Utilizzare schede didattiche di italiano per l’apprendimento della nostra lingua è un metodo efficace e stimolante che può aiutare sia gli alunni che gli insegnanti a raggiungere l’obiettivo comune della crescita e dell’apprendimento. Data la particolarità della materia, però, l’utilizzo delle schede didattiche può andare incontro ad alcune criticità che l’insegnante dovrà provare a superare facendo appassionare e divertire il più possibile i piccoli durante le ore di studio. In che modo?

A cosa servono le schede didattiche di italiano

Le schede didattiche per l’italiano sono uno strumento che l’insegnante può utilizzare come metodo di insegnamento alternativo per integrare la lezione. Le schede di italiano possono coprire diversi ambiti dell’apprendimento della lingua, quali la grammatica, la grafia, il lessico, e molte altre aree che riguardando lo studio della lingua. In questo modo l’insegnante può fornire agli alunni un supporto visivo che integri lo sforzo mnemonico necessario per apprendere la lingua italiana.

Applicazione delle schede didattiche per l’apprendimento della lingua italiana

L’italiano è senza dubbio tra le lingue più belle al mondo per musicalità e varietà del vocabolario ma, proprio per questo, è anche tra le più complesse da padroneggiare. Guidare i bambini verso l’apprendimento della lingua con cui dovranno esprimersi durante tutto il resto della vita sia in forma orale che scritta non è dunque così immediato: strutturare un metodo efficace diventa quindi di importanza primaria, per non tralasciare alcun aspetto della materia e per mantenere al contempo l’attenzione dei ragazzi focalizzata sull’argomento affrontato. L’apprendimento dell’italiano, specialmente per i più piccoli, si fonda principalmente su quattro aspetti principali: la scrittura, la lettura, la grammatica e l’ampliamento del vocabolario.

Per quanto possano essere quattro sezioni differenti su cui concentrarsi singolarmente per garantire ai piccoli una conoscenza completa della lingua, possono essere agevolmente combinate tra loro dall’insegnante durante la lezione: si offre così agli alunni la possibilità di variare attività anche nello svolgimento della stessa scheda, stimolando la creatività e verificando allo stesso tempo l’efficacia dell’esercizio. È dunque possibile partire dall’apprendimento dell’alfabeto passando per la lettura di una breve poesia, così come si può facilmente abbinare l’utilizzo degli aggettivi e dei pronomi all’apprendimento di nuove parole. La scheda didattica sottoposta ai bambini deve quindi essere funzionale all’attività che il docente ha intenzione di svolgere, abbinandola ad esperienze differenti e non standardizzando l’esercizio senza tener conto del livello e della differente risposta che le diverse classi possono avere.

Schede didattiche per lo studio della grammatica

Chiaramente lo scoglio più arduo è quello della grammatica: i bambini spesso rischiano di perdersi nei meandri delle tantissime regole di cui è ricca la nostra lingua e, avendo un’alta probabilità di distrarsi al momento della spiegazione, possono non essere in grado di applicare in maniera immediata le nozioni necessarie a esprimersi correttamente sia in forma scritta che orale. Per ovviare a questo problema, c’è bisogno di garantire sia nell’esposizione che nella somministrazione delle schede dei punti di interesse che attirino l’attenzione dei bambini: l’apprendimento mnemonico di una regola può essere superato con una più divertente filastrocca, così come l’elenco di una lista di aggettivi da imparare può essere sostituito da una descrizione del compagno di banco o della maestra. La chiave è quella di offrire dei riferimenti visibili e facilmente riconoscibili dagli alunni, che siano semplici da fissare nella mente e da applicare nella scheda.

L’utilizzo di schede didattiche per imparare l’italiano è sicuramente un metodo efficace, ma solo se applicato con creatività e in accordo con l’interesse degli alunni: soltanto in questo modo una semplice scheda di esercizi può trasformarsi in un efficace ponte, in grado di collegare la voglia di divertirsi dei piccoli alla necessità dell’apprendimento della materia.