L’insegnante di sostegno figura come parte del complesso dei docenti a partire dal 1977, e ha funzione di integrare gli alunni diversamente abili (o comunque con situazioni di handicap certificate).

Il primo luogo comune da sfatare è che l’insegnante di sostegno sia assegnato esclusivamente all’alunno con handicap. Al contrario, è assegnato alla classe nella sua totalità con l’obiettivo specifico di favorire l’integrazione non traumatica dell’alunno con il gruppo classe. Ovviamente il focus è l’alunno con handicap, ma non è da escludere che l’intervento dell’insegnante si renda necessario anche per aiutare i compagni di classe ad accogliere il compagno con disabilità nei modi e nei tempi più consoni.

Vediamo più da vicino i compiti e le modalità operative dell’insegnante di sostegno:

  • Come già detto, il docente di sostegno è co-titolare della classe. Parteciperà quindi, al pari del corpo docente, a tutti gli appuntamenti extrascolastici (consiglio di classe, incontri con genitori o rappresentanti, scrutini, ecc.);
  • Il docente di sostegno partecipa, insieme al coordinatore di classe, ai genitori dell’alunno con disabilità e al personale medico specializzato che segue l’alunno, al Gruppo di lavoro sull’handicap operativo (GLH). È compito dell’insegnante redigere un verbale dell’incontro. La riunione del GLH è propedeutica alla stesura del PEI (Piano Educativo Individualizzato).
  • Il docente di sostegno partecipa attivamente alla stesura della Diagnosi Funzionale (documento che contiene tutte le informazioni necessarie per accedere al servizio di sostegno), del Profilo Dinamico Funzionale (documento che descrive dettagliatamente tutti i possibili livelli di risposta dell’alunno con handicap) e del Piano Educativo Individualizzato. Quest’ultimo documento può richiedere fino a due mesi, in quanto è necessaria un’accurata osservazione preliminare dell’alunno per valutare le sue difficoltà e potenzialità e il suo modo di vivere le relazioni all’interno del gruppo classe. Il PEI permette infine di pianificare una programmazione didattico-educativa costruita ad hoc.
  • L’insegnante di sostegno è infine incaricato di gestire i rapporti con la famiglia, convocando se lo ritiene necessario la famiglia stessa. L’obiettivo è la creazione di un rapporto trasparente e di mutua collaborazione.