Prima di occuparci della sua applicazione in ambito didattico e pedagogico, forniremo qualche informazione generale in merito a una disciplina estremamente attuale, ovvero la robotica. Con questo termine s’intende la disciplina che ha come oggetto e finalità la progettazione, lo sviluppo e l’impiego di robot. Il robot è una macchina programmata per svolgere determinati compiti, siano essi di natura prettamente meccanica (il braccio meccanico di una fabbrica a catena di montaggio) o di natura più variegata (robot capaci di interfacciarsi con l’ambiente, apprendendo informazioni che potranno reimpiegare in modo simile a quello umano). Anche la forma con cui i robot si presentano è estremamente variabile: dal già citato braccio meccanico, al personal computer, a robot di aspetto più o meno antropomorfo. La robotica non è una scienza pura, ma interdisciplinare e si serve di campi del sapere anche molto distanti tra loro: dall’informatica alla meccanica, dalla psicologia alla linguistica computazionale, dalla biologia all’ingegneria.

 

Imparare con la robotica

Con robotica educativa (o robotica pedagogica, come preferiscono chiamarla alcuni) si intende sia l’utilizzo degli strumenti forniti dalla robotica ai fini dell’insegnamento, sia l’apprendimento di come la robotica stessa funzioni (ad esempio: come si fa a progettare un robot?). La legittimità dell’inserimento della robotica all’interno dei programmi educativi e scolastici si inserisce nel più ampio dibattito nato intorno all’impiego delle nuove tecnologie, intese in senso lato, in ambito pedagogico. Una delle principali obiezioni mosse all’inserimento delle nuove tecnologie è che, preso atto del fatto che il progresso tecnologico è inevitabile e auspicabile, l’allontanamento dal cartaceo (e dalla scrittura manuale) segnerà un distacco definitivo dall’apprendimento libresco. In altre parole: se i bambini non leggono e scrivono a scuola, dove altro lo faranno?

Tuttavia, i benefici derivanti dall’introduzione della robotica nelle scuole sono molti ed estremamente validi, e nei prossimi articoli ne esamineremo i dettagli. Anticipiamo il più evidente e condivisibile: l’avanguardia pedagogica può ormai affermare con certezza, a seguito di numerose sperimentazioni, che l’apprendimento ludico sia più efficace della tradizionale lezione frontale in cui a essere veicolati sono contenuti e informazioni “neutrali”. In altri termini, la disposizione emotiva del discente influenza sostanziosamente la buona riuscita dell’apprendimento. La robotica, presentandosi come attività divertente e interattiva, verrà percepita positivamente dal bambino, e conseguentemente l’apprendimento sarà meno farraginoso e più avvincente.