PARTECIPA AI WORKSHOP FORMATIVI

Fiera Didacta Italia è inserita dal MIUR tra gli eventi previsti dal Piano pluriennale per la formazione in servizio dei docenti (vedi Circolare ministeriale del 05 maggio 2017).

Indire, Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, partner scientifico della manifestazione, ha organizzato un ricco programma formativo con oltre 80 eventi tra convegni, incontri, best practice delle Regioni, workshop focalizzati sulle nuove tecnologie e sui temi della didattica, dall’infanzia fino ai corsi di specializzazione e di formazione professionale a misura del mercato del lavoro.

Il docente che acquista il biglietto alla fiera potrà prenotare e partecipare ai workshop formativi e chiedere il riconoscimento per la formazione in servizio alla propria scuola.

Acquistando il biglietto per la fiera il docente dovrà prenotare 4 workshop.
Ogni 4 workshop sarà riconosciuta dalla scuola di appartenenza l’Unità Formativa Certificata.

Scopri giorno per giorno il programma formativo di Fiera Fidacta, acquista il biglietto valido 3 giorni e prenota i tuoi workshop al prezzo di 12 euro.

I workshop saranno attivati solo con un minimo di 20 partecipanti.

 

 


Aree di formazione

“Learning is a consequence of thinking” afferma David Perkins che da anni, con Howard Gardner e il gruppo di Harvard “Project Zero”, ricerca ed esplora il potenziale umano e in particolare la natura del pensiero, la creatività, l’intelligenza e l’apprendimento.

Per apprendere bisogna mettere a frutto il pensiero in tutte le sue diverse declinazioni: critico, creativo, problem-solver, riflessivo, decisionale, sistemico.

La prima domanda che sorge è: come è possibile stimolare e valorizzare il pensiero nei ragazzi affinché da consumatori di contenuti diventino risolutori di problemi e produttori d’informazione e conoscenza?

Le Thinking Routines aiutano a incoraggiare, in classe, una cultura dell’esplorazione e costruzione del pensiero affinché i ragazzi imparino a impiegare le proprie conoscenze e competenze in ambiti diversi per affrontare problematiche complesse e trovare soluzioni innovative e creative.

Le Thinking Routines sono il risultato di un approccio pioneristico da parte di Harvard “Project Zero” e si presentano come strumenti didattici molto semplici, pratici da usare in classe e trasversali a tutte le discipline.

Una didattica trasmissiva e tradizionale può aiutare realmente i ragazzi a ‘fare da soli’ e ad ‘imparare ad imparare’? Può riuscire a promuovere l’autonomia, l’esplorazione e la cooperazione accentrando nell’insegnante la responsabilità  e la guida esclusiva dei processi d’apprendimento in classe?

A queste e ad altre  domande proverà a rispondere il workshop dedicato all’‘Apprendimento autonomo e al tutoring’. I partecipanti saranno coinvolti in percorsi operativi e didattici e – attraverso video e testimonianze di colleghi che sperimentano da tempo l’apprendimento autonomo e il  peertutoring – entreranno nel vivo di questi temi.
Un’attenzione particolare sarà data al tutor, un insegnante che non valuta, ma gioca un ruolo didattico e relazionale e affianca lo studente nel suo percorso scolastico; una figura di riferimento che ascolta, orienta, indirizza e media, svolgendo una funzione di coaching e di mentoring.

Nell’apprendimento differenziato l’ambiente formativo viene progettato per promuovere un processo di apprendimento basato su esperienza, interdisciplinarità e ricerca tramite attività diverse svolte in contemporanea dagli studenti. L’insegnante accoglie differenze, promuove potenzialità, riconosce talenti, personalizza la proposta formativa rendendo ogni alunno protagonista del proprio curricolo. Si co-progettano modi, spazi e tempi per gestire le attività di apprendimento differenziato organizzando specifici spazi in cui gli studenti, a rotazione, svolgono le attività. L’insegnante organizza con gli alunni le attività della giornata, che poi propone o fa scegliere a ciascun gruppo, concordandone durata e rotazione. L’autonomia nello svolgimento è possibile grazie alla presenza di strumenti di gestione e apprendimento (istruzioni per l’uso e schedari autocorrettivi). Al termine delle attività ogni studente ha a disposizione una scheda per l’autovalutazione, che gli consente di registrare i progressi e i punti di debolezza del suo percorso

Il workshop mira a evidenziare uno dei nuovi orientamenti della didattica nella scuola che riguarda l’organizzazione del tempo e delle discipline.
Le aule non sono solo lo spazio degli studenti; sono i docenti che le abitano e le corredano con gli strumenti adeguati alle proprie discipline di insegnamento. Così gli alunni si muovono da uno spazio all’altro al cambio dell’ora e la scuola diventa il loro ambiente di apprendimento nella sua interezza. Le aule assumeranno la fisionomia di uno spazio laboratoriale dove è possibile trovare strumenti e materiali didattici specifici ad ogni disciplina.
Nel workshop saranno date risposte alle domande che una scuola deve porsi per andare verso questo tipo di organizzazione e quali soluzioni è possibile individuare in base al proprio contesto e livello scolastico, nel confronto con chi ha già avviato e adottato questo modello.

Che cos’è il debate? Come si applica? Quale è il suo valore aggiunto all’interno del curricolo?

Disciplina curricolare nel mondo anglosassone, il debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). Dal tema scelto prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera, dettata da regole e tempi precisi, per preparare la quale sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica. Il debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare le fonti, sviluppare competenze comunicative, autovalutarsi,  migliorare la propria consapevolezza culturale e l’autostima, sviluppando il pensiero critico e le soft skills. Nel corso del workshop si terrà la simulazione di un debate in lingua italiana e di un debate in lingua inglese che saranno animati da studenti delle scuole di Avanguardie educative, con l’obiettivo di dimostrare, sotto la guida dei loro docenti, il valore aggiunto di questa metodologia didattica all’interno del curricolo delle scuole di ogni ordine e grado.

La “Didattica per Scenari” è un approccio che si prefigge di introdurre in classe pratiche didattiche innovative potenziate da un uso efficace delle nuove tecnologie. Punto di partenza sono gli “scenari”, ovvero descrizioni di contesti di insegnamento/apprendimento che incorporano una visione di innovazione pedagogica centrata sullo sviluppo delle “Competenze per il XXI secolo”. Ogni “scenario” incorpora una differente visione e fornisce un set di indicazioni – le “Learning Activities” – attraverso le quali il docente arriva a scrivere e implementare il proprio personale progetto didattico: la “Learning Story”.

Flipped Classroom, ma anche contenuti didattici multimediali, spazi flessibili. Nell’ottica di un’innovazione integrata che coinvolge tutti gli attori del sistema-scuola, si illustreranno esperienze di trasformazione dell’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”. Con le voci di coloro che stanno in questo momento sperimentando.

Parlare di Contenuti Didattici Digitali significa affrontare il tema della costruzione della conoscenza, della ri-scrittura dei contenuti di studio. Una ri-scrittura che chiama in causa docenti e studenti e prevede l’utilizzo di procedure, strumenti e forme linguistiche innovative. Una scrittura sui generis, che non è individuale e non è spontanea; che necessita di una fase progettuale consistente e richiede uno sforzo di negoziazione importante: una scrittura sociale e complessa, che si connota per una nuova ricchezza espressiva e comunicativa. Accostarsi a questa attività, che presuppone un lavoro di condivisione di intenti, di raccolta e analisi di materiali, di progettazione condivisa, di stesura e di revisione incrociata, significa penetrare dietro il sipario dei manuali di studio, per comprenderne le strutture profonde; significa diventare buoni lettori di quei testi, in un gioco speculare dove la lettura non è che l’altra faccia della scrittura. Lavorare sui Contenuti Didattici Digitali significa aiutare gli studenti a prendere possesso di contenuti e strumenti, a superare la semplice logica trasmissiva dello studio per imparare a formulare tutte le domande a cui il tradizionale manuale non ha saputo dare risposta

L’istruzione degli adulti è una specifica realtà che si inserisce nel più articolato contesto dell’apprendimento permanente. Le ricerche attuali si stanno concentrando sempre più sull’individualizzazione del percorso formativo, data la grande varietà delle tipologie che ricadono sotto il termine “adulti”. Un ulteriore aspetto è determinato dalla necessità di declinare l’apprendimento per ogni tipologia di utente. L’attenzione alla fascia d’età, alle competenze pregresse, alla nazionalità e ai titoli conseguiti dal discente in formazione sono tutti elementi che rendono oggi la riforma italiana dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) uno dei fenomeni di maggior interesse sul quale focalizzare l’attenzione della ricerca. In particolare, il Patto Formativo Individuale permette di isolare i vari aspetti innovativi della nuova realtà italiana, evidenziando le modalità di certificazione delle competenze e la formazione a distanza (FAD), aspetti che occupano un congruo lasso di tempo nella programmazione annuale.
Movendo dalla teoria andragogica di Malcolm Shepherd Knowles, modellizzata poi da Peter Jarvis, qui si propone di mostrare il legame tra le applicazioni pratiche della realtà italiana e altri modelli, attivi in Europa, di istruzione degli adulti.

Lo scenario dell’istruzione degli adulti in Italia è stato recentemente riorganizzato. Dal momento che ‘spazi’ e ‘tempi’ del nuovo sistema sono stati radicalmente trasformati, è possibile definire un modello innovativo per l’apprendimento in età adulta? Durante questo workshop le grandi narrazioni sull’adulto, provenienti dalla letteratura, dall’arte, dal cinema e, soprattutto, anche dalla viva realtà delle scuole, saranno utilizzate come ‘stimoli’ per attivare riflessioni, discussioni e confronti sulla possibilità di delineare soluzioni concrete per quei gruppi di adulti che accedono con difficoltà alle scuole pubbliche e alle opportunità formative fruibili nel lifelong learning. Le prospettive dell’apprendimento trasformativo (Freire, Mezirow, Mayo) così come il modello sulla costruzione delle conoscenze (Scardamalia) per l’e-learning, verranno presentate attraverso l’offerta del modello formativo della IULINE.

Come si valutano i processi innovativi? Come la valutazione può contribuire alla promozione di processi innovativi della didattica disciplinare e degli ambienti di apprendimento?
Il tema della valutazione sarà approfondito attraverso una duplice ottica: quella collegata ai processi promossa da Indire, le cui ricerche muovono nella direzione di una didattica basata sull’indagine, l’esplorazione e sulla trasformazione degli ambienti di apprendimento come elementi fondanti per favorire lo sviluppo dell’innovazione. Una visione più orientata a mettere in luce gli aspetti legati agli esiti (a cura di Invalsi) che, a partire dalla rilevazione dei test e la formulazione dei relativi items, mostrerà quali sono le opportunità che si presentano per rinnovare la didattica disciplinare.

La scuola di oggi si muove in un contesto di autonomia caratterizzato da un notevole impegno organizzativo che vede la dirigenza coinvolta nella gestione di risorse umane in un ambiente poco gerarchizzato, incentrato sul coordinamento orizzontale. Il ruolo del dirigente scolastico è centrale per promuovere l’innovazione e presidiare la collegialità dell’insegnamento all’interno di ambienti di apprendimento sempre più sofisticati socialmente ed economicamente costosi.  I dirigenti scolastici possono rappresentare la figura più importante all’interno dei sistemi educativi per promuovere il miglioramento scolastico e l’efficacia delle scuole. Tuttavia la crescita di dimensione e di complessità nella gestione delle scuole rende ormai irrealistico che i dirigenti scolastici possano mantenere un focus sul miglioramento senza una guida della scuola condivisa con figure di “leadership distribuita”.

Attraverso quali valori, qualità, pratiche, possono contribuire a sviluppare ambienti organizzativi e professionali efficaci per l’insegnamento e l’apprendimento? In che modo i dirigenti scolastici possono fare la differenza?

Il workshop permetterà ai docenti di comprendere gli elementi chiave dell’Idea “Oltre le discipline” facente parte della “Galleria delle Idee di Avanguardie educative” e di progettarne la replicabilità nella propria classe. Gli insegnanti acquisiranno gli strumenti per la progettazione di un curricolo verticale che lega teoria, pratica e tecnica; il workshop si concretizza nella realizzazione di itinerari progettuali volti a costruire spazi di esperienza ad alto potenziale motivazionale e “atelier di mestiere”, favorendo il superamento di un modello trasmissivo di scuola, fortemente centrato solo sulla conoscenza teorica.

Lo Spaced Learning (SL) è una metodologia didattica basata su una particolare articolazione del tempo della lezione, intervallante tre momenti di didattica a due di pausa, che ha come quadro teorico di riferimento la ricerca delle neuroscienze, pubblicata nel 2005 da R. Douglas Fields su “Scientific American”, circa il meccanismo di creazione della memoria a lungo termine.
Il workshop, della durata di tre ore, si sostanzia nella progettazione di una lezione in modalità SL, successiva a un’introduzione sui fondamenti teorici della metodologia in questione

L’incontro ha lo scopo di presentare l’approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning), una metodologia didattica che vede unite lezione frontale, simulazioni e attività laboratoriali su computer per un’esperienza di apprendimento ricca e basata sulla collaborazione.
Questa metodologia è stata progettata nel 2003 dal MIT di Boston e fu inizialmente pensata per la didattica della Fisica per studenti universitari.
La classe TEAL prevede una serie di strumenti tecnologici da utilizzare in spazi con specifiche caratteristiche, con arredi modulari e quindi facilmente riconfigurabili a seconda delle necessità: spazi e tecnologie sono interconnessi. Attorno alla postazione centrale del docente sono disposti alcuni tavoli rotondi che ospitano gruppi di studenti in numero dispari. L’aula è dotata di alcuni punti di proiezione sulle pareti ad uso dei gruppi di studenti.
Per favorire l’istruzione tra pari i gruppi sono costituiti da componenti con diversi livelli di competenze e di conoscenze. Il docente introduce l’argomento con domande, esercizi e rappresentazioni grafiche. Poi ogni gruppo lavora in maniera collaborativa e attiva con l’ausilio di un device per raccogliere informazioni e dati ed effettuare esperimenti o verifiche.

Il workshop si sviluppa alternando interventi di docenti e dirigenti di scuole che hanno apportato modifiche significative al calendario o all’orario scolastico. Verranno proposti, in sessioni dinamiche e interattive, i tratti salienti e gli elementi chiave dell’Idea “Uso flessibile del tempo scuola (compattazione del calendario scolastico)” facente parte della galleria delle “Idee di Avanguardie educative”.

Le proposte presentate sono indirizzate a dirigenti e docenti che hanno maturato la necessità di disporre di tempi più flessibili per la realizzazione di attività basate sulla promozione di competenze, per l’introduzione di metodologie didattiche attive e per la valorizzazione dei diversi stili di apprendimento degli studenti.

Quale è il significato degli acronimi CLIL (Content and Language Integrated Learning) e TELL (Technology Enhanced Language Learning)? Quale è il valore aggiunto delle tecnologie nell’apprendimento delle lingue e nell’implementazione del CLIL?

Il workshop si colloca all’interno del recente quadro pedagogico e normativo in riferimento al valore aggiunto che le tecnologie, la multimedialità e gli ambienti di apprendimento innovativi possono apportare ai processi di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere, anche con approccio CLIL.

Verranno mostrati esempi di progetti realizzati dalle scuole in questo ambito, mettendo in luce i processi, i prodotti e i risultati in termini di learning outcomes degli studenti, anche alla luce del monitoraggio sui progetti CLIL dell’a.s. 2015-16 condotto da INDIRE in collaborazione con il MIUR. Saranno inoltre forniti suggerimenti a risorse, materiali e repository di immediata spendibilità in classe.

Un focus particolare sarà dedicato al potenziale delle learning technologies per le lingue straniere e per il CLIL, con particolare riferimento allo sviluppo professionale dei docenti, anche in considerazione del Piano Nazionale per la Formazione dei docenti del MIUR.

Compìta è un progetto pilota finalizzato a promuovere l’innovazione didattica dell’italiano nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, sostenuto da un protocollo del MIUR, Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici, con l’Università di Bari capofila, che ha coinvolto in una sperimentazione triennale altre dieci università e quarantacinque scuole di secondo grado (licei, istituti tecnici e istituti professionali), selezionate su tutto il territorio nazionale. Compìta ha proposto un modello d’insegnamento della lingua e soprattutto della letteratura italiana che vede nella didattica per competenze una necessità ineludibile anche nel campo delle discipline umanistiche e che mira pertanto a sviluppare competenze in italiano – da qui il titolo del progetto: Comp-Ita, ovvero le Competenze dell’italiano. Per favorire la riappropriazione del testo da parte degli studenti, attraverso un percorso di comprensione, analisi, interpretazione dell’opera letteraria, la cooperazione tra docente e studente, richiesta da una didattica laboratoriale e dalla ricerca-azione, diviene fattore strategico nel processo di insegnamento-apprendimento linguistico-letterario e obiettivo prioritario di un’adeguata formazione dei docenti di lettere. Il workshop presenta alcuni risultati del progetto: documenti e contributi teorici, materiali didattici, attività di formazione per i docenti, prodotti realizzati dalle scuole nel corso degli anni in diversi seminari nazioni e interregionali, il sito internet del progetto. Parteciperanno alcuni componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto, alcuni dei docenti e degli studenti protagonisti delle attività svolte.

Durante il laboratorio di coralità e improvvisazione si insisterà sulla partecipazione del corpo e sull’uso dello spazio per abituare a una relazione con se stessi e con il gruppo che non sia rigida o statica, ma dinamica, vitale e comunicativa.

Il lavoro sarà incentrato sull’improvvisazione corale e sullo sviluppo dell’ascolto al fine di evocare luoghi, situazioni emotive, immagini o semplicemente creare ritmi e armonizzazioni sopra i quali si inseriranno canzoni o frasi melodiche dando spazio alla capacità del gruppo , di volta in volta, di “passarsi” la parola. Lo scopo poi è che ognuno diventi autore in piena autonomia, un po’ come uno stormo di uccelli, in cui non esiste un leader, ma ogni uccello segue alcune semplici regole, come regolare la propria velocità su quella degli altri o mantenersi a distanza di sicurezza dai compagni di percorso e insieme creare una forma che potenzi il proprio volo, quindi un fenomeno di auto-organizzazione interna e dinamica. Anche lo spazio sarà utilizzato in relazione a ciò che accadrà, alle necessità concrete che ci saranno per un ascolto migliore.

Il digitale sta entrando con forza nell’insegnamento della musica a scuola, con la vasta diffusione di dispositivi mobili (smartphone e tablet) in grado di offrire una  varietà di applicazioni per l’educazione musicale. Il workshop è rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e intende presentare gli strumenti di base per una didattica musicale da svolgersi mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’incontro ha come principale riferimento la pratica e la composizione musicale e l’acquisizione di competenze in modo informale attraverso l’utilizzo di applicazioni Cloud-based. I partecipanti verranno direttamente coinvolti nelle attività laboratoriali.

Il workshop sarà rivolto a chiunque abbia voglia di approfondire la conoscenza della piattaforma europea eTwinning per i gemellaggi elettronici tra scuole. L’incontro sarà focalizzato sulla descrizione degli strumenti offerti dalla piattaforma eTwinning, in particolare la modalità di ricerca partner, le modalità di interazione con i colleghi europei, e lo spazio di collaborazione a distanza chiamato TwinSpace. Saranno inoltre mostrate alcune esperienze dei docenti.che possono definirsi buone pratiche da un pinto di vista d’innovazione del modello didattico. La formazione sarà curata e condotta dallo staff dell’Unità nazionale eTwinning Italia in collaborazione con gli mbasciatori eTwinning che parteciperanno in qualità di relatori ed esperti. Il workshop è libero fino ad esaurimento posti e avrà la durata di circa 2 ore. Si consigliano i partecipanti di essere forniti di laptop o tablet per una migliore partecipazione. Per maggiori info su eTwinning: www.etwinning.it.

La rete e il digitale hanno profondamente cambiato l’approccio del lettore col testo. Oggi si parla infatti anche di social reading o di lettura condivisa (Maragliano, 2014, Roncaglia, 2013 e 2014), intendendo un tipo di lettura che offre possibilità più varie di quella su carta perché si basa su servizi online, siti o applicazioni che permettono di discutere insieme il libro mentre si legge. Ma è proprio vero che la lettura si è trasformata in un’attività sociale e condivisa grazie alle piattaforme social oppure rimane sostanzialmente un atto individuale? E come si può favorire la lettura tra i giovani? Nel workshop sulla biblioteca scolastica come ambiente di apprendimento saranno, tra l’altro, esaminate l’azione #24 del Piano Nazionale Scuola Digitale e alcune esperienze di reti bibliotecarie scolastiche di qualità, con particolare attenzione all’organizzazione degli spazi e all’utilizzazione delle risorse digitali.

In accordo con quanto evidenziato nel rapporto EURIDYCE 2011 “Science Education in Europe”, il declino di interesse dei giovani nelle scienze, in particolare nella Fisica, è in parte dovuto alla rappresentazione delle discipline come una serie di fatti decontestualizzati lontani dall’esperienza di vita quotidiana. Il progetto nazionale LSOSAlab vede tra le principali motivazioni quella di dare ai docenti di materie scientifiche il supporto necessario per allestire e gestire attività pratiche e sperimentali, essenziali per stimolare l’attitudine al ragionamento scientifico e alla ricerca, anche prendendo spunto dall’esperienza quotidiana (laboratorio povero). Ha il fine di promuovere il cambiamento da una metodologia didattica prevalentemente deduttiva, adottata nella scuola, in una metodologia P&PBL (Project & Problem-based Learning), metodologia che può comunque convivere con la metodologia tradizionale e alternarsi nelle attività di classe. In questo Workshop viene presentata la piattaforma http://ls-osa.uniroma3.it per le discipline di Fisica, strutturata in un database di attività pratiche, proposte dai docenti dei Licei coinvolti, che vengono sottoposte a validazione da parte dell’Università e dagli stessi docenti (peer review) in modo da rendere la proposta (articolo) facilmente ed efficacemente fruibile da tutta la comunità. I tipi di attività che vengono proposte sono l’osservazione e l’interpretazione fenomenologica, la realizzazione di esperimenti, la realizzazione e l’uso di applet per il laboratorio virtuale, la progettazione e realizzazione di percorsi anche interdisciplinari.

In generale l’apprendimento risulta più efficace se è ottenuto attraverso il “fare“ (learning by doing); se la conoscenza viene veicolata attraverso la soluzione di problemi reali rimane nel bagaglio dello studente per un tempo maggiore e può essere utilizzata in altri contesti. Il PP&S (Problem Posing & Solving) è un metodo di insegnamento dinamico che pone lo studente di fronte a sfide e a problemi reali, il metodo viene messo in relazione con lo sviluppo di competenze. Nell’ambito matematico – scientifico la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica ha promosso interventi nazionali volti ad aggiornare le competenze dei docenti e contemporaneamente a promuovere l’ applicazione in aula dei risultati della formazione. Il progetto PP&S persegue il fine primario di attivare un processo di innovazione didattica basato sulla crescita di una cultura Problem Posing & Solving che investa trasversalmente la struttura disciplinare della matematica con un uso più maturo e consapevole delle tecnologie informatiche. La caratteristica fondamentale del progetto, diretto a tutti gli indirizzi di studio della secondaria di II grado, è lo svolgimento delle attività di formazione per docenti nell’ambito matematico-informatico in un “ambiente di apprendimento” costituito dall’integrazione di un ACE (Ambiente di calcolo Evoluto) con una piattaforma di erogazione/gestione/condivisione didattica. Vengono, quindi, presentati in questo Workshop alcuni risultati che dimostrano l’efficacia del metodo PP&S nell’ambito dell’insegnamento e dell’apprendimento della matematica e dell’alternanza tra lezioni frontali e utilizzo di piattaforme e-learning, in modo da creare un apprendimento che travalichi lo spazio fisico dell’aula e il l’orario della lezione, creando tre comunità di apprendimento, i docenti, gli studenti e i binomi docente-studenti della classe che interagiscono condividendo contenuti e problemi. (www.progettopps.it)

Un insegnamento delle scienze context based ( denominato anche approccio STS, Science-Technology-Society) crea una linea di connessione tra lo studio e la vita pratica e sviluppa anche negli studenti la responsabilità sociale e il pensiero critico per quanto riguarda gli aspetti ambientali ed etici. L’obiettivo dell’educazione scientifica è quello di rendere gli studenti futuri cittadini responsabili che capiscano le interazioni (e i limiti) tra Scienza e Tecnologia nella società attuale. L’insegnamento delle discipline Biologia, Chimica e Scienze della Terra deve essere orientato all’integrazione delle stesse in modo ottenere risultati di apprendimento ed acquisizione di competenze più efficaci negli studenti. In questo workshop vengono presentate, nell’ambito del progetto nazionale LSOSAlab, alcune best practice attuate nelle scuole coinvolte nel progetto. Vengono anche presentati esempi di laboratorio povero, inteso come attività laboratoriale che si può fare in aula con strumenti e materiali generalmente disponibili nella quotidianità, facilmente reperibili.

Si può parlare di laboratorio per l’insegnamento dell’italiano? A differenza di altre discipline in cui è stata maggiormente oggetto di riflessione e definizione (laboratorio di scienze, laboratorio comunicativo di lingue straniere, laboratorio di matematica, ecc.),  la didattica attiva e laboratoriale rimane per l’italiano un concetto ancora vago e di difficile esplicitazione e che si accompagna solitamente ad attività progettuali extra-curriculari o interdisciplinari; fatica, però, ad attecchire in quelle parti della disciplina squisitamente curriculari e per lo più appannaggio della didattica tradizionale.  Tra queste possiamo annoverare certamente la grammatica, per l’insegnamento della quale la maggior parte degli insegnanti, e anche dei libri di testo, si rifà al modello tradizionale normativo che si porta dietro una didattica frontale e trasmissiva e un apprendimento di tipo mnemonico. In questo laboratorio saranno presentati e discussi gli esiti e alcune testimonianze di un progetto di ricerca – formazione in cui abbiamo accompagnato e osservato nelle loro classi un gruppo di docenti, dalla prima primaria al secondo anno del biennio, che hanno provato a introdurre nella loro pratica didattica un diverso modello teorico grammaticale, quello della grammatica valenziale, e ad indagarne la possibile trasposizione in un protocollo di lavoro in classe di tipo attivo e laboratoriale, ovvero in un modello di laboratorio di riflessione sulla lingua.

La ricerca nasce dall’ipotesi che il modello della grammatica valenziale sia potenzialmente capace di superare la mancanza di motivazione e le resistenze degli alunni nell’apprendimento della grammatica grazie ad un approccio più riflessivo e “attivo” allo studio della lingua; e dalla convinzione  che l’introduzione di innovazioni di carattere disciplinare possa sortire trasformazioni anche nella metodologia di insegnamento, che cambiando il contenuto si possa cambiare anche il metodo (Lo Duca, 2004). Vedremo come una lezione di grammatica possa mutuare dalla didattica delle scienze la metodologia investigativa, ovvero come la lingua possa diventare oggetto di scoperta e di indagine da parte degli alunni, che sono guidati a “rintracciare” quella struttura grammaticale che è già in loro possesso in quanto parlanti e che ha solo bisogno di essere esplicitata e sistematizzata.

Il massiccio uso delle tecnologie digitali e multimediali e il rinnovamento degli ambienti e degli scenari di apprendimento della scuola del XXI secolo costringono a ripensare le metodologie di insegnamento orientate allo sviluppo delle competenze linguistiche, adottando approcci poliedrici e integrati, che non possono ignorare le esigenze e gli stili cognitivi degli studenti di oggi.

Le competenze linguistiche si collocano dunque all’interno di un mosaico più ampio, che la ricerca scientifica definisce “pluriliteracies”, essenziali per un apprendimento efficace e permanente.

Per accogliere e superare le sfide dell’Europa del XXI secolo, il docente di lingue straniere è chiamato a creare, anche con l’uso delle ICT, uno scenario innovativo, un ambiente di apprendimento diverso, autentico ed efficace.
Durante il workshop verranno offerti suggerimenti ed esempi di materiali attinti dai repository INDIRE, finalizzati alla progettazione, implementazione, valutazione di un curricolo plurilingue per la scuola del XXI secolo.

41.1 Improvvisazioni non procedurali e/o non idiomatiche nell’educazione musicale per i ragazzi.

Il workshop affronterà il tema della improvvisazione nell’educazione musicale per i ragazzi.
Sarà condotto in chiave interattiva con la partecipazione diretta del pubblico al quale saranno proposte attività di produzione musicale con il corpo e con la voce
41.2 Metodologie dell’improvvisazione musicale fra linearità e non linearità.

Il workshop affronta il rapporto fra non linearità e improvvisazione musicale grazie all’analisi e allo studio della partitura di un brano musicale che contiene segni musicali in notazione standard e grafica. Se l’uso della notazione musicale tradizionale veicola contenuti musicali fondamentalmente lineari, il segno grafico consente di aprire il campo all’improvvisazione e all’esecuzione di contenuti musicali non lineari.

Che cosa cambia nella scuola con l’Alternanza Scuola-Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione del sistema educativo? Come si coniuga il cambiamento in atto nella smart factory con la ricerca dell’innovazione didattica? Quali sono i modelli di apprendimento Work-Based che possono essere trasferiti nella scuola apportando contaminazioni, ma anche creatività e senso dell’organizzazione?
L’alternanza formativa è certamente un’opportunità di crescita e di trasformazione del nostro sistema scolastico; un affascinante percorso di andata e ritorno che dalla scuola conduce nei contesti di lavoro; un “circolo virtuoso” di idee e progetti in grado di generare il cambiamento della didattica. Ma è anche una sfida in cui insegnanti e dirigenti sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi e del terzo settore; con le loro complesse dinamiche; con la cultura del lavoro e con le diverse forme di innovazione efficace che oggi provengono dai contesti produttivi più avanzati.

Il workshop presenterà le attività nazionali promosse e coordinate dal comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica in favore della promozione della pratica musicale a scuola.
3 azioni di attività esemplari replicabili in ogni contesto scolastico nella didattica.

Saranno presentati nel DEBATE tre progetti nazionali:

  • Musica è scuola
    Verranno presentati e discussi l’idea il progetto, l’organizzazione in rete , i contenuti dei:
    – n. 9 convegni nazionali organizzati con l’obiettivo di diffondere la cultura e l’insegnamento musicale nella scuola a partire dalla valorizzazione delle esperienze in atto, in dialogo con i migliori progetti nazionali e internazionali. Sono state previste relazioni teoriche, presentazioni di esperienze e laboratori pratici con esperti. I convegni hanno approfondito in particolare gli aspetti legati all’impatto dell’insegnamento della musica sullo sviluppo psicofisico degli alunni, con attenzione particolare alle recenti ricerche neuroscientifiche. Tra i relatori : esperti del MIUR – Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica per tutti gli Studenti; docenti universitari ed esperti di didattica musicale; rappresentanti di istituzioni musicali regionali, nazionali e internazionali; rappresentanti di associazioni musicali, enti locali ed Associazioni del terzo settore.
    – n. 30 laboratori di formazione per docenti e ragazzi in 10 regioni coinvolte con l’obiettivo di formare gli insegnanti di musica e scambiare buone pratiche di insegnamento
    – n. 50 Laboratori attivi per ragazzi delle scuole coinvolte utilizzando le più innovative metodologie didattiche di apprendimento anche internazionali
    n. 4 Ricerche in collaborazione con Università Italiane che hanno affrontato tematiche di argomento neuroscietifico, sulla creatività e sulla emozione.
    – n. 20 concerti con la collaborazione di artisti di chiara fama che hanno portato la loro arte all’interno delle scuole
  • Musica a scuola
    Il progetto che verrà presentato nel debate nasce dalla collaborazione del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti con INDIRE e riguarda la creazione di una piattaforma web per la musica rivolta agli alunni, agli studenti, ai docenti e alle famiglie con l’obiettivo di informare in merito ad iniziative in ambito musicale, condividere buone prassi, supportare l’attività formativa dei docenti, aprire uno spazio di scambio e confronto fra alunni e docenti.
  • Nessun parli
    Un Progetto MIUR per tutte le scuole italiane:
    In un giorno di scuola di inizio anno scolastico in ogni scuola italiana non si parlerà ma si produrranno solo suoni con la voce e con gli strumenti, sipraticherà l’arte in ogni sua manifestazione di produzione e di esperienza anche interdisciplinare , in questa giornata la scuola testimonierà che la creatività artistica a scuola è portatrice di bellezza.

È un progetto di promozione dell’esperienza musicale precoce nei servizi educativi, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria . Il progetto nasce dall’idea di offrire ai bambini, fin dalla più tenera età la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo naturale portando all’attenzione delle famiglie, delle istituzioni e delle scuole la grande importanza dell’arte e della esperienza musicale.

Collaborano con Nidi di Note tanti musicisti e i più importanti esperti formatori a livello nazionale che hanno organizzato attività musicali pensate appositamente per i più piccoli, laboratori e occasioni di formazione rivolte a educatori, operatori e famiglie ed organizzate in modo integrato fra :

Laboratori per bambini presso nidi, scuole d’infanzia e scuole primarie

Attività di formazione specifica per educatori insegnanti  e genitori

Concerti e spettacoli in cui artisti e promotori lavorano a titolo gratuito ed i cui proventi sono utilizzati per finanziare progetti musicali gratuiti per la prima infanzia.

Le metodologie adottate sono diverse a cura degli esperti e formatori che vengono invitati a far parte del progetto, è sempre presente la M.T.L. di E. Gordon, spesso la Orff-Schulwerk, ma l’esperienza sul campo di molti insegnanti fa si che vengano create nuove metodologie frutto di un lungo percorso di conoscenza e applicazione.

A tutt’oggi Nidi di Note ha attivato 36 percorsi gratuiti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna e 20 percorsi nelle scuole elementari , sono stati attivati inoltre  7 Master Class  frequentati da educatori e insegnanti e genitori.

Le associazioni e gli artisti che hanno collaborato, sostenuto e prestato la loro opera per Nidi di note e Note elementari:

Sonia Peana, Paolo Fresu , Vasco Rossi, Quartiere Savena, ARCI Benassi,  Chialab, Squeezezoom bottega, Milena Vukotic, Ada Grifoni, Anton Berovski, Piero Salvatori, Nico Ciricugno, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Paola Turci, Elena Annovi, Stefano Bagnoli, Roberto Cipelli, Stefano Nosei, Chiara Sintoni, Paolo Somigli, Bruno Tognolini, Alessandro Sanna, Alessandro Delpiano, Beppe Chia, Licia Navarrini, Roberto Cabras, Andrea Melega, Luigi Mosso, Daniele Franchi, Pino Ninfa, Luca Devito, Gaetano Curreri, Fabrizio Foschini, Daniele Di Bonaventura, Silvia Testoni, Vito Baroncini, Gianni Grassilli, Fabrizio Dall’Oca, Giorgio Minardi, Cristian Buccioli, Marco Ghilarducci, André Casaca, Gabriella Sartini, Libero Farné, Bruno Nataloni, Ornella Vanoni, Federico Poggipollini.

 

Contenuti del workshop:

Presentazione del progetto dalla nascita in tutte le sue fasi

Presentazione di Notelementari e suoi sviluppi

Spunti pedagogici e metodologie utilizzate

Proiezione di video sulle attività

Attività e dimostrazione pratica di una unità di apprendimento laboratoriale di ascolto e di produzione sonora con l’ausilio di strumenti musicali.

Come cambia l’insegnamento della Filosofia nella società della conoscenza? In che modo l’apprendimento della Filosofia promuove una scuola aperta, inclusiva, innovativa in un mondo globale? A partire dai temi di rinnovamento didattico proposti nel Documento elaborato dal Gruppo tecnico-scientifico del MIUR per promuovere “la filosofia per tutti” e migliorarne la qualità, nel corso del workshop si dialogherà con i docenti su metodologie e pratiche didattiche come critical thinking e debate, didattica per competenze e interdisciplinarità, scrittura argomentativa e CLIL, digital humanities e risorse di apprendimento. In particolare saranno presentati e discussi: il monitoraggio sull’insegnamento/apprendimento della Filosofia, il Sillabo per competenze, esperienze didattiche realizzate nelle scuole su Filosofia e CLIL, Filosofia e Alternanza Scuola Lavoro, Filosofia e Debate. L’obiettivo principale del workshop è di avviare su tali proposte e in una dimensione internazionale progetti, percorsi e azioni in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda 2030 dell’ONU e con la nuova visione di educazione delineata dal  World Education Forum dell’UNESCO nella “Incheon Declaration Education 2030:Towards inclusive and equitable quality education and lifelong learning for all”.

Il workshop esporrà un’esperienza di ricerca-azione con studenti e docenti; ne illustrerà il modello e le azioni; fornirà i dispositivi e i primi risultati. Il percorso biennale che sarà presentato è orientato a promuovere le competenze strategiche nell’apprendere (con attenzione alle strategie e ai processi cognitivi, metacognitivi, motivazionali e affettivi) attraverso l’accompagnamento personalizzato e di gruppo degli allievi e a incentivare una prassi didattica capace di valutare e sviluppare le competenze strategiche trasversali in classe (biennio) e nell’alternanza scuola-lavoro (triennio).

Il QCER può essere usato come valido strumento per attivare un efficace percorso di valutazione formativa, nel quale lo studente è realmente protagonista del proprio apprendimento linguistico, anche in un’ottica di Life Long Learning?

Le informazioni raccolte con misurazioni di classe rappresentano una fonte di informazioni essenziali circa processo di acquisizione degli studenti e gli interventi didattici da attuare. I feedback sulle performance però sono spesso giudizi o punteggi che poco comunicano sui progressi o sulle difficoltà dello studente e che non indirizzano il docente verso le attività più efficaci da proporre in classe. Lo scopo del docente è quello di perseguire un percorso che risulti formativo e che intenda avvalersi di validi mezzi per potenziare insegnamento e apprendimento. L’uso del feedback qualitativo si rivela fondamentale e la sua natura deve essere pensata per essere compresa dai diversi protagonisti del progetto formativo: gli studenti, in modo che possano capire lo stato del proprio apprendimento, gli insegnanti, affinché siano in grado di ricavare le informazioni effettivamente utili per la programmazione, i genitori, al fine di essere informati sulle decisioni di classe. Le tecnologie nell’ambito delle lingue straniere consentono di affiancare costantemente lo studente nel suo processo di apprendimento, anche attraverso modalità di e-feedback.

Il workshop focalizza su esperienze concrete di uso del QCER per sviluppare un percorso formativo coerente nell’ambito delle competenze linguistiche, anche attraverso l’uso della modalità e-feedback.

L’obiettivo principale del workshop è quello di far crescere e qualificare il tasso di cultura tecnico-scientifica nel Paese, con particolare attenzione all’insegnamento delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Si proporranno riflessioni e sperimentazioni sul ruolo e sui sempre più vasti campi di applicazione delle nuove tecnologie. L’incontro intende approfondire il tema del rapporto tra diffusione della cultura tecnico-scientifica e crescita delle opportunità di occupazione per i giovani, con particolare attenzione al ruolo della donna. Il divario di genere è ancora più ampio nell’ambito delle STEM. Si affronteranno tre tematiche che rappresenteranno l’humus su cui il seminario si svilupperà: il modello culturale dei “contenuti” per un docente ricercatore; il ruolo delle tecnologie nella didattica delle STEM; la comunicazione scientifica e il public engagement. Il Comitato ha coinvolto le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, docenti e ricercatori di didattica e divulgatori scientifici.

SCIENTIX fornisce ai docenti occasioni formative di alta qualità per motivare gli studenti agli studi scientifici e renderli responsabili, intraprendenti, creativi e contribuisce allo sviluppo di iniziative nazionali per una più diffusa adozione di approcci efficaci e coinvolgenti all’educazione scientifica.  SCIENTIX ha creato a questo scopo un ricchissimo portale e una comunità aperta e internazionale di docenti, ricercatori in ambito pedagogico, decisori politici e altri professionisti dell’educazione STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), una rete di Punti Nazionali di Contatto e un gruppo di entusiasti docenti Ambasciatori che, durante questo workshop, faranno conoscere le opportunità offerte da SCIENTIX e le esperienze concrete, ispirate da questo progetto, realizzate con i propri studenti.

Il laboratorio intende affrontare la tematica della pratica orchestrale con i giovani, intesa come strumento privilegiato di crescita e formazione musicale; durante il workshop verranno affrontate le seguenti tematiche:

  • L’Orchestra scolastica: uno strumento didattico; riflessioni
  • Tecnica gestuale: elementi oggettivi e soggettivi
  • Lettura e analisi della partitura: dirigere presuppone conoscere
  • Gli strumenti dell’orchestra: conoscenza analitica
  • Le forme della composizione didattica: orchestrazione, elaborazione,

Il Sistema Nazionale di Valutazione è finalizzato al miglioramento degli esiti formativi ed educativi delle scuole. La valutazione assume quindi un ruolo fondamentale per conoscere e trasformare i processi di insegnamento/apprendimento e per promuovere l’innovazione. In quest’ottica è essenziale conoscere e interpretare i dati emersi dal monitoraggio sui Piani di Miglioramento elaborati e sviluppati dalle scuole. Questo workshop parte proprio da una presentazione di ciò che le scuole hanno fatto, non limitandosi ai soli dati quantitativi, ma si applicando avanzate tecniche di analisi semantica sui contenuti dei piani. Il monitoraggio rileva l’impegno con cui le scuole si sono misurate con le nuove metodologie che stanno alla base della pianificazione del miglioramento, ma anche la tendenza ad attestarsi su traguardi “prudenti”, misurabili e raggiungibili nel breve periodo. Da molte parti si sostiene che per migliorare in modo rilevante il sistema scolastico non bastano misure limitate e circoscritte ma che occorre invece un’innovazione radicale dell’ambiente di apprendimento, più ambiziosa e più legata a una visione globale del futuro dell’educazione. Sorge allora un dubbio: è auspicabile che le energie orientate al cambiamento siano impegnate a raggiungere obiettivi di miglioramento circoscritti e documentabili, o è bene invece che si valorizzi maggiormente l’operato di chi sperimenta soluzioni innovative radicali, capaci di scardinare la routine scolastica consolidata?  I fautori delle due visioni del cambiamento della scuola si misurano in questo workshop in un confronto che tiene conto sia delle dinamiche in atto nel nostro Paese in seguito all’avvio del SNV, sia della iniziative ina atto in ambito internazionale.

L’Unità italiana di Eurydice presenterà alcuni dati comparativi su scala europea relativi alla figura professionale del docente. Partendo dal contesto di riferimento delle politiche educative europee, verranno presentati e discussi, in primis, dati quantitativi relativi al contesto demografico della popolazione docente in Europa per poi passare ad analizzare, attraverso dati qualitativi di fonte Eurydice, le politiche e le pratiche degli Stati membri sulla formazione iniziale e il reclutamento, le condizioni di servizio (con un particolare focus sugli stipendi e sui cambiamenti intervenuti negli ultimi anni) e lo sviluppo professionale continuo. Infine, saranno forniti anche dati relativi alla percezione che la società e gli insegnanti stessi hanno della loro professione e delle politiche nazionali per migliorarne l’attrattiva.

Da tempo l’Unione europea promuove il potenziamento dei rapporti tra scuola e lavoro attraverso una moltitudine di raccomandazioni e interventi volti ad ampliare le opportunità dei giovani di fare esperienze pratiche, di capire la vita professionale, civile e culturale nella società contemporanea. In Italia tali istanze sono state recuperate dalla Legge 107/2015, che ha sollecitato una maggiore sinergia tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, introducendo anche l’obbligatorietà di realizzare percorsi di Alternanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado del Paese (istituti tecnici, professionali e licei), con il fine di incrementare le capacità di orientamento degli studenti e lo sviluppo di competenze spendibili anche nel mondo del lavoro. Gli interventi e le proposte avanzate per migliorare la qualità dell’offerta formativa e favorire l’occupazione giovanile hanno assunto oggi una nuova centralità nelle politiche nazionali: si sta mettendo in discussione un modello educativo culturalmente radicato ma ormai obsoleto, poiché avulso dalla realtà, per affermare una scuola capace di esser dentro i fenomeni e i mutamenti sociali. Nell’attuale congiuntura di cambiamento, che interessa non solo il sistema scolastico ma anche il sistema produttivo e dei servizi e la compagine sociale nel suo complesso, questi temi aprono interrogativi complessi, in cui si sovrappongono vecchi e nuovi scenari. Che cosa è accaduto nella prima annualità di attuazione della normativa? Nell’a.s. 2015-2016, le scuole come hanno interpretato l’Alternanza alla luce della Legge 107/2015? Quali criticità hanno incontrato e quali sono stati i punti di forza? L’Alternanza è stata definita una “metodologia didattica”, sebbene la sua cifra più caratteristica nasca nel segno della varietà: di modelli, di metodi, di processi, di situazioni, di fabbisogni educativi e obiettivi di apprendimento tra loro molto diversi. Che significato ha, dunque, oggi?

Gli Istituti Tecnici Superiori (Istituti per la formazione Terziaria professionalizzante) sono nati nel 2010 per formare tecnici altamente specializzati in aree considerate strategiche per lo sviluppo del Paese. Rappresentano la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante, non universitaria. L’offerta formativa è strettamente legata al sistema produttivo e risponde alla domanda di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche da parte delle imprese. Ha la finalità di colmare il divario tra la domanda e l’offerta di competenze e di intrecciare in tal modo le filiere formative con quelle produttive; si contraddistinguono per i dati sull’occupabilità dei neodiplomati e per un rapporto virtuoso e permanente tra sistema formativo e impresa.

L’Indiresta conducendo un’attività di ricerca sugli ITS con l’obiettivo di fornire alla comunità scolastica e al mondo del lavoro esempi di una “contaminazione autentica e virtuosa” tra sistema formativo e mondo produttivo.

In questo workshop saranno presentati gli esiti della ricerca condotta su un campione di ITS, che riguardano i seguenti aspetti:

  • esempi e strumenti organizzativi e didattici;
  • sviluppo delle soft skills e competenze degli studenti.

L’Unità italiana di Eurydice presenterà l’organizzazione e l’offerta dei percorsi di studio professionalizzanti di livello terziario di alcuni paesi europei. Particolare attenzione verrà posta sui corsi che portano al conseguimento di qualifiche specifiche legate alle esigenze di un settore produttivo di un determinato territorio. Verranno presi in esame i seguenti aspetti: istituti che offrono corsi di studio ad orientamento professionale, organizzazione del percorso di studi e qualifiche rilasciate.

SAILOR – La nave dell’Orientamento ai mestieri ed alle professioni del mare, è un evento unico nello scenario dell’orientamento alle “Professioni del Mare”, fortemente voluto dalla Regione Liguria che ne ha affidato ad ALFA Liguria il coordinamento ed è stato inserito dal 2015 nel iniziativa FSE “#costruiamocilfuturo”, un progetto promosso dall’Assessorato Regionale all’Istruzione per parlare ai giovani, di formazione, lavoro e orientamento attraverso cinque manifestazioni, che si sono svolgono ogni anno a Genova tra Ottobre e Novembre.

SAILOR, offre ai giovani partecipanti l’occasione di vivere una forte e significativa esperienza orientativa e formativa in alternanza scuola/lavoro, di più giorni, a bordo di una nave ammiraglia della Compagnia di Navigazione Grandi Navi Veloci S.p.A., partner strategico di SAILOR, per stimolarne la curiosità nell’approfondire sbocchi lavorativi sui quali non sempre è data loro l’opportunità di riflettere. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere fra i giovani la cultura e la conoscenza del mondo del lavoro in mare e nel porto, evidenziando la necessità di collegare filiere produttive e formative e constatato l’alto gradimento, dall’edizione del 2015, oltre la partecipazione di studenti di varie regioni d’Italia, ha visto la partecipazione anche di un gruppo di studenti francesi e lituani. I giovani partecipanti, provenienti dagli Istituti Nautici, Alberghieri e Turistici, a bordo seguono un percorso che si concretizza come un momento di alternanza scuola/lavoro, oltre che di orientamento. Infatti oltre l‘attività informativa, si realizzano dei veri e propri laboratori utilizzando la metodologia “learning by doing”: la nave si presentata così come un’azienda e propone ai partecipanti, per quanto brevi, delle vere e proprie esperienze lavorative.

A bordo inoltre viene svolta una specifica attività di formazione per gli insegnanti accompagnatori, che sono coinvolti in momenti di confronto con gli esperti del mondo del mare ed il personale di bordo.

I promotori ed organizzatori oltre Regione Liguria/ALFA Liguria e Grandi Navi Veloci sono: Capitaneria di Porto di Genova Guardia Costiera, Accademia Italiana della Marina Mercantile e Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria. Il progetto è stato promozionato nelle altre scuole italiane dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I Partner liguri per la realizzazione del progetto sono: Costa Crociere – Guardia Costiera Ausiliaria – Ist. Alberghiero Nino Bergese Genova – Ist. Nautico San Giorgio Genova – Università degli Studi di Genova. Hanno inoltre partecipato alle ultime edizioni l’Académie De Nice e la Lithuanian Maritime Academy. partecipato alle ultime edizioni l’Académie De Nice e la Lithuanian Maritime Academy.

In che modo i docenti possono sviluppare le loro competenze digitali in ambito didattico? Quali strumenti oggi possono aiutarli a riflettere sul loro uso della tecnologia a scuola e a migliorare costantemente la creazione di contenuti, l’uso pedagogico del digitale, la collaborazione e comunicazione online e una gestione sicura e costruttiva della rete?

Il workshop presenterà una panoramica sui principali approcci e strumenti utilizzati oggi in Europa per la formazione e il miglioramento professionale dei docenti in ambito digitale. Inoltre, lo strumento digitale MENTEP (Mentoring Enhanced Technology Pedagogy) verrà presentato ai partecipanti, che potranno utilizzarlo per autovalutare la loro competenza digitale, confrontarsi con colleghi di tutta Europa, ricevere feedback in merito alle loro aree di forza e di debolezza e infine accedere a risorse formative dedicate. Il tool MENTEP è attualmente in sperimentazione in 10 paesi europei e in Italia 50 scuole hanno contribuito a sperimentarlo e a migliorarlo nel corso del 2017. Durante il workshop sarà quindi possibile ragionare insieme sul concetto di competenza digitale in ambito pedagogico e confrontare idee, strumenti, approcci per lavorare su questa importante area di sviluppo professionale. Inoltre, una versione “immersiva” del tool permetterà ai partecipanti di passare dalla semplice autovalutazione delle proprie competenze alla messa in atto, in un ambiente virtuale, di alcune skill digitali. Passare dall’autovalutazione testuale a una prova autentica è una sfida interessante, i cui limiti e potenzialità potranno essere testati dal vivo e discussi durante l’incontro.

Allestimento di una sala oscura per la fruizione di contenuti in 3D stereoscopico sulle discipline di biologia, fisica, matematica e chimica. Lo scopo è quello di far conoscere risorse didattiche digitali che stimolino gli apprendimenti con un maggior coinvolgimento degli studenti.

Il workshop della durata di due ore mira a far conoscere gli strumenti  hardware e sofware di creazione e fruizione di contenuti in realtà virtuale e/o aumentata. Durante l’incontro verrà realizzato un virtual tour degli spazi espositivi da DIDACTA da condividere in tempo reale sul web.

I docenti e gli alunni effuettueranno lezioni con approccio laboratoriale utilizzando ambienti in cloud in cui ognuno diventa protagonista nella creazione dei contenuti lavorando in condivisione, collaborazione– cooperazione, comunicando e organizzando contenuti. Il workshop ha lo scopo di mostrare come spostare l’ambiente di apprendimento e facilitare il processo di apprendimento a distanza.

Il workshop propone alcuni spunti per disegnare attività di laboratorio che integrino l’uso di sistemi di acquisizione in tempo reale (come un sensore digitale di moto) con pratiche di misura e attività di formalizzazione (uso del disegno, del linguaggio naturale e di strumenti matematici). Il lavoro prende le mosse dall’esplorazione fenomenologica e dalla modellizzazione fisica di semplici sistemi materiali. Vengono suggeriti modi per condurre un lavoro nei diversi livelli e ordini di scuola, dalla primaria alla secondaria di II grado. In seno al workshop, l’interazione tra insegnanti impegnati nei diversi ordini potrà fornire interessanti elementi di discussione.

Le nuove tecnologie possono giocare un ruolo di primo piano nel favorire l’apprendimento di bambini e ragazzi con disabilità o altri bisogni educativi speciali. La presenza di tecnologie di ultima generazione, tuttavia, non garantisce di per se’ una migliore inclusione di questi studenti ma, al contrario, può divenire fonte di ulteriori barriere se la scelta e l’uso di questi strumenti non avviene in modo consapevole e non si integra con modalità didattiche in grado di valorizzare le differenze e di ciascuno. Durante il workshop, sarà possibile conoscere alcune delle più recenti ricerche ed esperienze in questo ambito, comprendendo come e perché le nuove tecnologie possano avere una valenza inclusiva e come queste si siano evolute nel tempo con lo scopo di favorire un apprendimento inclusivo.  Andremo inoltre ad analizzare come i processi di innovazione tecnologica nella scuola si siano intrecciati, negli ultimi anni, con le pratiche didattiche e educative dell’inclusione.

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in prima persona una sessione di didattica laboratoriale, centrata sull’uso della stampante 3D nella scuola dell’infanzia. Il workshop sarà tenuto dai ricercatori di INDIRE afferenti al progetto Maker@Scuola, che introdurranno gli aspetti metodologici e pedagogici studiati durante il progetto di ricerca e dalle docenti delle scuole partecipanti al progetto e che esporranno le attività svolte in classe, sottolineando i punti di forza e le criticità che hanno dovuto affrontare e superare con successo. Durante il workshop i docenti avranno modo di disegnare usando un software di disegno 3D e di stampare oggetti, usando le stampanti 3D presenti in aula.

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in prima persona una sessione di didattica laboratoriale, centrata sulluso della stampante 3D nella Scuola Primaria. L’incontro sarà tenuto dai ricercatori di Indire afferenti al progetto Maker@Scuola (Primaria3D), che introdurranno gli aspetti metodologici e pedagogici studiati durante il progetto di ricerca e dalle docenti delle scuole partecipanti al progetto, che esporranno le attività svolte in classe, sottolineando i punti di forza e le criticità che hanno dovuto affrontare e superare con successo. Durante il workshop i docenti avranno modo di disegnare usando un software di disegno 3D e di stampare oggetti, usando le stampanti 3D presenti in aula.

Le nuove tecnologie “immersive” – tecnologie che sfumano il confine tra realtà fisica e realtà virtuale – iniziano ad affermarsi anche in campo didattico, con la prospettiva di abilitare esperienze di apprendimento fino a oggi impensabili. Durante il workshop i partecipanti sperimenteranno in prima persona l’esperienza di immersione in alcuni ambienti digitali, per sondarne le potenzialità didattiche e una loro possibile applicazione in contesto scolastico.

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in modalità laboratoriale la progettazione di un’unità didattica che permette di “curricolarizzare” la robotica educativa. I ricercatori INDIRE coinvolti nel progetto Coding@Scuola introdurrano gli strumenti progettuali usati nel progetto e l’idea di costruire la coppia di progetto tra docente dell’infanzia e quello della scuola primaria, variamente interpretata dagli istituti che hanno sperimentato il progetto. Verrà poi mostrato il mediatore robotico utilizzato, ovvero Cubetto, spiegandone le specificità e come queste abbiano trovato riscontro applicazione nella didattica. Gli iscritti progetteranno e sperimenteranno le attività create con il supporto dei docenti che hanno preso parte alla sperimentazione che li aiuteranno a focalizzare criticità e punti di forza di quanto progettato.

Il workshop è dedicato a tutti gli insegnanti di scuola secondaria, anche senza competenze tecniche specifiche, che desiderano sperimentare nuove modalità didattiche, adottando un approccio accattivante e coinvolgente per gli studenti. Accompagnati dai ricercatori INDIRE afferenti al progetto Coding@Scuola e da docenti esperti, i partecipanti potranno sperimentare con modalità laboratoriali, tramite linguaggi di programmazione e kit di robotica anche “fai da te”, alcuni percorsi didattici che facilitano l’acquisizione di competenze curricolari anche trasversali e contemporaneamente fanno emergere attitudini non disciplinari.

Il Workshop si propone di illustrare come le tecnologie della lingua possano essere di aiuto nell’affrontare le nuove sfide scientifiche e tecnologiche legate alla didattica e all’apprendimento. Le tecnologie della lingua, infatti, mostrano un alto potenziale innovativo, con ricadute sui processi di insegnamento e apprendimento, offrendo un supporto a:

  • gli insegnanti, ad esempio per personalizzare i contenuti didattici rispetto al livello della classe o di alunni con bisogni educativi speciali e disturbi specifici di apprendimento, oppure per valutare e monitorare l’evoluzione delle competenze degli apprendenti
  • gli studenti, contribuendo a velocizzarne l’apprendimento mediante strumenti di ausilio per la costruzione di mappe concettuali o per la correzione semi-automatica degli errori.

A livello nazionale e internazionale, gli ultimi anni hanno visto il diffondersi di iniziative e progetti pilota basati sull’utilizzo di tecnologie della lingua e finalizzati a supportare insegnanti e studenti nella costruzione di una scuola digitale realmente efficace e inclusiva. Tutte queste iniziative hanno bisogno di essere conosciute e valorizzate per poter diventare “guide decentrate” della scuola digitale.

Il Workshop costituirà l’occasione per fare il punto della situazione mettendo a confronto esperienze condotte a titolo sperimentale in scuole nazionali di diverso ordine e grado all’interno delle quali le tecnologie della lingua sono utilizzate per: la didattica delle lingue classiche e dell’italiano come L1 e L2, così come di altre discipline; la ricostruzione dell’evoluzione delle competenze linguistiche; la definizione e lo sviluppo di percorsi personalizzati di potenziamento e recupero per alunni con difficoltà di lettura. Ogni esperienza verrà raccontata a due voci, da parte di chi ha messo a punto le diverse soluzioni tecnologiche e di chi le ha utilizzate nel contesto didattico.

Le nuove tecnologie sono riuscite negli ultimi anni a promuovere la partecipazione sociale di persone con diversi tipi di disabilità: dalle difficoltà visive, uditive e motorie, a quelle mentali e cognitive, ai disturbi specifici dell’apprendimento e l’autismo. Il workshop ha lo scopo di illustrare attraverso video ed esperienze dirette l’utilizzo di ausili informatici specifici per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità nella scuola, nel lavoro e nella società.  L’incontro mostrerà come gli strumenti tecnologici possono concretamente favorire l’autonomia, promuovere l’apprendimento e sviluppare competenze utili alla vita quotidiana.

Il Workshop della durata di un’ora, mira a far conoscere come le tecnologie e le metodologie didattiche favoriscano il processo di apprendimento per i DSA in modo da evitare ciò che dice il prof. Giacomo Stella:” Le famiglie dei bambini con disturbo di apprendimento passano il pomeriggio a rincorrere i bambini attorno al tavolo per fargli fare 10 minuti di studio che il giorno dopo saranno dimenticati.”

E’ possibile ri-pensare gli spazi della propria scuola anche se in una struttura rigida e vincolata? In che modo si possono ri-configurare gli ambienti in cui alunni e studenti svolgono le attività senza interventi strutturali sull’edificio? E’ possibile prendere spunto dai modelli proposti dalla tradizione pedagogica per ibridare ambienti originariamente pensati per una didattica trasmissiva? Come recuperare spazi di passaggio o aree della scuola inutilizzate per creare zone informali, estensioni delle aule o paesaggi didattici in grado di supportare adeguatamente una didattica attiva e una nuova idea di benessere scolastico?
Il manifesto Indire per gli spazi educativi del terzo millennio è lo sfondo culturale di un seminario che propone soluzioni pratiche ed esempi concreti di ri-allestimento di spazi e recupero di corridoi e aree sottoutilizzate finalizzati alla predisposizione di ambienti 3.0. Le soluzioni adottate dal Circolo Didattico San Filippo di Città di Castello saranno lo spunto per una discussione sulle diverse esigenze di una scuola che desidera rendere più moderni i propri spazi e setting di apprendimento sfruttando le diverse possibilità a disposizione: dal piccolo-medio finanziamento, al fundrising, al riuso di materiali esistenti.

In anteprima nazionale la presentazione di “SPAN. Laboratorio per la Scuola del Futuro”, che aprirà a Lucca all’inizio del 2018, un progetto realizzato dalla Fondazione UIBI e da INDIRE.

Il workshop presenterà anche il progetto www.torinofascuola.it un processo di riqualificazione completa di due edifici scolastici torinesi.

I docenti e gli alunni effettueranno lezione su diverse discipline utilizzando gli strumenti tecnologici ed applicazioni software. Lo scopo è quello di coinvolgere i docenti partecipanti in situazione. Durante il worshop verranno mostrati esempi pratici di didattica collaborativa e cooperativa mediante l’utilizzo della tecnologia.

Percorso di progettazione condivisa per ripensare l’organizzazione degli spazi interni ed esterni della scuola che verrà

Il workshop qui proposto è finalizzato a dare risposta alla domanda: quale scuola progettare e perchè?
Il ragionamento conduce ad indagare sulla corporeità dello spazio scolastico, ovvero sulla sua dimensione materiale, fisica, concreta, alla luce di una serie di prospettive: quelle della scuola, con tutti le reti dei rapporti con gli enti e le associazioni che la supportano dall’esterno, quella dei progettisti, architetti e tecnici impegnati nell’elaborazione e realizzazione del progetto, quella della committenza, la borsa della scuola.
Nel workshop si attiverà un percorso di progettazione condivisa tipologico per ripensare l’organizzazione degli spazi interni ed esterni della scuola che verrà, analizzando possibili soluzioni riguardanti: la qualità e funzionalità degli ambienti; la relazione tra spazi e discipline; la ricaduta delle possibili scelte sull’orario didattico.

 

Un’occasione per confrontarsi direttamente con i protagonisti della scuola Alemannenschule di Wutöschingen in Germania

In che misura gli spazi della scuola possono fornire una risposta all’esigenza di garantire percorsi di apprendimento adeguati ai diversi stili e ritmi di apprendimento? E’ possibile immaginare una scuola in cui non si svolgono più lezioni uguali per tutti e in cui non si propongono ritmi di studio e strumenti di lavoro indistinti per il gruppo classe? Esistono degli esempi in cui la scuola ha saputo dare delle risposte alla crescente richiesta di personalizzazione tenendo conto dei vincoli e delle difficoltà organizzative legate alla gestione quotidiana dell’anno scolastico? In che modo la tecnologia che abbiamo a disposizione può aiutarci ad organizzare un diverso modo di gestire lo spazio e il tempo scuola?

Il seminario affronta queste problematiche, in modalità TED Talk, sulla base dell’esperienza di una scuola tedesca che ha sviluppato un nuovo modello didattico in cui gli spazi e la tecnologia supportano un diverso modo di concepire la scuola. Workstation per gli studenti, piani di studio individuali, timetable individualizzati, ambienti per il cooperative learning e una grande attenzione al benessere e alle caratteristiche specifiche di ogni singolo alunno sono gli ingredienti della soluzione presentata dalla Alemannenschule di Wutöschingen in Germania. Le caratteristiche degli ambienti, gli strumenti, le idee alla base di questo modo nuovo di organizzare l’attività didattica saranno presentati e discussi con il pubblico dai docenti della scuola.

Collegare le scuole alla rete non è solo un problema tecnologico ma culturale che deve essere affrontato con professionalità, adottando le giuste soluzioni tecnologiche, ma soprattutto deve riguardare un ripensamento sia della componente didattica sia amministrativa delle Scuole. Il Progetto Riconnessioni che la Fondazione per la Scuola della Compagnai di San Paolo sta sviluppando a Torino e in Piemonte ha lo scopo di connettere e innovare le scuole con un approccio olistico, dalla fibra ottica alla formazione docenti, e un metodo industriale che tocca tutti le scuole del primo ciclo.

27/09/2017

Lo Spaced Learning (SL) è una metodologia didattica basata su una particolare articolazione del tempo della lezione, intervallante tre momenti di didattica a due di pausa, che ha come quadro teorico di riferimento la ricerca delle neuroscienze, pubblicata nel 2005 da R. Douglas Fields su “Scientific American”, circa il meccanismo di creazione della memoria a lungo termine.
Il workshop, della durata di tre ore, si sostanzia nella progettazione di una lezione in modalità SL, successiva a un’introduzione sui fondamenti teorici della metodologia in questione

Il workshop propone alcuni spunti per disegnare attività di laboratorio che integrino l’uso di sistemi di acquisizione in tempo reale (come un sensore digitale di moto) con pratiche di misura e attività di formalizzazione (uso del disegno, del linguaggio naturale e di strumenti matematici). Il lavoro prende le mosse dall’esplorazione fenomenologica e dalla modellizzazione fisica di semplici sistemi materiali. Vengono suggeriti modi per condurre un lavoro nei diversi livelli e ordini di scuola, dalla primaria alla secondaria di II grado. In seno al workshop, l’interazione tra insegnanti impegnati nei diversi ordini potrà fornire interessanti elementi di discussione.

Percorso di progettazione condivisa per ripensare l’organizzazione degli spazi interni ed esterni della scuola che verrà

Il workshop qui proposto è finalizzato a dare risposta alla domanda: quale scuola progettare e perchè?
Il ragionamento conduce ad indagare sulla corporeità dello spazio scolastico, ovvero sulla sua dimensione materiale, fisica, concreta, alla luce di una serie di prospettive: quelle della scuola, con tutti le reti dei rapporti con gli enti e le associazioni che la supportano dall’esterno, quella dei progettisti, architetti e tecnici impegnati nell’elaborazione e realizzazione del progetto, quella della committenza, la borsa della scuola.
Nel workshop si attiverà un percorso di progettazione condivisa tipologico per ripensare l’organizzazione degli spazi interni ed esterni della scuola che verrà, analizzando possibili soluzioni riguardanti: la qualità e funzionalità degli ambienti; la relazione tra spazi e discipline; la ricaduta delle possibili scelte sull’orario didattico.

 

“Learning is a consequence of thinking” afferma David Perkins che da anni, con Howard Gardner e il gruppo di Harvard “Project Zero”, ricerca ed esplora il potenziale umano e in particolare la natura del pensiero, la creatività, l’intelligenza e l’apprendimento.

Per apprendere bisogna mettere a frutto il pensiero in tutte le sue diverse declinazioni: critico, creativo, problem-solver, riflessivo, decisionale, sistemico.

La prima domanda che sorge è: come è possibile stimolare e valorizzare il pensiero nei ragazzi affinché da consumatori di contenuti diventino risolutori di problemi e produttori d’informazione e conoscenza?

Le Thinking Routines aiutano a incoraggiare, in classe, una cultura dell’esplorazione e costruzione del pensiero affinché i ragazzi imparino a impiegare le proprie conoscenze e competenze in ambiti diversi per affrontare problematiche complesse e trovare soluzioni innovative e creative.

Le Thinking Routines sono il risultato di un approccio pioneristico da parte di Harvard “Project Zero” e si presentano come strumenti didattici molto semplici, pratici da usare in classe e trasversali a tutte le discipline.

Il massiccio uso delle tecnologie digitali e multimediali e il rinnovamento degli ambienti e degli scenari di apprendimento della scuola del XXI secolo costringono a ripensare le metodologie di insegnamento orientate allo sviluppo delle competenze linguistiche, adottando approcci poliedrici e integrati, che non possono ignorare le esigenze e gli stili cognitivi degli studenti di oggi.

Le competenze linguistiche si collocano dunque all’interno di un mosaico più ampio, che la ricerca scientifica definisce “pluriliteracies”, essenziali per un apprendimento efficace e permanente.

Per accogliere e superare le sfide dell’Europa del XXI secolo, il docente di lingue straniere è chiamato a creare, anche con l’uso delle ICT, uno scenario innovativo, un ambiente di apprendimento diverso, autentico ed efficace.
Durante il workshop verranno offerti suggerimenti ed esempi di materiali attinti dai repository INDIRE, finalizzati alla progettazione, implementazione, valutazione di un curricolo plurilingue per la scuola del XXI secolo.

L’istruzione degli adulti è una specifica realtà che si inserisce nel più articolato contesto dell’apprendimento permanente. Le ricerche attuali si stanno concentrando sempre più sull’individualizzazione del percorso formativo, data la grande varietà delle tipologie che ricadono sotto il termine “adulti”. Un ulteriore aspetto è determinato dalla necessità di declinare l’apprendimento per ogni tipologia di utente. L’attenzione alla fascia d’età, alle competenze pregresse, alla nazionalità e ai titoli conseguiti dal discente in formazione sono tutti elementi che rendono oggi la riforma italiana dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) uno dei fenomeni di maggior interesse sul quale focalizzare l’attenzione della ricerca. In particolare, il Patto Formativo Individuale permette di isolare i vari aspetti innovativi della nuova realtà italiana, evidenziando le modalità di certificazione delle competenze e la formazione a distanza (FAD), aspetti che occupano un congruo lasso di tempo nella programmazione annuale.
Movendo dalla teoria andragogica di Malcolm Shepherd Knowles, modellizzata poi da Peter Jarvis, qui si propone di mostrare il legame tra le applicazioni pratiche della realtà italiana e altri modelli, attivi in Europa, di istruzione degli adulti.

Che cos’è il debate? Come si applica? Quale è il suo valore aggiunto all’interno del curricolo?

Disciplina curricolare nel mondo anglosassone, il debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). Dal tema scelto prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera, dettata da regole e tempi precisi, per preparare la quale sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica. Il debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare le fonti, sviluppare competenze comunicative, autovalutarsi,  migliorare la propria consapevolezza culturale e l’autostima, sviluppando il pensiero critico e le soft skills. Nel corso del workshop si terrà la simulazione di un debate in lingua italiana e di un debate in lingua inglese che saranno animati da studenti delle scuole di Avanguardie educative, con l’obiettivo di dimostrare, sotto la guida dei loro docenti, il valore aggiunto di questa metodologia didattica all’interno del curricolo delle scuole di ogni ordine e grado.

Il QCER può essere usato come valido strumento per attivare un efficace percorso di valutazione formativa, nel quale lo studente è realmente protagonista del proprio apprendimento linguistico, anche in un’ottica di Life Long Learning?

Le informazioni raccolte con misurazioni di classe rappresentano una fonte di informazioni essenziali circa processo di acquisizione degli studenti e gli interventi didattici da attuare. I feedback sulle performance però sono spesso giudizi o punteggi che poco comunicano sui progressi o sulle difficoltà dello studente e che non indirizzano il docente verso le attività più efficaci da proporre in classe. Lo scopo del docente è quello di perseguire un percorso che risulti formativo e che intenda avvalersi di validi mezzi per potenziare insegnamento e apprendimento. L’uso del feedback qualitativo si rivela fondamentale e la sua natura deve essere pensata per essere compresa dai diversi protagonisti del progetto formativo: gli studenti, in modo che possano capire lo stato del proprio apprendimento, gli insegnanti, affinché siano in grado di ricavare le informazioni effettivamente utili per la programmazione, i genitori, al fine di essere informati sulle decisioni di classe. Le tecnologie nell’ambito delle lingue straniere consentono di affiancare costantemente lo studente nel suo processo di apprendimento, anche attraverso modalità di e-feedback.

Il workshop focalizza su esperienze concrete di uso del QCER per sviluppare un percorso formativo coerente nell’ambito delle competenze linguistiche, anche attraverso l’uso della modalità e-feedback.

Le nuove tecnologie possono giocare un ruolo di primo piano nel favorire l’apprendimento di bambini e ragazzi con disabilità o altri bisogni educativi speciali. La presenza di tecnologie di ultima generazione, tuttavia, non garantisce di per se’ una migliore inclusione di questi studenti ma, al contrario, può divenire fonte di ulteriori barriere se la scelta e l’uso di questi strumenti non avviene in modo consapevole e non si integra con modalità didattiche in grado di valorizzare le differenze e di ciascuno. Durante il workshop, sarà possibile conoscere alcune delle più recenti ricerche ed esperienze in questo ambito, comprendendo come e perché le nuove tecnologie possano avere una valenza inclusiva e come queste si siano evolute nel tempo con lo scopo di favorire un apprendimento inclusivo.  Andremo inoltre ad analizzare come i processi di innovazione tecnologica nella scuola si siano intrecciati, negli ultimi anni, con le pratiche didattiche e educative dell’inclusione.

Il digitale sta entrando con forza nell’insegnamento della musica a scuola, con la vasta diffusione di dispositivi mobili (smartphone e tablet) in grado di offrire una  varietà di applicazioni per l’educazione musicale. Il workshop è rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e intende presentare gli strumenti di base per una didattica musicale da svolgersi mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’incontro ha come principale riferimento la pratica e la composizione musicale e l’acquisizione di competenze in modo informale attraverso l’utilizzo di applicazioni Cloud-based. I partecipanti verranno direttamente coinvolti nelle attività laboratoriali.

Le nuove tecnologie sono riuscite negli ultimi anni a promuovere la partecipazione sociale di persone con diversi tipi di disabilità: dalle difficoltà visive, uditive e motorie, a quelle mentali e cognitive, ai disturbi specifici dell’apprendimento e l’autismo. Il workshop ha lo scopo di illustrare attraverso video ed esperienze dirette l’utilizzo di ausili informatici specifici per promuovere l’inclusione delle persone con disabilità nella scuola, nel lavoro e nella società.  L’incontro mostrerà come gli strumenti tecnologici possono concretamente favorire l’autonomia, promuovere l’apprendimento e sviluppare competenze utili alla vita quotidiana.

In che modo i docenti possono sviluppare le loro competenze digitali in ambito didattico? Quali strumenti oggi possono aiutarli a riflettere sul loro uso della tecnologia a scuola e a migliorare costantemente la creazione di contenuti, l’uso pedagogico del digitale, la collaborazione e comunicazione online e una gestione sicura e costruttiva della rete?

Il workshop presenterà una panoramica sui principali approcci e strumenti utilizzati oggi in Europa per la formazione e il miglioramento professionale dei docenti in ambito digitale. Inoltre, lo strumento digitale MENTEP (Mentoring Enhanced Technology Pedagogy) verrà presentato ai partecipanti, che potranno utilizzarlo per autovalutare la loro competenza digitale, confrontarsi con colleghi di tutta Europa, ricevere feedback in merito alle loro aree di forza e di debolezza e infine accedere a risorse formative dedicate. Il tool MENTEP è attualmente in sperimentazione in 10 paesi europei e in Italia 50 scuole hanno contribuito a sperimentarlo e a migliorarlo nel corso del 2017. Durante il workshop sarà quindi possibile ragionare insieme sul concetto di competenza digitale in ambito pedagogico e confrontare idee, strumenti, approcci per lavorare su questa importante area di sviluppo professionale. Inoltre, una versione “immersiva” del tool permetterà ai partecipanti di passare dalla semplice autovalutazione delle proprie competenze alla messa in atto, in un ambiente virtuale, di alcune skill digitali. Passare dall’autovalutazione testuale a una prova autentica è una sfida interessante, i cui limiti e potenzialità potranno essere testati dal vivo e discussi durante l’incontro.

28/09/2017

Il Workshop si propone di illustrare come le tecnologie della lingua possano essere di aiuto nell’affrontare le nuove sfide scientifiche e tecnologiche legate alla didattica e all’apprendimento. Le tecnologie della lingua, infatti, mostrano un alto potenziale innovativo, con ricadute sui processi di insegnamento e apprendimento, offrendo un supporto a:

  • gli insegnanti, ad esempio per personalizzare i contenuti didattici rispetto al livello della classe o di alunni con bisogni educativi speciali e disturbi specifici di apprendimento, oppure per valutare e monitorare l’evoluzione delle competenze degli apprendenti
  • gli studenti, contribuendo a velocizzarne l’apprendimento mediante strumenti di ausilio per la costruzione di mappe concettuali o per la correzione semi-automatica degli errori.

A livello nazionale e internazionale, gli ultimi anni hanno visto il diffondersi di iniziative e progetti pilota basati sull’utilizzo di tecnologie della lingua e finalizzati a supportare insegnanti e studenti nella costruzione di una scuola digitale realmente efficace e inclusiva. Tutte queste iniziative hanno bisogno di essere conosciute e valorizzate per poter diventare “guide decentrate” della scuola digitale.

Il Workshop costituirà l’occasione per fare il punto della situazione mettendo a confronto esperienze condotte a titolo sperimentale in scuole nazionali di diverso ordine e grado all’interno delle quali le tecnologie della lingua sono utilizzate per: la didattica delle lingue classiche e dell’italiano come L1 e L2, così come di altre discipline; la ricostruzione dell’evoluzione delle competenze linguistiche; la definizione e lo sviluppo di percorsi personalizzati di potenziamento e recupero per alunni con difficoltà di lettura. Ogni esperienza verrà raccontata a due voci, da parte di chi ha messo a punto le diverse soluzioni tecnologiche e di chi le ha utilizzate nel contesto didattico.

La rete e il digitale hanno profondamente cambiato l’approccio del lettore col testo. Oggi si parla infatti anche di social reading o di lettura condivisa (Maragliano, 2014, Roncaglia, 2013 e 2014), intendendo un tipo di lettura che offre possibilità più varie di quella su carta perché si basa su servizi online, siti o applicazioni che permettono di discutere insieme il libro mentre si legge. Ma è proprio vero che la lettura si è trasformata in un’attività sociale e condivisa grazie alle piattaforme social oppure rimane sostanzialmente un atto individuale? E come si può favorire la lettura tra i giovani? Nel workshop sulla biblioteca scolastica come ambiente di apprendimento saranno, tra l’altro, esaminate l’azione #24 del Piano Nazionale Scuola Digitale e alcune esperienze di reti bibliotecarie scolastiche di qualità, con particolare attenzione all’organizzazione degli spazi e all’utilizzazione delle risorse digitali.

L’obiettivo principale del workshop è quello di far crescere e qualificare il tasso di cultura tecnico-scientifica nel Paese, con particolare attenzione all’insegnamento delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Si proporranno riflessioni e sperimentazioni sul ruolo e sui sempre più vasti campi di applicazione delle nuove tecnologie. L’incontro intende approfondire il tema del rapporto tra diffusione della cultura tecnico-scientifica e crescita delle opportunità di occupazione per i giovani, con particolare attenzione al ruolo della donna. Il divario di genere è ancora più ampio nell’ambito delle STEM. Si affronteranno tre tematiche che rappresenteranno l’humus su cui il seminario si svilupperà: il modello culturale dei “contenuti” per un docente ricercatore; il ruolo delle tecnologie nella didattica delle STEM; la comunicazione scientifica e il public engagement. Il Comitato ha coinvolto le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, docenti e ricercatori di didattica e divulgatori scientifici.

Si può parlare di laboratorio per l’insegnamento dell’italiano? A differenza di altre discipline in cui è stata maggiormente oggetto di riflessione e definizione (laboratorio di scienze, laboratorio comunicativo di lingue straniere, laboratorio di matematica, ecc.),  la didattica attiva e laboratoriale rimane per l’italiano un concetto ancora vago e di difficile esplicitazione e che si accompagna solitamente ad attività progettuali extra-curriculari o interdisciplinari; fatica, però, ad attecchire in quelle parti della disciplina squisitamente curriculari e per lo più appannaggio della didattica tradizionale.  Tra queste possiamo annoverare certamente la grammatica, per l’insegnamento della quale la maggior parte degli insegnanti, e anche dei libri di testo, si rifà al modello tradizionale normativo che si porta dietro una didattica frontale e trasmissiva e un apprendimento di tipo mnemonico. In questo laboratorio saranno presentati e discussi gli esiti e alcune testimonianze di un progetto di ricerca – formazione in cui abbiamo accompagnato e osservato nelle loro classi un gruppo di docenti, dalla prima primaria al secondo anno del biennio, che hanno provato a introdurre nella loro pratica didattica un diverso modello teorico grammaticale, quello della grammatica valenziale, e ad indagarne la possibile trasposizione in un protocollo di lavoro in classe di tipo attivo e laboratoriale, ovvero in un modello di laboratorio di riflessione sulla lingua.

La ricerca nasce dall’ipotesi che il modello della grammatica valenziale sia potenzialmente capace di superare la mancanza di motivazione e le resistenze degli alunni nell’apprendimento della grammatica grazie ad un approccio più riflessivo e “attivo” allo studio della lingua; e dalla convinzione  che l’introduzione di innovazioni di carattere disciplinare possa sortire trasformazioni anche nella metodologia di insegnamento, che cambiando il contenuto si possa cambiare anche il metodo (Lo Duca, 2004). Vedremo come una lezione di grammatica possa mutuare dalla didattica delle scienze la metodologia investigativa, ovvero come la lingua possa diventare oggetto di scoperta e di indagine da parte degli alunni, che sono guidati a “rintracciare” quella struttura grammaticale che è già in loro possesso in quanto parlanti e che ha solo bisogno di essere esplicitata e sistematizzata.

41.1 Improvvisazioni non procedurali e/o non idiomatiche nell’educazione musicale per i ragazzi.

Il workshop affronterà il tema della improvvisazione nell’educazione musicale per i ragazzi.
Sarà condotto in chiave interattiva con la partecipazione diretta del pubblico al quale saranno proposte attività di produzione musicale con il corpo e con la voce
41.2 Metodologie dell’improvvisazione musicale fra linearità e non linearità.

Il workshop affronta il rapporto fra non linearità e improvvisazione musicale grazie all’analisi e allo studio della partitura di un brano musicale che contiene segni musicali in notazione standard e grafica. Se l’uso della notazione musicale tradizionale veicola contenuti musicali fondamentalmente lineari, il segno grafico consente di aprire il campo all’improvvisazione e all’esecuzione di contenuti musicali non lineari.

Il workshop mira a evidenziare uno dei nuovi orientamenti della didattica nella scuola che riguarda l’organizzazione del tempo e delle discipline.
Le aule non sono solo lo spazio degli studenti; sono i docenti che le abitano e le corredano con gli strumenti adeguati alle proprie discipline di insegnamento. Così gli alunni si muovono da uno spazio all’altro al cambio dell’ora e la scuola diventa il loro ambiente di apprendimento nella sua interezza. Le aule assumeranno la fisionomia di uno spazio laboratoriale dove è possibile trovare strumenti e materiali didattici specifici ad ogni disciplina.
Nel workshop saranno date risposte alle domande che una scuola deve porsi per andare verso questo tipo di organizzazione e quali soluzioni è possibile individuare in base al proprio contesto e livello scolastico, nel confronto con chi ha già avviato e adottato questo modello.

SCIENTIX fornisce ai docenti occasioni formative di alta qualità per motivare gli studenti agli studi scientifici e renderli responsabili, intraprendenti, creativi e contribuisce allo sviluppo di iniziative nazionali per una più diffusa adozione di approcci efficaci e coinvolgenti all’educazione scientifica.  SCIENTIX ha creato a questo scopo un ricchissimo portale e una comunità aperta e internazionale di docenti, ricercatori in ambito pedagogico, decisori politici e altri professionisti dell’educazione STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), una rete di Punti Nazionali di Contatto e un gruppo di entusiasti docenti Ambasciatori che, durante questo workshop, faranno conoscere le opportunità offerte da SCIENTIX e le esperienze concrete, ispirate da questo progetto, realizzate con i propri studenti.

Lo scenario dell’istruzione degli adulti in Italia è stato recentemente riorganizzato. Dal momento che ‘spazi’ e ‘tempi’ del nuovo sistema sono stati radicalmente trasformati, è possibile definire un modello innovativo per l’apprendimento in età adulta? Durante questo workshop le grandi narrazioni sull’adulto, provenienti dalla letteratura, dall’arte, dal cinema e, soprattutto, anche dalla viva realtà delle scuole, saranno utilizzate come ‘stimoli’ per attivare riflessioni, discussioni e confronti sulla possibilità di delineare soluzioni concrete per quei gruppi di adulti che accedono con difficoltà alle scuole pubbliche e alle opportunità formative fruibili nel lifelong learning. Le prospettive dell’apprendimento trasformativo (Freire, Mezirow, Mayo) così come il modello sulla costruzione delle conoscenze (Scardamalia) per l’e-learning, verranno presentate attraverso l’offerta del modello formativo della IULINE.

Il workshop esporrà un’esperienza di ricerca-azione con studenti e docenti; ne illustrerà il modello e le azioni; fornirà i dispositivi e i primi risultati. Il percorso biennale che sarà presentato è orientato a promuovere le competenze strategiche nell’apprendere (con attenzione alle strategie e ai processi cognitivi, metacognitivi, motivazionali e affettivi) attraverso l’accompagnamento personalizzato e di gruppo degli allievi e a incentivare una prassi didattica capace di valutare e sviluppare le competenze strategiche trasversali in classe (biennio) e nell’alternanza scuola-lavoro (triennio).

L’Unità italiana di Eurydice presenterà l’organizzazione e l’offerta dei percorsi di studio professionalizzanti di livello terziario di alcuni paesi europei. Particolare attenzione verrà posta sui corsi che portano al conseguimento di qualifiche specifiche legate alle esigenze di un settore produttivo di un determinato territorio. Verranno presi in esame i seguenti aspetti: istituti che offrono corsi di studio ad orientamento professionale, organizzazione del percorso di studi e qualifiche rilasciate.

I docenti e gli alunni effuettueranno lezioni con approccio laboratoriale utilizzando ambienti in cloud in cui ognuno diventa protagonista nella creazione dei contenuti lavorando in condivisione, collaborazione– cooperazione, comunicando e organizzando contenuti. Il workshop ha lo scopo di mostrare come spostare l’ambiente di apprendimento e facilitare il processo di apprendimento a distanza.

Il Sistema Nazionale di Valutazione è finalizzato al miglioramento degli esiti formativi ed educativi delle scuole. La valutazione assume quindi un ruolo fondamentale per conoscere e trasformare i processi di insegnamento/apprendimento e per promuovere l’innovazione. In quest’ottica è essenziale conoscere e interpretare i dati emersi dal monitoraggio sui Piani di Miglioramento elaborati e sviluppati dalle scuole. Questo workshop parte proprio da una presentazione di ciò che le scuole hanno fatto, non limitandosi ai soli dati quantitativi, ma si applicando avanzate tecniche di analisi semantica sui contenuti dei piani. Il monitoraggio rileva l’impegno con cui le scuole si sono misurate con le nuove metodologie che stanno alla base della pianificazione del miglioramento, ma anche la tendenza ad attestarsi su traguardi “prudenti”, misurabili e raggiungibili nel breve periodo. Da molte parti si sostiene che per migliorare in modo rilevante il sistema scolastico non bastano misure limitate e circoscritte ma che occorre invece un’innovazione radicale dell’ambiente di apprendimento, più ambiziosa e più legata a una visione globale del futuro dell’educazione. Sorge allora un dubbio: è auspicabile che le energie orientate al cambiamento siano impegnate a raggiungere obiettivi di miglioramento circoscritti e documentabili, o è bene invece che si valorizzi maggiormente l’operato di chi sperimenta soluzioni innovative radicali, capaci di scardinare la routine scolastica consolidata?  I fautori delle due visioni del cambiamento della scuola si misurano in questo workshop in un confronto che tiene conto sia delle dinamiche in atto nel nostro Paese in seguito all’avvio del SNV, sia della iniziative ina atto in ambito internazionale.

Flipped Classroom, ma anche contenuti didattici multimediali, spazi flessibili. Nell’ottica di un’innovazione integrata che coinvolge tutti gli attori del sistema-scuola, si illustreranno esperienze di trasformazione dell’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”. Con le voci di coloro che stanno in questo momento sperimentando.

Il laboratorio intende affrontare la tematica della pratica orchestrale con i giovani, intesa come strumento privilegiato di crescita e formazione musicale; durante il workshop verranno affrontate le seguenti tematiche:

  • L’Orchestra scolastica: uno strumento didattico; riflessioni
  • Tecnica gestuale: elementi oggettivi e soggettivi
  • Lettura e analisi della partitura: dirigere presuppone conoscere
  • Gli strumenti dell’orchestra: conoscenza analitica
  • Le forme della composizione didattica: orchestrazione, elaborazione,

Le nuove tecnologie “immersive” – tecnologie che sfumano il confine tra realtà fisica e realtà virtuale – iniziano ad affermarsi anche in campo didattico, con la prospettiva di abilitare esperienze di apprendimento fino a oggi impensabili. Durante il workshop i partecipanti sperimenteranno in prima persona l’esperienza di immersione in alcuni ambienti digitali, per sondarne le potenzialità didattiche e una loro possibile applicazione in contesto scolastico.

Che cosa cambia nella scuola con l’Alternanza Scuola-Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione del sistema educativo? Come si coniuga il cambiamento in atto nella smart factory con la ricerca dell’innovazione didattica? Quali sono i modelli di apprendimento Work-Based che possono essere trasferiti nella scuola apportando contaminazioni, ma anche creatività e senso dell’organizzazione?
L’alternanza formativa è certamente un’opportunità di crescita e di trasformazione del nostro sistema scolastico; un affascinante percorso di andata e ritorno che dalla scuola conduce nei contesti di lavoro; un “circolo virtuoso” di idee e progetti in grado di generare il cambiamento della didattica. Ma è anche una sfida in cui insegnanti e dirigenti sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi e del terzo settore; con le loro complesse dinamiche; con la cultura del lavoro e con le diverse forme di innovazione efficace che oggi provengono dai contesti produttivi più avanzati.

E’ possibile ri-pensare gli spazi della propria scuola anche se in una struttura rigida e vincolata? In che modo si possono ri-configurare gli ambienti in cui alunni e studenti svolgono le attività senza interventi strutturali sull’edificio? E’ possibile prendere spunto dai modelli proposti dalla tradizione pedagogica per ibridare ambienti originariamente pensati per una didattica trasmissiva? Come recuperare spazi di passaggio o aree della scuola inutilizzate per creare zone informali, estensioni delle aule o paesaggi didattici in grado di supportare adeguatamente una didattica attiva e una nuova idea di benessere scolastico?
Il manifesto Indire per gli spazi educativi del terzo millennio è lo sfondo culturale di un seminario che propone soluzioni pratiche ed esempi concreti di ri-allestimento di spazi e recupero di corridoi e aree sottoutilizzate finalizzati alla predisposizione di ambienti 3.0. Le soluzioni adottate dal Circolo Didattico San Filippo di Città di Castello saranno lo spunto per una discussione sulle diverse esigenze di una scuola che desidera rendere più moderni i propri spazi e setting di apprendimento sfruttando le diverse possibilità a disposizione: dal piccolo-medio finanziamento, al fundrising, al riuso di materiali esistenti.

L’Unità italiana di Eurydice presenterà alcuni dati comparativi su scala europea relativi alla figura professionale del docente. Partendo dal contesto di riferimento delle politiche educative europee, verranno presentati e discussi, in primis, dati quantitativi relativi al contesto demografico della popolazione docente in Europa per poi passare ad analizzare, attraverso dati qualitativi di fonte Eurydice, le politiche e le pratiche degli Stati membri sulla formazione iniziale e il reclutamento, le condizioni di servizio (con un particolare focus sugli stipendi e sui cambiamenti intervenuti negli ultimi anni) e lo sviluppo professionale continuo. Infine, saranno forniti anche dati relativi alla percezione che la società e gli insegnanti stessi hanno della loro professione e delle politiche nazionali per migliorarne l’attrattiva.

Il Workshop della durata di un’ora, mira a far conoscere come le tecnologie e le metodologie didattiche favoriscano il processo di apprendimento per i DSA in modo da evitare ciò che dice il prof. Giacomo Stella:” Le famiglie dei bambini con disturbo di apprendimento passano il pomeriggio a rincorrere i bambini attorno al tavolo per fargli fare 10 minuti di studio che il giorno dopo saranno dimenticati.”

La scuola di oggi si muove in un contesto di autonomia caratterizzato da un notevole impegno organizzativo che vede la dirigenza coinvolta nella gestione di risorse umane in un ambiente poco gerarchizzato, incentrato sul coordinamento orizzontale. Il ruolo del dirigente scolastico è centrale per promuovere l’innovazione e presidiare la collegialità dell’insegnamento all’interno di ambienti di apprendimento sempre più sofisticati socialmente ed economicamente costosi.  I dirigenti scolastici possono rappresentare la figura più importante all’interno dei sistemi educativi per promuovere il miglioramento scolastico e l’efficacia delle scuole. Tuttavia la crescita di dimensione e di complessità nella gestione delle scuole rende ormai irrealistico che i dirigenti scolastici possano mantenere un focus sul miglioramento senza una guida della scuola condivisa con figure di “leadership distribuita”.

Attraverso quali valori, qualità, pratiche, possono contribuire a sviluppare ambienti organizzativi e professionali efficaci per l’insegnamento e l’apprendimento? In che modo i dirigenti scolastici possono fare la differenza?

Parlare di Contenuti Didattici Digitali significa affrontare il tema della costruzione della conoscenza, della ri-scrittura dei contenuti di studio. Una ri-scrittura che chiama in causa docenti e studenti e prevede l’utilizzo di procedure, strumenti e forme linguistiche innovative. Una scrittura sui generis, che non è individuale e non è spontanea; che necessita di una fase progettuale consistente e richiede uno sforzo di negoziazione importante: una scrittura sociale e complessa, che si connota per una nuova ricchezza espressiva e comunicativa. Accostarsi a questa attività, che presuppone un lavoro di condivisione di intenti, di raccolta e analisi di materiali, di progettazione condivisa, di stesura e di revisione incrociata, significa penetrare dietro il sipario dei manuali di studio, per comprenderne le strutture profonde; significa diventare buoni lettori di quei testi, in un gioco speculare dove la lettura non è che l’altra faccia della scrittura. Lavorare sui Contenuti Didattici Digitali significa aiutare gli studenti a prendere possesso di contenuti e strumenti, a superare la semplice logica trasmissiva dello studio per imparare a formulare tutte le domande a cui il tradizionale manuale non ha saputo dare risposta

Quale è il significato degli acronimi CLIL (Content and Language Integrated Learning) e TELL (Technology Enhanced Language Learning)? Quale è il valore aggiunto delle tecnologie nell’apprendimento delle lingue e nell’implementazione del CLIL?

Il workshop si colloca all’interno del recente quadro pedagogico e normativo in riferimento al valore aggiunto che le tecnologie, la multimedialità e gli ambienti di apprendimento innovativi possono apportare ai processi di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere, anche con approccio CLIL.

Verranno mostrati esempi di progetti realizzati dalle scuole in questo ambito, mettendo in luce i processi, i prodotti e i risultati in termini di learning outcomes degli studenti, anche alla luce del monitoraggio sui progetti CLIL dell’a.s. 2015-16 condotto da INDIRE in collaborazione con il MIUR. Saranno inoltre forniti suggerimenti a risorse, materiali e repository di immediata spendibilità in classe.

Un focus particolare sarà dedicato al potenziale delle learning technologies per le lingue straniere e per il CLIL, con particolare riferimento allo sviluppo professionale dei docenti, anche in considerazione del Piano Nazionale per la Formazione dei docenti del MIUR.

Il workshop sarà rivolto a chiunque abbia voglia di approfondire la conoscenza della piattaforma europea eTwinning per i gemellaggi elettronici tra scuole. L’incontro sarà focalizzato sulla descrizione degli strumenti offerti dalla piattaforma eTwinning, in particolare la modalità di ricerca partner, le modalità di interazione con i colleghi europei, e lo spazio di collaborazione a distanza chiamato TwinSpace. Saranno inoltre mostrate alcune esperienze dei docenti.che possono definirsi buone pratiche da un pinto di vista d’innovazione del modello didattico. La formazione sarà curata e condotta dallo staff dell’Unità nazionale eTwinning Italia in collaborazione con gli mbasciatori eTwinning che parteciperanno in qualità di relatori ed esperti. Il workshop è libero fino ad esaurimento posti e avrà la durata di circa 2 ore. Si consigliano i partecipanti di essere forniti di laptop o tablet per una migliore partecipazione. Per maggiori info su eTwinning: www.etwinning.it.

Un’occasione per confrontarsi direttamente con i protagonisti della scuola Alemannenschule di Wutöschingen in Germania

In che misura gli spazi della scuola possono fornire una risposta all’esigenza di garantire percorsi di apprendimento adeguati ai diversi stili e ritmi di apprendimento? E’ possibile immaginare una scuola in cui non si svolgono più lezioni uguali per tutti e in cui non si propongono ritmi di studio e strumenti di lavoro indistinti per il gruppo classe? Esistono degli esempi in cui la scuola ha saputo dare delle risposte alla crescente richiesta di personalizzazione tenendo conto dei vincoli e delle difficoltà organizzative legate alla gestione quotidiana dell’anno scolastico? In che modo la tecnologia che abbiamo a disposizione può aiutarci ad organizzare un diverso modo di gestire lo spazio e il tempo scuola?

Il seminario affronta queste problematiche, in modalità TED Talk, sulla base dell’esperienza di una scuola tedesca che ha sviluppato un nuovo modello didattico in cui gli spazi e la tecnologia supportano un diverso modo di concepire la scuola. Workstation per gli studenti, piani di studio individuali, timetable individualizzati, ambienti per il cooperative learning e una grande attenzione al benessere e alle caratteristiche specifiche di ogni singolo alunno sono gli ingredienti della soluzione presentata dalla Alemannenschule di Wutöschingen in Germania. Le caratteristiche degli ambienti, gli strumenti, le idee alla base di questo modo nuovo di organizzare l’attività didattica saranno presentati e discussi con il pubblico dai docenti della scuola.

La “Didattica per Scenari” è un approccio che si prefigge di introdurre in classe pratiche didattiche innovative potenziate da un uso efficace delle nuove tecnologie. Punto di partenza sono gli “scenari”, ovvero descrizioni di contesti di insegnamento/apprendimento che incorporano una visione di innovazione pedagogica centrata sullo sviluppo delle “Competenze per il XXI secolo”. Ogni “scenario” incorpora una differente visione e fornisce un set di indicazioni – le “Learning Activities” – attraverso le quali il docente arriva a scrivere e implementare il proprio personale progetto didattico: la “Learning Story”.

Allestimento di una sala oscura per la fruizione di contenuti in 3D stereoscopico sulle discipline di biologia, fisica, matematica e chimica. Lo scopo è quello di far conoscere risorse didattiche digitali che stimolino gli apprendimenti con un maggior coinvolgimento degli studenti.

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in modalità laboratoriale la progettazione di un’unità didattica che permette di “curricolarizzare” la robotica educativa. I ricercatori INDIRE coinvolti nel progetto Coding@Scuola introdurrano gli strumenti progettuali usati nel progetto e l’idea di costruire la coppia di progetto tra docente dell’infanzia e quello della scuola primaria, variamente interpretata dagli istituti che hanno sperimentato il progetto. Verrà poi mostrato il mediatore robotico utilizzato, ovvero Cubetto, spiegandone le specificità e come queste abbiano trovato riscontro applicazione nella didattica. Gli iscritti progetteranno e sperimenteranno le attività create con il supporto dei docenti che hanno preso parte alla sperimentazione che li aiuteranno a focalizzare criticità e punti di forza di quanto progettato.

29/09/2017

In generale l’apprendimento risulta più efficace se è ottenuto attraverso il “fare“ (learning by doing); se la conoscenza viene veicolata attraverso la soluzione di problemi reali rimane nel bagaglio dello studente per un tempo maggiore e può essere utilizzata in altri contesti. Il PP&S (Problem Posing & Solving) è un metodo di insegnamento dinamico che pone lo studente di fronte a sfide e a problemi reali, il metodo viene messo in relazione con lo sviluppo di competenze. Nell’ambito matematico – scientifico la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica ha promosso interventi nazionali volti ad aggiornare le competenze dei docenti e contemporaneamente a promuovere l’ applicazione in aula dei risultati della formazione. Il progetto PP&S persegue il fine primario di attivare un processo di innovazione didattica basato sulla crescita di una cultura Problem Posing & Solving che investa trasversalmente la struttura disciplinare della matematica con un uso più maturo e consapevole delle tecnologie informatiche. La caratteristica fondamentale del progetto, diretto a tutti gli indirizzi di studio della secondaria di II grado, è lo svolgimento delle attività di formazione per docenti nell’ambito matematico-informatico in un “ambiente di apprendimento” costituito dall’integrazione di un ACE (Ambiente di calcolo Evoluto) con una piattaforma di erogazione/gestione/condivisione didattica. Vengono, quindi, presentati in questo Workshop alcuni risultati che dimostrano l’efficacia del metodo PP&S nell’ambito dell’insegnamento e dell’apprendimento della matematica e dell’alternanza tra lezioni frontali e utilizzo di piattaforme e-learning, in modo da creare un apprendimento che travalichi lo spazio fisico dell’aula e il l’orario della lezione, creando tre comunità di apprendimento, i docenti, gli studenti e i binomi docente-studenti della classe che interagiscono condividendo contenuti e problemi. (www.progettopps.it)

Una didattica trasmissiva e tradizionale può aiutare realmente i ragazzi a ‘fare da soli’ e ad ‘imparare ad imparare’? Può riuscire a promuovere l’autonomia, l’esplorazione e la cooperazione accentrando nell’insegnante la responsabilità  e la guida esclusiva dei processi d’apprendimento in classe?

A queste e ad altre  domande proverà a rispondere il workshop dedicato all’‘Apprendimento autonomo e al tutoring’. I partecipanti saranno coinvolti in percorsi operativi e didattici e – attraverso video e testimonianze di colleghi che sperimentano da tempo l’apprendimento autonomo e il  peertutoring – entreranno nel vivo di questi temi.
Un’attenzione particolare sarà data al tutor, un insegnante che non valuta, ma gioca un ruolo didattico e relazionale e affianca lo studente nel suo percorso scolastico; una figura di riferimento che ascolta, orienta, indirizza e media, svolgendo una funzione di coaching e di mentoring.

Il workshop è dedicato a tutti gli insegnanti di scuola secondaria, anche senza competenze tecniche specifiche, che desiderano sperimentare nuove modalità didattiche, adottando un approccio accattivante e coinvolgente per gli studenti. Accompagnati dai ricercatori INDIRE afferenti al progetto Coding@Scuola e da docenti esperti, i partecipanti potranno sperimentare con modalità laboratoriali, tramite linguaggi di programmazione e kit di robotica anche “fai da te”, alcuni percorsi didattici che facilitano l’acquisizione di competenze curricolari anche trasversali e contemporaneamente fanno emergere attitudini non disciplinari.

L’incontro ha lo scopo di presentare l’approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning), una metodologia didattica che vede unite lezione frontale, simulazioni e attività laboratoriali su computer per un’esperienza di apprendimento ricca e basata sulla collaborazione.
Questa metodologia è stata progettata nel 2003 dal MIT di Boston e fu inizialmente pensata per la didattica della Fisica per studenti universitari.
La classe TEAL prevede una serie di strumenti tecnologici da utilizzare in spazi con specifiche caratteristiche, con arredi modulari e quindi facilmente riconfigurabili a seconda delle necessità: spazi e tecnologie sono interconnessi. Attorno alla postazione centrale del docente sono disposti alcuni tavoli rotondi che ospitano gruppi di studenti in numero dispari. L’aula è dotata di alcuni punti di proiezione sulle pareti ad uso dei gruppi di studenti.
Per favorire l’istruzione tra pari i gruppi sono costituiti da componenti con diversi livelli di competenze e di conoscenze. Il docente introduce l’argomento con domande, esercizi e rappresentazioni grafiche. Poi ogni gruppo lavora in maniera collaborativa e attiva con l’ausilio di un device per raccogliere informazioni e dati ed effettuare esperimenti o verifiche.

In accordo con quanto evidenziato nel rapporto EURIDYCE 2011 “Science Education in Europe”, il declino di interesse dei giovani nelle scienze, in particolare nella Fisica, è in parte dovuto alla rappresentazione delle discipline come una serie di fatti decontestualizzati lontani dall’esperienza di vita quotidiana. Il progetto nazionale LSOSAlab vede tra le principali motivazioni quella di dare ai docenti di materie scientifiche il supporto necessario per allestire e gestire attività pratiche e sperimentali, essenziali per stimolare l’attitudine al ragionamento scientifico e alla ricerca, anche prendendo spunto dall’esperienza quotidiana (laboratorio povero). Ha il fine di promuovere il cambiamento da una metodologia didattica prevalentemente deduttiva, adottata nella scuola, in una metodologia P&PBL (Project & Problem-based Learning), metodologia che può comunque convivere con la metodologia tradizionale e alternarsi nelle attività di classe. In questo Workshop viene presentata la piattaforma http://ls-osa.uniroma3.it per le discipline di Fisica, strutturata in un database di attività pratiche, proposte dai docenti dei Licei coinvolti, che vengono sottoposte a validazione da parte dell’Università e dagli stessi docenti (peer review) in modo da rendere la proposta (articolo) facilmente ed efficacemente fruibile da tutta la comunità. I tipi di attività che vengono proposte sono l’osservazione e l’interpretazione fenomenologica, la realizzazione di esperimenti, la realizzazione e l’uso di applet per il laboratorio virtuale, la progettazione e realizzazione di percorsi anche interdisciplinari.

In anteprima nazionale la presentazione di “SPAN. Laboratorio per la Scuola del Futuro”, che aprirà a Lucca all’inizio del 2018, un progetto realizzato dalla Fondazione UIBI e da INDIRE.

Il workshop presenterà anche il progetto www.torinofascuola.it un processo di riqualificazione completa di due edifici scolastici torinesi.

Collegare le scuole alla rete non è solo un problema tecnologico ma culturale che deve essere affrontato con professionalità, adottando le giuste soluzioni tecnologiche, ma soprattutto deve riguardare un ripensamento sia della componente didattica sia amministrativa delle Scuole. Il Progetto Riconnessioni che la Fondazione per la Scuola della Compagnai di San Paolo sta sviluppando a Torino e in Piemonte ha lo scopo di connettere e innovare le scuole con un approccio olistico, dalla fibra ottica alla formazione docenti, e un metodo industriale che tocca tutti le scuole del primo ciclo.

Il workshop presenterà le attività nazionali promosse e coordinate dal comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica in favore della promozione della pratica musicale a scuola.
3 azioni di attività esemplari replicabili in ogni contesto scolastico nella didattica.

Saranno presentati nel DEBATE tre progetti nazionali:

  • Musica è scuola
    Verranno presentati e discussi l’idea il progetto, l’organizzazione in rete , i contenuti dei:
    – n. 9 convegni nazionali organizzati con l’obiettivo di diffondere la cultura e l’insegnamento musicale nella scuola a partire dalla valorizzazione delle esperienze in atto, in dialogo con i migliori progetti nazionali e internazionali. Sono state previste relazioni teoriche, presentazioni di esperienze e laboratori pratici con esperti. I convegni hanno approfondito in particolare gli aspetti legati all’impatto dell’insegnamento della musica sullo sviluppo psicofisico degli alunni, con attenzione particolare alle recenti ricerche neuroscientifiche. Tra i relatori : esperti del MIUR – Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica per tutti gli Studenti; docenti universitari ed esperti di didattica musicale; rappresentanti di istituzioni musicali regionali, nazionali e internazionali; rappresentanti di associazioni musicali, enti locali ed Associazioni del terzo settore.
    – n. 30 laboratori di formazione per docenti e ragazzi in 10 regioni coinvolte con l’obiettivo di formare gli insegnanti di musica e scambiare buone pratiche di insegnamento
    – n. 50 Laboratori attivi per ragazzi delle scuole coinvolte utilizzando le più innovative metodologie didattiche di apprendimento anche internazionali
    n. 4 Ricerche in collaborazione con Università Italiane che hanno affrontato tematiche di argomento neuroscietifico, sulla creatività e sulla emozione.
    – n. 20 concerti con la collaborazione di artisti di chiara fama che hanno portato la loro arte all’interno delle scuole
  • Musica a scuola
    Il progetto che verrà presentato nel debate nasce dalla collaborazione del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti con INDIRE e riguarda la creazione di una piattaforma web per la musica rivolta agli alunni, agli studenti, ai docenti e alle famiglie con l’obiettivo di informare in merito ad iniziative in ambito musicale, condividere buone prassi, supportare l’attività formativa dei docenti, aprire uno spazio di scambio e confronto fra alunni e docenti.
  • Nessun parli
    Un Progetto MIUR per tutte le scuole italiane:
    In un giorno di scuola di inizio anno scolastico in ogni scuola italiana non si parlerà ma si produrranno solo suoni con la voce e con gli strumenti, sipraticherà l’arte in ogni sua manifestazione di produzione e di esperienza anche interdisciplinare , in questa giornata la scuola testimonierà che la creatività artistica a scuola è portatrice di bellezza.

Nell’apprendimento differenziato l’ambiente formativo viene progettato per promuovere un processo di apprendimento basato su esperienza, interdisciplinarità e ricerca tramite attività diverse svolte in contemporanea dagli studenti. L’insegnante accoglie differenze, promuove potenzialità, riconosce talenti, personalizza la proposta formativa rendendo ogni alunno protagonista del proprio curricolo. Si co-progettano modi, spazi e tempi per gestire le attività di apprendimento differenziato organizzando specifici spazi in cui gli studenti, a rotazione, svolgono le attività. L’insegnante organizza con gli alunni le attività della giornata, che poi propone o fa scegliere a ciascun gruppo, concordandone durata e rotazione. L’autonomia nello svolgimento è possibile grazie alla presenza di strumenti di gestione e apprendimento (istruzioni per l’uso e schedari autocorrettivi). Al termine delle attività ogni studente ha a disposizione una scheda per l’autovalutazione, che gli consente di registrare i progressi e i punti di debolezza del suo percorso

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in prima persona una sessione di didattica laboratoriale, centrata sull’uso della stampante 3D nella scuola dell’infanzia. Il workshop sarà tenuto dai ricercatori di INDIRE afferenti al progetto Maker@Scuola, che introdurranno gli aspetti metodologici e pedagogici studiati durante il progetto di ricerca e dalle docenti delle scuole partecipanti al progetto e che esporranno le attività svolte in classe, sottolineando i punti di forza e le criticità che hanno dovuto affrontare e superare con successo. Durante il workshop i docenti avranno modo di disegnare usando un software di disegno 3D e di stampare oggetti, usando le stampanti 3D presenti in aula.

I docenti e gli alunni effettueranno lezione su diverse discipline utilizzando gli strumenti tecnologici ed applicazioni software. Lo scopo è quello di coinvolgere i docenti partecipanti in situazione. Durante il worshop verranno mostrati esempi pratici di didattica collaborativa e cooperativa mediante l’utilizzo della tecnologia.

Durante il laboratorio di coralità e improvvisazione si insisterà sulla partecipazione del corpo e sull’uso dello spazio per abituare a una relazione con se stessi e con il gruppo che non sia rigida o statica, ma dinamica, vitale e comunicativa.

Il lavoro sarà incentrato sull’improvvisazione corale e sullo sviluppo dell’ascolto al fine di evocare luoghi, situazioni emotive, immagini o semplicemente creare ritmi e armonizzazioni sopra i quali si inseriranno canzoni o frasi melodiche dando spazio alla capacità del gruppo , di volta in volta, di “passarsi” la parola. Lo scopo poi è che ognuno diventi autore in piena autonomia, un po’ come uno stormo di uccelli, in cui non esiste un leader, ma ogni uccello segue alcune semplici regole, come regolare la propria velocità su quella degli altri o mantenersi a distanza di sicurezza dai compagni di percorso e insieme creare una forma che potenzi il proprio volo, quindi un fenomeno di auto-organizzazione interna e dinamica. Anche lo spazio sarà utilizzato in relazione a ciò che accadrà, alle necessità concrete che ci saranno per un ascolto migliore.

Un insegnamento delle scienze context based ( denominato anche approccio STS, Science-Technology-Society) crea una linea di connessione tra lo studio e la vita pratica e sviluppa anche negli studenti la responsabilità sociale e il pensiero critico per quanto riguarda gli aspetti ambientali ed etici. L’obiettivo dell’educazione scientifica è quello di rendere gli studenti futuri cittadini responsabili che capiscano le interazioni (e i limiti) tra Scienza e Tecnologia nella società attuale. L’insegnamento delle discipline Biologia, Chimica e Scienze della Terra deve essere orientato all’integrazione delle stesse in modo ottenere risultati di apprendimento ed acquisizione di competenze più efficaci negli studenti. In questo workshop vengono presentate, nell’ambito del progetto nazionale LSOSAlab, alcune best practice attuate nelle scuole coinvolte nel progetto. Vengono anche presentati esempi di laboratorio povero, inteso come attività laboratoriale che si può fare in aula con strumenti e materiali generalmente disponibili nella quotidianità, facilmente reperibili.

SAILOR – La nave dell’Orientamento ai mestieri ed alle professioni del mare, è un evento unico nello scenario dell’orientamento alle “Professioni del Mare”, fortemente voluto dalla Regione Liguria che ne ha affidato ad ALFA Liguria il coordinamento ed è stato inserito dal 2015 nel iniziativa FSE “#costruiamocilfuturo”, un progetto promosso dall’Assessorato Regionale all’Istruzione per parlare ai giovani, di formazione, lavoro e orientamento attraverso cinque manifestazioni, che si sono svolgono ogni anno a Genova tra Ottobre e Novembre.

SAILOR, offre ai giovani partecipanti l’occasione di vivere una forte e significativa esperienza orientativa e formativa in alternanza scuola/lavoro, di più giorni, a bordo di una nave ammiraglia della Compagnia di Navigazione Grandi Navi Veloci S.p.A., partner strategico di SAILOR, per stimolarne la curiosità nell’approfondire sbocchi lavorativi sui quali non sempre è data loro l’opportunità di riflettere. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere fra i giovani la cultura e la conoscenza del mondo del lavoro in mare e nel porto, evidenziando la necessità di collegare filiere produttive e formative e constatato l’alto gradimento, dall’edizione del 2015, oltre la partecipazione di studenti di varie regioni d’Italia, ha visto la partecipazione anche di un gruppo di studenti francesi e lituani. I giovani partecipanti, provenienti dagli Istituti Nautici, Alberghieri e Turistici, a bordo seguono un percorso che si concretizza come un momento di alternanza scuola/lavoro, oltre che di orientamento. Infatti oltre l‘attività informativa, si realizzano dei veri e propri laboratori utilizzando la metodologia “learning by doing”: la nave si presentata così come un’azienda e propone ai partecipanti, per quanto brevi, delle vere e proprie esperienze lavorative.

A bordo inoltre viene svolta una specifica attività di formazione per gli insegnanti accompagnatori, che sono coinvolti in momenti di confronto con gli esperti del mondo del mare ed il personale di bordo.

I promotori ed organizzatori oltre Regione Liguria/ALFA Liguria e Grandi Navi Veloci sono: Capitaneria di Porto di Genova Guardia Costiera, Accademia Italiana della Marina Mercantile e Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria. Il progetto è stato promozionato nelle altre scuole italiane dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I Partner liguri per la realizzazione del progetto sono: Costa Crociere – Guardia Costiera Ausiliaria – Ist. Alberghiero Nino Bergese Genova – Ist. Nautico San Giorgio Genova – Università degli Studi di Genova. Hanno inoltre partecipato alle ultime edizioni l’Académie De Nice e la Lithuanian Maritime Academy. partecipato alle ultime edizioni l’Académie De Nice e la Lithuanian Maritime Academy.

Gli Istituti Tecnici Superiori (Istituti per la formazione Terziaria professionalizzante) sono nati nel 2010 per formare tecnici altamente specializzati in aree considerate strategiche per lo sviluppo del Paese. Rappresentano la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante, non universitaria. L’offerta formativa è strettamente legata al sistema produttivo e risponde alla domanda di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche da parte delle imprese. Ha la finalità di colmare il divario tra la domanda e l’offerta di competenze e di intrecciare in tal modo le filiere formative con quelle produttive; si contraddistinguono per i dati sull’occupabilità dei neodiplomati e per un rapporto virtuoso e permanente tra sistema formativo e impresa.

L’Indiresta conducendo un’attività di ricerca sugli ITS con l’obiettivo di fornire alla comunità scolastica e al mondo del lavoro esempi di una “contaminazione autentica e virtuosa” tra sistema formativo e mondo produttivo.

In questo workshop saranno presentati gli esiti della ricerca condotta su un campione di ITS, che riguardano i seguenti aspetti:

  • esempi e strumenti organizzativi e didattici;
  • sviluppo delle soft skills e competenze degli studenti.

Il workshop si sviluppa alternando interventi di docenti e dirigenti di scuole che hanno apportato modifiche significative al calendario o all’orario scolastico. Verranno proposti, in sessioni dinamiche e interattive, i tratti salienti e gli elementi chiave dell’Idea “Uso flessibile del tempo scuola (compattazione del calendario scolastico)” facente parte della galleria delle “Idee di Avanguardie educative”.

Le proposte presentate sono indirizzate a dirigenti e docenti che hanno maturato la necessità di disporre di tempi più flessibili per la realizzazione di attività basate sulla promozione di competenze, per l’introduzione di metodologie didattiche attive e per la valorizzazione dei diversi stili di apprendimento degli studenti.

Compìta è un progetto pilota finalizzato a promuovere l’innovazione didattica dell’italiano nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, sostenuto da un protocollo del MIUR, Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici, con l’Università di Bari capofila, che ha coinvolto in una sperimentazione triennale altre dieci università e quarantacinque scuole di secondo grado (licei, istituti tecnici e istituti professionali), selezionate su tutto il territorio nazionale. Compìta ha proposto un modello d’insegnamento della lingua e soprattutto della letteratura italiana che vede nella didattica per competenze una necessità ineludibile anche nel campo delle discipline umanistiche e che mira pertanto a sviluppare competenze in italiano – da qui il titolo del progetto: Comp-Ita, ovvero le Competenze dell’italiano. Per favorire la riappropriazione del testo da parte degli studenti, attraverso un percorso di comprensione, analisi, interpretazione dell’opera letteraria, la cooperazione tra docente e studente, richiesta da una didattica laboratoriale e dalla ricerca-azione, diviene fattore strategico nel processo di insegnamento-apprendimento linguistico-letterario e obiettivo prioritario di un’adeguata formazione dei docenti di lettere. Il workshop presenta alcuni risultati del progetto: documenti e contributi teorici, materiali didattici, attività di formazione per i docenti, prodotti realizzati dalle scuole nel corso degli anni in diversi seminari nazioni e interregionali, il sito internet del progetto. Parteciperanno alcuni componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto, alcuni dei docenti e degli studenti protagonisti delle attività svolte.

Come cambia l’insegnamento della Filosofia nella società della conoscenza? In che modo l’apprendimento della Filosofia promuove una scuola aperta, inclusiva, innovativa in un mondo globale? A partire dai temi di rinnovamento didattico proposti nel Documento elaborato dal Gruppo tecnico-scientifico del MIUR per promuovere “la filosofia per tutti” e migliorarne la qualità, nel corso del workshop si dialogherà con i docenti su metodologie e pratiche didattiche come critical thinking e debate, didattica per competenze e interdisciplinarità, scrittura argomentativa e CLIL, digital humanities e risorse di apprendimento. In particolare saranno presentati e discussi: il monitoraggio sull’insegnamento/apprendimento della Filosofia, il Sillabo per competenze, esperienze didattiche realizzate nelle scuole su Filosofia e CLIL, Filosofia e Alternanza Scuola Lavoro, Filosofia e Debate. L’obiettivo principale del workshop è di avviare su tali proposte e in una dimensione internazionale progetti, percorsi e azioni in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda 2030 dell’ONU e con la nuova visione di educazione delineata dal  World Education Forum dell’UNESCO nella “Incheon Declaration Education 2030:Towards inclusive and equitable quality education and lifelong learning for all”.

Da tempo l’Unione europea promuove il potenziamento dei rapporti tra scuola e lavoro attraverso una moltitudine di raccomandazioni e interventi volti ad ampliare le opportunità dei giovani di fare esperienze pratiche, di capire la vita professionale, civile e culturale nella società contemporanea. In Italia tali istanze sono state recuperate dalla Legge 107/2015, che ha sollecitato una maggiore sinergia tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, introducendo anche l’obbligatorietà di realizzare percorsi di Alternanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado del Paese (istituti tecnici, professionali e licei), con il fine di incrementare le capacità di orientamento degli studenti e lo sviluppo di competenze spendibili anche nel mondo del lavoro. Gli interventi e le proposte avanzate per migliorare la qualità dell’offerta formativa e favorire l’occupazione giovanile hanno assunto oggi una nuova centralità nelle politiche nazionali: si sta mettendo in discussione un modello educativo culturalmente radicato ma ormai obsoleto, poiché avulso dalla realtà, per affermare una scuola capace di esser dentro i fenomeni e i mutamenti sociali. Nell’attuale congiuntura di cambiamento, che interessa non solo il sistema scolastico ma anche il sistema produttivo e dei servizi e la compagine sociale nel suo complesso, questi temi aprono interrogativi complessi, in cui si sovrappongono vecchi e nuovi scenari. Che cosa è accaduto nella prima annualità di attuazione della normativa? Nell’a.s. 2015-2016, le scuole come hanno interpretato l’Alternanza alla luce della Legge 107/2015? Quali criticità hanno incontrato e quali sono stati i punti di forza? L’Alternanza è stata definita una “metodologia didattica”, sebbene la sua cifra più caratteristica nasca nel segno della varietà: di modelli, di metodi, di processi, di situazioni, di fabbisogni educativi e obiettivi di apprendimento tra loro molto diversi. Che significato ha, dunque, oggi?

È un progetto di promozione dell’esperienza musicale precoce nei servizi educativi, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria . Il progetto nasce dall’idea di offrire ai bambini, fin dalla più tenera età la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo naturale portando all’attenzione delle famiglie, delle istituzioni e delle scuole la grande importanza dell’arte e della esperienza musicale.

Collaborano con Nidi di Note tanti musicisti e i più importanti esperti formatori a livello nazionale che hanno organizzato attività musicali pensate appositamente per i più piccoli, laboratori e occasioni di formazione rivolte a educatori, operatori e famiglie ed organizzate in modo integrato fra :

Laboratori per bambini presso nidi, scuole d’infanzia e scuole primarie

Attività di formazione specifica per educatori insegnanti  e genitori

Concerti e spettacoli in cui artisti e promotori lavorano a titolo gratuito ed i cui proventi sono utilizzati per finanziare progetti musicali gratuiti per la prima infanzia.

Le metodologie adottate sono diverse a cura degli esperti e formatori che vengono invitati a far parte del progetto, è sempre presente la M.T.L. di E. Gordon, spesso la Orff-Schulwerk, ma l’esperienza sul campo di molti insegnanti fa si che vengano create nuove metodologie frutto di un lungo percorso di conoscenza e applicazione.

A tutt’oggi Nidi di Note ha attivato 36 percorsi gratuiti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna e 20 percorsi nelle scuole elementari , sono stati attivati inoltre  7 Master Class  frequentati da educatori e insegnanti e genitori.

Le associazioni e gli artisti che hanno collaborato, sostenuto e prestato la loro opera per Nidi di note e Note elementari:

Sonia Peana, Paolo Fresu , Vasco Rossi, Quartiere Savena, ARCI Benassi,  Chialab, Squeezezoom bottega, Milena Vukotic, Ada Grifoni, Anton Berovski, Piero Salvatori, Nico Ciricugno, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Paola Turci, Elena Annovi, Stefano Bagnoli, Roberto Cipelli, Stefano Nosei, Chiara Sintoni, Paolo Somigli, Bruno Tognolini, Alessandro Sanna, Alessandro Delpiano, Beppe Chia, Licia Navarrini, Roberto Cabras, Andrea Melega, Luigi Mosso, Daniele Franchi, Pino Ninfa, Luca Devito, Gaetano Curreri, Fabrizio Foschini, Daniele Di Bonaventura, Silvia Testoni, Vito Baroncini, Gianni Grassilli, Fabrizio Dall’Oca, Giorgio Minardi, Cristian Buccioli, Marco Ghilarducci, André Casaca, Gabriella Sartini, Libero Farné, Bruno Nataloni, Ornella Vanoni, Federico Poggipollini.

 

Contenuti del workshop:

Presentazione del progetto dalla nascita in tutte le sue fasi

Presentazione di Notelementari e suoi sviluppi

Spunti pedagogici e metodologie utilizzate

Proiezione di video sulle attività

Attività e dimostrazione pratica di una unità di apprendimento laboratoriale di ascolto e di produzione sonora con l’ausilio di strumenti musicali.

Il workshop permetterà ai docenti di comprendere gli elementi chiave dell’Idea “Oltre le discipline” facente parte della “Galleria delle Idee di Avanguardie educative” e di progettarne la replicabilità nella propria classe. Gli insegnanti acquisiranno gli strumenti per la progettazione di un curricolo verticale che lega teoria, pratica e tecnica; il workshop si concretizza nella realizzazione di itinerari progettuali volti a costruire spazi di esperienza ad alto potenziale motivazionale e “atelier di mestiere”, favorendo il superamento di un modello trasmissivo di scuola, fortemente centrato solo sulla conoscenza teorica.

Il workshop consentirà ai docenti presenti di sperimentare in prima persona una sessione di didattica laboratoriale, centrata sulluso della stampante 3D nella Scuola Primaria. L’incontro sarà tenuto dai ricercatori di Indire afferenti al progetto Maker@Scuola (Primaria3D), che introdurranno gli aspetti metodologici e pedagogici studiati durante il progetto di ricerca e dalle docenti delle scuole partecipanti al progetto, che esporranno le attività svolte in classe, sottolineando i punti di forza e le criticità che hanno dovuto affrontare e superare con successo. Durante il workshop i docenti avranno modo di disegnare usando un software di disegno 3D e di stampare oggetti, usando le stampanti 3D presenti in aula.

Il workshop della durata di due ore mira a far conoscere gli strumenti  hardware e sofware di creazione e fruizione di contenuti in realtà virtuale e/o aumentata. Durante l’incontro verrà realizzato un virtual tour degli spazi espositivi da DIDACTA da condividere in tempo reale sul web.

Come si valutano i processi innovativi? Come la valutazione può contribuire alla promozione di processi innovativi della didattica disciplinare e degli ambienti di apprendimento?
Il tema della valutazione sarà approfondito attraverso una duplice ottica: quella collegata ai processi promossa da Indire, le cui ricerche muovono nella direzione di una didattica basata sull’indagine, l’esplorazione e sulla trasformazione degli ambienti di apprendimento come elementi fondanti per favorire lo sviluppo dell’innovazione. Una visione più orientata a mettere in luce gli aspetti legati agli esiti (a cura di Invalsi) che, a partire dalla rilevazione dei test e la formulazione dei relativi items, mostrerà quali sono le opportunità che si presentano per rinnovare la didattica disciplinare.

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