni: non consiste nel formare una nuova generazione di informatici, ma nello sfruttare e nell’impiegare le risorse tecnologiche a fini pedagogici. Non si tratta, quindi, di programmazione informatica in senso stretto, ma di utilizzo del linguaggio e degli strumenti della programmazione per acquisire competenze di problem solving.

Molti dei “tecnoscettici”, coloro cioè che guardano con sospetto e diffidenza all’introduzione della tecnologia all’interno dei programmi ministeriali, sostengono che gli strumenti tecnologici portino a una dispersione dell’attenzione, che favoriscano una fruizione distratta e discontinua con risultati deleteri per la capacità di mantenere la concentrazione.

Le sperimentazioni avviate negli ultimi anni mostrano tuttavia che le risorse tecnologiche sono un valido strumento di apprendimento, e favoriscono l’interattività e la creatività. Si inseriscono inoltre efficacemente nel cambiamento di paradigma a cui stiamo assistendo in questi anni: da un apprendimento teorico, storico, volto all’acquisizione di contenuti, ad un apprendimento personalizzato e attivo, volto all’affinamento di competenze.

 

Coding e pensiero computazionale

Il coding, ad esempio, è un eccellente strumento per esercitare il pensiero computazionale e per allenare la capacità di risoluzione di problemi più o meno complessi. Il pensiero computazionale, procedimento implicato nel coding, permette di scomporre il problema da risolvere in “sottoproblemi”, piccoli step che ne consentono una risoluzione più agevole. Il coding costituisce lo strumento più valido per introdurre il bambino al pensiero computazionale, e l’apprendimento durante la scuola primaria è particolarmente indicato per la ricettività e la facilità di apprendimento tipica della prima età scolare.

L’attività di programmazione sarà ovviamente presentata sotto forma ludica, attraverso interfacce visuali e veri propri giochi. Alla versione classica del coding, in cui le attività si svolgono su uno schermo e i comandi vengono impartiti attraverso mouse e tastiera, si aggiunge una versione che prevede l’utilizzo di un vero e proprio robot.

Esempi di attività di coding e robotica molto accattivanti per I bambini delle scuole primarie possono essere la creazione e il “pilotaggio” di un robot con le sembianze di riferimenti conosciuti e stimolanti del mondo dell’infanzia, come ad esempio un personaggio di Star Wars.