In questa area si affronta il tema della trasformazione del modello scolastico basato sulla trasmissione del sapere e sulla centralità della lezione. Si tratta di un tema centrale nell’ambito del processo di innovazione che sta attraversando la scuola non solo in Italia.

I workshop elencati in questa area presentano proposte ed esperienze realizzate nelle scuole di ogni ordine e grado, nel segmento 0-6 oltre che nella formazione degli adulti. Si tratta quindi di workshop che presentano l’innovazione del modello scolastico da diversi punti di vista e con diverse metodologie. L’obiettivo comune dei movimenti, delle iniziative, delle idee di innovazione che saranno presentate nei diversi workshop, è quello di superare il modello puramente “trasmissivo” e di costruire un ambiente di apprendimento centrato sull’attività dello studente e sullo sviluppo delle competenze.

È prevista una attività preliminare alla partecipazione a Didacta che consiste in una lezione introduttiva al tema e un intervento live di un esperto al quale si potranno porre domande. Sarà attivato un Forum di supporto alle attività di formazione.

Workshop percorso formativo

Nel workshop, in modalità debate, si mettono a confronto le due “anime” del lavoro del dirigente scolastico: da un lato l’onere, sempre più pesante e complesso, di garantire il buon funzionamento dell’istituzione scolastica, la gestione unitaria e il necessario sviluppo di processi di innovazione e miglioramento, dall’altra quella di dare un forte ed improcrastinabile impulso ad un cambiamento sistemico, che modifichi gli ambienti di apprendimento e le metodologie didattiche.

Discussant:

Dino Cristanini
Antonio Fini
Laura Biancato
Gabriele Marini


 

L’apprendimento permanente e lo sviluppo delle competenze sono elementi chiave della strategia europea “Education and Training 2020” per una crescita sostenibile e inclusiva, ma i dati parlano di carenze significative, con quasi il 50% della popolazione adulta priva dei requisiti per partecipare alla vita sociale. “L’Agenda europea per l’educazione degli adulti” prevede per migliorare la qualità dell’offerta formativa l’interazione attiva tra professionisti del settore formale, non formale e informale. In questo senso, la community EPALE (Electronic Platform for Adult Learning in Europe) rappresenta il principale strumento per per individuare, trasferire e attuare pratiche efficaci.

Attraverso l’apprendimento tra pari in un luogo virtuale condiviso, la community vuole contribuire a migliorare i risultati per gli adulti, agevolando il dibattito, la discussione, lo scambio di buone prassi e il dialogo tra i settori del variegato mondo dell’educazione degli adulti, favorendo la creazione di sinergie e potenziandoo l’utilizzo delle Open Educational Resources, facilitando la formazione all’estero dello staff e i partenariati, stimolando l’innovazione, la conoscenza delle priorità politiche del settore, le strategie di finanziamento e molto altro ancora.

Il workshop offrirà una formazione approfondita sulla piattaforma e sulle risorse in essa presenti per l’aggiornamento metodologico, come i focus mensili, dedicati a temi quali ad esempio l’alfabetizzazione, l’apprendimento intergenerazionale, l’alfabetizzazione sanitaria e il VET. Sarà l’occasione per sperimentare dal vivo gli strumenti di EPALE, per entrare a far parte attiva della community, dare visibilità ai propri progetti e alle proprie iniziative. Infine, attraverso la presentazione di pratiche di collaborazione finanziate nell’ambito di Erasmus+, sarà possibile sapere come utilizzare e combinare al meglio le opportunità europee per agire concretamente sul singolo contesto, modellandosi sui bisogni educativi specifici e sostenendo l’innovazione.

Introduzione a cura di:

Vittoria Gallina
Annabella Di Finizio
Maria Xantoudaki
Federica Lessi
Anna Roselli

 

Introduzione a cura di:

Vittoria Gallina, Università La Sapienza e Roma 3, su L’educazione degli adulti da una prospettiva europea

Annabella Di Finizio, CPIA Napoli città 2, Progetto Erasmus+ KA1, Imparare condividendo: job shadowing e formazione tecnologica e creativa per classi adulte multietniche.

Maria Xantoudaki, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, “Tinkering: Contemporary Education for Innovators of Tomorrow”

Federica Lessi, Provincia di Livorno Sviluppo e Anna Roselli, Direttrice del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, Heritage training for young adults, Il patrimonio culturale come opportunità di apprendimento per giovani adulti

La scuola di oggi si muove in un contesto di autonomia caratterizzato da un notevole impegno organizzativo che vede la dirigenza coinvolta nella gestione di risorse umane in un ambiente poco gerarchizzato, incentrato sul coordinamento orizzontale. Il ruolo del dirigente scolastico è centrale per promuovere l’innovazione e presidiare la collegialità dell’insegnamento all’interno di ambienti di apprendimento sempre più sofisticati socialmente ed economicamente costosi. I dirigenti scolastici sono forse la figura più importante all’interno dei sistemi educativi per promuovere il miglioramento scolastico e l’efficacia delle scuole, tuttavia la crescita di dimensione e di complessità delle scuole rende ormai irrealistico che i dirigenti scolastici possano mantenere un focus sul miglioramento senza un governo della scuola condiviso con figure di “leadership distribuita”. Attraverso quali valori, qualità, pratiche, i dirigenti scolastici possono fare la differenza e contribuire a sviluppare ambienti organizzativi e professionali efficaci per l’insegnamento e l’apprendimento? 

Introduzione a cura di:

Salvatore Giuliano
Giancarlo Cerini
Aluisi Tosolini
Alessandra Rucci
Daniela Venturi
Paola Nencioni

Esperienze:

Aluisi Tosolini
Alessandra Rucci
Daniela Venturi

Il workshop permetterà ai docenti di comprendere gli elementi che caratterizzano la costruzione di un curricolo che integra disciplinare e extradisciplinare (“Oltre le discipline” è una delle idee del movimento di innovazione delle Avanguardie educative) e di progettarne la replicabilità nella propria classe. Gli insegnanti acquisiranno gli strumenti per la progettazione di un curricolo verticale che lega teoria, pratica e tecnica. Il workshop si concretizzerà nella realizzazione di itinerari progettuali volti a costruire spazi di esperienza ad alto potenziale motivazionale e “atelier di mestiere”, favorendo il superamento di un modello trasmissivo di scuola centrato solo sulla conoscenza teorica.

Attività condotte da:

Ornella Castellano
Silvia Scandura
Annapina Giancane
Manuela Greco

Come si valutano i processi innovativi? Come la valutazione può contribuire alla promozione di processi innovativi della didattica disciplinare e degli ambienti di apprendimento?
Il tema della valutazione sarà approfondito attraverso una duplice ottica: quella collegata ai processi promossa da Indire, le cui ricerche muovono nella direzione di una didattica basata sull’indagine, l’esplorazione e sulla trasformazione degli ambienti di apprendimento come elementi fondanti per favorire lo sviluppo dell’innovazione. Una visione più orientata a mettere in luce gli aspetti legati agli esiti (a cura di Invalsi) che, a partire dalla rilevazione dei test e la formulazione dei relativi items, mostrerà quali sono le opportunità che si presentano per rinnovare la didattica disciplinare.

Discussant:

Francesca Storai
Roberto Ricci
Mario Castoldi 

Lo scenario dell’istruzione degli adulti in Italia è stato recentemente riorganizzato. Dal momento che “spazi” e “tempi” del nuovo sistema sono stati radicalmente trasformati, è possibile definire un modello innovativo per l’apprendimento in età adulta? Durante questo workshop, le grandi narrazioni sull’adulto – provenienti dalla letteratura, dall’arte, dal cinema e dalla viva realtà delle scuole – saranno utilizzate come stimoli per attivare la discussione e il confronto sulla opportunità formative fruibili per il lifelong learning. Le prospettive dell’apprendimento trasformativo, così come il modello sulla costruzione delle conoscenze per l’e-learning, verranno presentate attraverso l’offerta proposta dal modello formativo dell’Ateneo telematico “IUL – Italian University Line”.

Introduzione a cura di:

Alessandro Mariani
Patrizia Garista
Lorenza Venturi
Annamaria Cacchione
Vanessa Palmiero
Cristina Coccimiglio

Esperienze:

Marco Luigi Corsi
Stefano Tirati

 

L’istruzione degli adulti è una realtà inserita nel più articolato contesto dell’apprendimento permanente. L’attenzione alla fascia d’età, alle competenze pregresse, alla nazionalità e ai titoli conseguiti dal discente in formazione sono tutti elementi che rendono oggi la riforma italiana dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) uno dei fenomeni di maggior interesse sul quale focalizzare l’attenzione della ricerca. In particolare, il Patto Formativo Individuale permette di isolare i vari aspetti innovativi della nuova realtà italiana, evidenziando le modalità di certificazione delle competenze e la formazione a distanza (FAD). L’incontro intende mostrare il legame tra il modello di istruzione degli adulti applicato in Italia e quello di alcuni Paesi europei, muovendo dalla teoria andragogica di Malcolm Shepherd Knowles, modellizzata poi da Peter Jarvis.

Introduzione a cura di:

Goffredo Manzo

Esperienze:

Nicoletta Morbioli
Michele Raggi
Anna Marinella Chezza

 

“Learning is a consequence of thinking” afferma David Perkins che da anni, con Howard Gardner e il gruppo “Project Zero” dell’Università di Harvard, ricerca ed esplora il potenziale umano e in particolare la natura del pensiero, la creatività, l’intelligenza e l’apprendimento. Per apprendere bisogna mettere a frutto il pensiero in tutte le sue declinazioni: critico, creativo, problem-solver, riflessivo e decisionale. Ma come è possibile stimolare e valorizzare il pensiero nei ragazzi, affinché da “consumatori di contenuti” diventino risolutori di problemi e produttori d’informazione e conoscenza? Le Thinking Routines, risultato di un approccio pioneristico sperimentato con il “Project Zero”, aiutano a incoraggiare in classe una cultura dell’esplorazione e della costruzione del pensiero e si presentano come strumenti didattici molto semplici, pratici da usare in classe e trasversali a tutte le discipline, adatti a rendere gli studenti capaci di impiegare le loro conoscenze e competenze in ambiti diversi per affrontare problematiche complesse e trovare soluzioni innovative e creative.

Introduzione a cura di:

Chiara Laici
Elena Mosa
Maria Guida
Silvia Panzavolta
Letizia Cinganotto
Chiara Laici
Elena Mosapresta

Esperienze:

Claudia Rebesani

Una didattica trasmissiva e tradizionale aiuta davvero i ragazzi a “imparare ad imparare”? Si riesce veramente a promuovere l’autonomia, l’esplorazione e la cooperazione accentrando nell’insegnante la responsabilità e la guida esclusiva dei processi d’apprendimento in classe? I partecipanti al workshop saranno coinvolti in percorsi operativi e didattici e,  attraverso video e testimonianze di colleghi che sperimentano da tempo l’apprendimento autonomo e il  peer tutoring, entreranno nel vivo di questi temi. Un’attenzione particolare sarà data al tutor, un insegnante che non valuta, ma che gioca un ruolo didattico e relazionale e che affianca lo studente nel suo percorso scolastico. Una figura di riferimento che ascolta, orienta, indirizza e media, svolgendo una funzione di coaching e di mentoring.

Attività condotte da:

Valentina Giovannini
Matteo Bianchini
Caterina Betturri
Andreina Betturri
Paolo Mai
Rudi Bartolini
Raimonda Morani
Francesca Caprino

 


 

Nell’ ”apprendimento differenziato”, l’ambiente formativo viene progettato per promuovere un processo di apprendimento basato su esperienza, interdisciplinarità e ricerca tramite attività diverse svolte in contemporanea dagli studenti. L’insegnante accoglie differenze, promuove potenzialità, riconosce talenti e personalizza la proposta formativa, rendendo ogni alunno protagonista del proprio curricolo. Si co-progettano modi, spazi e tempi per gestire le attività di apprendimento differenziato organizzando specifici spazi in cui gli studenti, a rotazione, svolgono le attività. L’insegnante organizza con gli alunni le attività della giornata, che poi propone o fa scegliere a ciascun gruppo, concordandone durata e rotazione. L’autonomia nello svolgimento è possibile grazie alla presenza di strumenti di gestione e apprendimento (istruzioni per l’uso e schedari autocorrettivi). Al termine delle attività, ogni studente ha a disposizione una scheda per l’autovalutazione, che gli consente di registrare i progressi e i punti di debolezza del suo percorso.

Attività condotte da:

Silvia Coppedè
Cristina Gasperini
Anna Marconcini

 

Parlare di Contenuti Didattici Digitali significa affrontare il tema della costruzione della conoscenza e della “riscrittura” dei contenuti di studio. Una riscrittura che chiama in causa docenti e studenti e prevede l’utilizzo di procedure, strumenti e forme linguistiche innovative. Una scrittura sui generis, non individuale e non spontanea, che necessita di una fase progettuale consistente e richiede uno sforzo di negoziazione importante. Una scrittura sociale e complessa, che si connota per una nuova ricchezza espressiva e comunicativa. Accostarsi a questa attività, che presuppone un lavoro di condivisione di intenti, di raccolta e analisi di materiali, di stesura e di revisione incrociata, significa penetrare dietro il sipario dei manuali di studio, per comprenderne le strutture profonde; significa diventare buoni lettori di quei testi, in un gioco speculare dove la lettura non è che l’altra faccia della scrittura. Lavorare sui Contenuti Didattici Digitali significa aiutare gli studenti a prendere possesso di contenuti e strumenti e a superare la semplice logica trasmissiva dello studio, per imparare a formulare le domande cui il tradizionale manuale non ha saputo dare risposta. Alla fine del dibattito ci sarà un intervento dei referenti di Europeana, la piattaforma digitale dell’UE per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Discussant:

Alessandra Franchi
Ombretta La Torre
Milena Popova
Laura Parigi

 

Flipped Classroom, ma anche contenuti didattici multimediali e spazi flessibili. Nell’ottica di un’innovazione integrata che coinvolge tutti gli attori del sistema-scuola, durante l’incontro si illustreranno esperienze di trasformazione dell’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”, con le voci di coloro che in questo momento stanno sperimentando l’innovazione.

Attività condotte da:

Elisabetta Peruzzi
Elena Gabbiani
Manuel Pace
Elena Rosciani

Flipped Classroom, ma anche contenuti didattici multimediali e spazi flessibili. Nell’ottica di un’innovazione integrata che coinvolge tutti gli attori del sistema-scuola, durante l’incontro si illustreranno esperienze di trasformazione dell’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”, con le voci di coloro che in questo momento stanno sperimentando l’innovazione.
Attività condotte da:

Elena Marcato
Elena Fantini
Alessandra Cenci

Flipped Classroom, ma anche contenuti didattici multimediali e spazi flessibili. Nell’ottica di un’innovazione integrata che coinvolge tutti gli attori del sistema-scuola, durante l’incontro si illustreranno esperienze di trasformazione dell’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del “fare scuola”, con le voci di coloro che in questo momento stanno sperimentando l’innovazione.
Attività condotte da:

Elena Marcato
Elena Fantini
Alessandra Cenci

La “Didattica per Scenari” è un approccio che si prefigge di introdurre in classe pratiche didattiche innovative potenziate da un uso efficace delle tecnologie. Punto di partenza sono gli “scenari”, ovvero le descrizioni di contesti di insegnamento/apprendimento che incorporano una visione di innovazione pedagogica centrata sullo sviluppo delle competenze per il XXI secolo. Ogni “scenario” incorpora una differente visione e fornisce un set di indicazioni – le “Learning Activities” – attraverso le quali il docente arriva a scrivere e implementare il proprio personale progetto didattico, cioè la “Learning Story”.

Attività condotte da:

John Hannon
Maria Cammarella
Francesca Tritto
Andrea Benassi

L’incontro ha lo scopo di presentare l’approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning), una metodologia didattica progettata nel 2003 dal MIT di Boston e inizialmente pensata per l’insegnamento della Fisica agli studenti universitari che vede unite lezione frontale, simulazioni e attività laboratoriali su computer, per un’esperienza di apprendimento ricca e collaborativa. La classe TEAL, in cui spazi e tecnologie sono strettamente interconnessi, prevede una serie di strumenti tecnologici da utilizzare in spazi con specifiche caratteristiche, con arredi modulari facilmente riconfigurabili a seconda delle necessità. Attorno alla postazione centrale del docente sono disposti alcuni tavoli rotondi che ospitano gruppi di studenti in numero dispari e l’aula è dotata di alcuni punti di proiezione sulle pareti. Per favorire l’istruzione tra pari, i gruppi sono costituiti da componenti con diversi livelli di competenze e di conoscenze. Il docente introduce l’argomento con domande, esercizi e rappresentazioni grafiche. Poi ogni gruppo lavora in maniera collaborativa con l’ausilio di un device col quale effettuare esperimenti o verifiche.

Attività condotte da:

Benedetta Bombana
Daniela Di Bari
Valentina Perrina
Vincenzo Mangione
Stefano Battilocchi

 

L’incontro ha lo scopo di presentare l’approccio TEAL (Technology Enhanced Active Learning), una metodologia didattica progettata nel 2003 dal MIT di Boston e inizialmente pensata per l’insegnamento della Fisica agli studenti universitari che vede unite lezione frontale, simulazioni e attività laboratoriali su computer, per un’esperienza di apprendimento ricca e collaborativa. La classe TEAL, in cui spazi e tecnologie sono strettamente interconnessi, prevede una serie di strumenti tecnologici da utilizzare in spazi con specifiche caratteristiche, con arredi modulari facilmente riconfigurabili a seconda delle necessità. Attorno alla postazione centrale del docente sono disposti alcuni tavoli rotondi che ospitano gruppi di studenti in numero dispari e l’aula è dotata di alcuni punti di proiezione sulle pareti. Per favorire l’istruzione tra pari, i gruppi sono costituiti da componenti con diversi livelli di competenze e di conoscenze. Il docente introduce l’argomento con domande, esercizi e rappresentazioni grafiche. Poi ogni gruppo lavora in maniera collaborativa con l’ausilio di un device col quale effettuare esperimenti o verifiche.

Attività condotte da:

Benedetta Bombana
Daniela Di Bari
Valentina Perrina
Vincenzo Mangione
Stefano Battilocchi

 

Lo Spaced Learning è una metodologia didattica basata su una particolare articolazione del tempo della lezione: a tre momenti di didattica, se ne intervallano due di pausa. Il quadro teorico di riferimento è la ricerca delle neuroscienze, pubblicata nel 2005 da R. Douglas Fields su “Scientific American”, sul meccanismo di creazione della memoria a lungo termine. Il workshop prevede la progettazione di una lezione in modalità Spaced Learning, successiva a un’introduzione sui fondamenti teorici di questa metodologia. Si formeranno due sezioni di lavoro: una specifica per i maestri della scuola primaria e un’altra per i docenti della secondaria.

Attività condotte da:

Emanuele Pianese
Rossella Palmizio

Che cos’è il Debate? Come si applica? Quale è il suo valore aggiunto all’interno del curricolo? Disciplina curricolare nel mondo anglosassone, il debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna da due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro). Dal tema scelto prende il via un vero e proprio dibattito, una discussione formale, non libera, dettata da regole e tempi precisi, per la cui preparazione sono necessari esercizi di documentazione ed elaborazione critica. Il Debate permette agli studenti di imparare a cercare e selezionare le fonti, sviluppare competenze comunicative, autovalutarsi,  migliorare la propria consapevolezza culturale e l’autostima, sviluppare il pensiero critico e le soft skills. Nel corso del workshop si terrà la simulazione di un debate in lingua italiana e di un Debate in lingua inglese, animati da studenti delle scuole della rete delle Avanguardie Educative, con l’obiettivo di dimostrare, sotto la guida dei docenti, il valore aggiunto di questa metodologia didattica all’interno del curricolo delle scuole di ogni ordine e grado.

Discussant:
Vincenza Barlocco
Gianluca Perna
Alberto Ferrari
Martina Perboni
Vittoria Piatti
Giulia Dell’acqua
Michelotto
Emanuele Panni
Alessandra Rucci
Daniela Bari
Orsola Caporaso
Magda Fiori
Michele Gabbanelli
Federico Agostinelli
Stella Filipponi
Eva Grati
Filippo Moroni
Matteo Omenetti
Davide Piemontese
Luca Ranucci

Il workshop si sviluppa alternando interventi di docenti e dirigenti di scuole che hanno apportato modifiche significative al calendario o all’orario scolastico. Verranno proposti, in sessioni dinamiche e interattive, i tratti salienti e gli elementi chiave dell’Idea “Uso flessibile del tempo scuola (compattazione del calendario scolastico)” facente parte della galleria delle “Idee di Avanguardie educative”. Le proposte presentate sono indirizzate a dirigenti e docenti che hanno maturato la necessità di disporre di tempi più flessibili per la realizzazione di attività basate sulla promozione di competenze, per l’introduzione di metodologie didattiche attive e per la valorizzazione dei diversi stili di apprendimento degli studenti.

Introduzione a cura di:

Antonia Gentile
Luella Guglielmin
Bruno Bruna
Giuseppe Soddu
Erik Gadotti
Elisabetta Maiuolo
Antonio Mazzotta
Paola Viccardi
Annunziata Mongiello

 

Il workshop intende approfondire il tema delle “Aule laboratorio disciplinari”, un modello didattico che dà vita a una nuova organizzazione del tempo/spazio scolastico e che trasforma la scuola, nella sua interezza, in ambiente di apprendimento. Secondo questo modello, gli studenti si spostano da un’aula all’altra e in ognuna di esse trovano strumenti e materiali didattici specifici per ogni disciplina, come in un vero e proprio laboratorio. Attraverso il confronto con chi ha già adottato questo modello, durante il workshop saranno date risposte alle domande che una scuola deve porsi per andare verso questo nuovo tipo di organizzazione e saranno individuate soluzioni specifiche legate ai diversi contesti e livelli scolastici.

Introduzione a cura di:

Margherita Leotta
Daniele Barca
Rita Coccia
Erica Cagnoli
Francesca Pizzigoni

Esperienze:

Francesca Pizzigoni