Con Flipped Classroom (letteralmente “classe rovesciata”) si designa una modalità di insegnamento e una metodologia didattica che capovolgono l’ordine tradizionale: se abitualmente l’orario scolastico è impiegato in lezioni frontali e il lavoro a casa in esercizi e applicazioni individuali, nella Flipped Classroom l’ordine è invertito. I contenuti (video, slides, powerpoint, quiz, ecc.) sono infatti fruibili dall’alunno fuori dall’orario scolastico, mentre l’orario di lezione è impiegato in attività laboratoriali, collettive e interattive volte ad applicare e consolidare quanto appreso individualmente a casa.

Le attività che lo studente può effettuare a casa sul materiale video fornito sono innumerevoli: può mettere in pausa, riguardare, personalizzare lo studio concentrandosi su parti che risultano più ostiche e approfondirne altre che hanno solleticato la sua curiosità. Inoltre, lo studente può preparare in anticipo domande o perplessità da esporre all’insegnante durante l’orario scolastico.

Non sempre è facile capire se si è davvero compreso e interiorizzato un argomento durante una lezione frontale svolta in tempo reale: la Flipped Classroom consente allo studente di auto-verificare la propria comprensione e accrescere l’autonomia.

 

Flipped Classroom nella scuola primaria

 

L’accesso al sapere attraverso dispositivi tecnologici è oggigiorno il metodo più utilizzato, specialmente per le nuove generazioni. Sfruttare le potenzialità della tecnologia in ambito scolastico ha due grandi visibili vantaggi:

  • colmare la distanza tra apprendimento scolastico tradizionale e vita quotidiana dello studente;
  • dare la possibilità di personalizzare il processo di apprendimento, che grazie alla flessibilità del mezzo tecnologico può modularsi sulle competenze e sulle capacità del singolo studente.

La buona riuscita di questo metodo innovativo è legata a numerose variabili: la preparazione dell’insegnante, la qualità dei materiali video utilizzati, l’affiatamento della classe.

Si dovrà inoltre porre particolare attenzione nel creare un ambiente virtuale protetto, per evitare che gli studenti, in particolare quelli della scuola primaria, vengano esposti a contenuti inappropriati.

La sperimentazione della Flipped Classroom nella scuola primaria può rivestire un ruolo fondamentale nella costruzione di un rapporto virtuoso tra bambino e mezzo tecnologico. Avere a che fare con un nativo digitale (cioè con una persona nata e cresciuta nell’era digitale) rende necessaria un’educazione in materia di fruizione tecnologica, e in questo senso la “classe rovesciata” può costituire una risorsa essenziale per l’educazione a un uso consapevole e critico dei contenuti digitali e delle risorse tecnologiche.