Il pensiero computazionale fornisce, a dispetto dell’impressione di astrattezza e logicità, preziosi strumenti per una risoluzione creativa e originale dei problemi e, in una prospettiva più ampia, per cambiare la realtà circostante. È infatti necessario sfatare il mito che vuole che attraverso il pensiero computazionale si impari a ragionare e a processare le informazioni alla stregua di un computer (o nella versione più soft dello stereotipo, che sia un linguaggio per addetti ai lavori, informatici e scienziati).

Il pensiero computazionale designa infatti il processo grazie al quale impieghiamo la nostra conoscenza riguardo al funzionamento del computer in modo da impiegare i computer stessi nella risoluzione di problemi umani. Non si tratta quindi di una computerizzazione della mente umana, ma dell’impiego del computer nelle attività umane, sullo sfondo di un orizzonte di integrazione e cooperazione uomo-macchina. Inoltre, non necessariamente il computer deve essere impiegato attivamente nella risoluzione del problema: esso fornisce un modello di risoluzione efficiente, ma è impiegato solo laddove necessario e vantaggioso.

Una veloce ricerca su google, facilmente effettuabile da qualsiasi utente, presenterà termini tecnici quali  “debugging” o “pattern recognition”, e la difficoltà lessicale e concettuale con cui viene spesso affrontato il pensiero computazionale è evidentemente inadeguata in un contesto di apprendimento scolastico, specialmente se riguarda la scuola primaria. Questi termini tecnici possono essere proficuamente sostituiti se si cambia la prospettiva dalla quale si guarda il pensiero computazionale. Uno sguardo più semplice ed intuitivo permetterà di usare termini come tinkering (termine che non ha un preciso corrispettivo italiano ma che designa l’aggiustamento progressivo, risultato di tentativi), collaborazione, creatività.

Perciò è evidente come questa capacità meriti di essere sviluppata nelle scuole di qualsiasi livello e applicata in maniera interdisciplinare in diversi contesti e situazioni, ovviamente valutandone opportuni accorgimenti e modifiche come quelle che stiamo raccontando.

Il pensiero computazionale infatti apre la strada a un un uso maggiormente consapevole della tecnologia, anche senza l’uso diretto di essa. Sviluppare questa capacità perciò aiuta a elaborare consapevolmente e ottenere una comprensione profonda anche di aspetti che esulano l’apprendimento scolastico, ma che riguardano attività che svolgiamo regolarmente nel mondo di tutti i giorni. Vedremo adesso infatti come alcuni esempi possano chiarire questo aspetto, scomponendo alcuni aspetti di questo concetto.