Il tema dell’innovazione della didattica è affrontato in diverse aree disciplinari e pluridisciplinari. Il tema della didattica laboratoriale e di un diverso modo di progettare la didattica è una delle dimensioni del cambiamento.

Gli workshop elencati in questa area tematica illustrano proposte ed esperienze di innovazione della didattica disciplinare. Saranno presentate proposte per i diversi livelli scolastici e per vari ambiti disciplinari ed interdisciplinari già realizzate nelle scuole italiane e in quelle europee.

E’ prevista una attività preliminare alla partecipazione a Didacta che consiste in una lezione introduttiva al tema e un intervento live di un esperto al quale si potranno porre domande. Sarà attivato un Forum di supporto alle attività di formazione.



Workshop percorso formativo formativo

Il laboratorio intende affrontare la tematica della pratica orchestrale con i giovani, intesa come strumento privilegiato di crescita e formazione musicale; durante il workshop verranno affrontate le seguenti tematiche:

  • L’Orchestra scolastica: uno strumento didattico; riflessioni
  • Tecnica gestuale: elementi oggettivi e soggettivi
  • Lettura e analisi della partitura: dirigere presuppone conoscere
  • Gli strumenti dell’orchestra: conoscenza analitica
  • Le forme della composizione didattica: orchestrazione, elaborazione,

È un progetto di promozione dell’esperienza musicale precoce nei servizi educativi, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria . Il progetto nasce dall’idea di offrire ai bambini, fin dalla più tenera età la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo naturale portando all’attenzione delle famiglie, delle istituzioni e delle scuole la grande importanza dell’arte e della esperienza musicale.

Collaborano con Nidi di Note tanti musicisti e i più importanti esperti formatori a livello nazionale che hanno organizzato attività musicali pensate appositamente per i più piccoli, laboratori e occasioni di formazione rivolte a educatori, operatori e famiglie ed organizzate in modo integrato fra :

Laboratori per bambini presso nidi, scuole d’infanzia e scuole primarie

Attività di formazione specifica per educatori insegnanti  e genitori

Concerti e spettacoli in cui artisti e promotori lavorano a titolo gratuito ed i cui proventi sono utilizzati per finanziare progetti musicali gratuiti per la prima infanzia.

Le metodologie adottate sono diverse a cura degli esperti e formatori che vengono invitati a far parte del progetto, è sempre presente la M.T.L. di E. Gordon, spesso la Orff-Schulwerk, ma l’esperienza sul campo di molti insegnanti fa si che vengano create nuove metodologie frutto di un lungo percorso di conoscenza e applicazione.

A tutt’oggi Nidi di Note ha attivato 36 percorsi gratuiti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna e 20 percorsi nelle scuole elementari , sono stati attivati inoltre  7 Master Class  frequentati da educatori e insegnanti e genitori.

Le associazioni e gli artisti che hanno collaborato, sostenuto e prestato la loro opera per Nidi di note e Note elementari:

Sonia Peana, Paolo Fresu , Vasco Rossi, Quartiere Savena, ARCI Benassi,  Chialab, Squeezezoom bottega, Milena Vukotic, Ada Grifoni, Anton Berovski, Piero Salvatori, Nico Ciricugno, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Paola Turci, Elena Annovi, Stefano Bagnoli, Roberto Cipelli, Stefano Nosei, Chiara Sintoni, Paolo Somigli, Bruno Tognolini, Alessandro Sanna, Alessandro Delpiano, Beppe Chia, Licia Navarrini, Roberto Cabras, Andrea Melega, Luigi Mosso, Daniele Franchi, Pino Ninfa, Luca Devito, Gaetano Curreri, Fabrizio Foschini, Daniele Di Bonaventura, Silvia Testoni, Vito Baroncini, Gianni Grassilli, Fabrizio Dall’Oca, Giorgio Minardi, Cristian Buccioli, Marco Ghilarducci, André Casaca, Gabriella Sartini, Libero Farné, Bruno Nataloni, Ornella Vanoni, Federico Poggipollini.

 

Contenuti del workshop:

Presentazione del progetto dalla nascita in tutte le sue fasi

Presentazione di Notelementari e suoi sviluppi

Spunti pedagogici e metodologie utilizzate

Proiezione di video sulle attività

Attività e dimostrazione pratica di una unità di apprendimento laboratoriale di ascolto e di produzione sonora con l’ausilio di strumenti musicali.

Durante il laboratorio di coralità e improvvisazione si insisterà sulla partecipazione del corpo e sull’uso dello spazio per abituare a una relazione con se stessi e con il gruppo che non sia rigida o statica, ma dinamica, vitale e comunicativa.

Il lavoro sarà incentrato sull’improvvisazione corale e sullo sviluppo dell’ascolto al fine di evocare luoghi, situazioni emotive, immagini o semplicemente creare ritmi e armonizzazioni sopra i quali si inseriranno canzoni o frasi melodiche dando spazio alla capacità del gruppo , di volta in volta, di “passarsi” la parola. Lo scopo poi è che ognuno diventi autore in piena autonomia, un po’ come uno stormo di uccelli, in cui non esiste un leader, ma ogni uccello segue alcune semplici regole, come regolare la propria velocità su quella degli altri o mantenersi a distanza di sicurezza dai compagni di percorso e insieme creare una forma che potenzi il proprio volo, quindi un fenomeno di auto-organizzazione interna e dinamica. Anche lo spazio sarà utilizzato in relazione a ciò che accadrà, alle necessità concrete che ci saranno per un ascolto migliore.

41.1 Improvvisazioni non procedurali e/o non idiomatiche nell’educazione musicale per i ragazzi.

Il workshop affronterà il tema della improvvisazione nell’educazione musicale per i ragazzi.
Sarà condotto in chiave interattiva con la partecipazione diretta del pubblico al quale saranno proposte attività di produzione musicale con il corpo e con la voce
41.2 Metodologie dell’improvvisazione musicale fra linearità e non linearità.

Il workshop affronta il rapporto fra non linearità e improvvisazione musicale grazie all’analisi e allo studio della partitura di un brano musicale che contiene segni musicali in notazione standard e grafica. Se l’uso della notazione musicale tradizionale veicola contenuti musicali fondamentalmente lineari, il segno grafico consente di aprire il campo all’improvvisazione e all’esecuzione di contenuti musicali non lineari.

Il workshop presenterà le attività nazionali promosse e coordinate dal comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica in favore della promozione della pratica musicale a scuola.
3 azioni di attività esemplari replicabili in ogni contesto scolastico nella didattica.

Saranno presentati nel DEBATE tre progetti nazionali:

  • Musica è scuola
    Verranno presentati e discussi l’idea il progetto, l’organizzazione in rete , i contenuti dei:
    – n. 9 convegni nazionali organizzati con l’obiettivo di diffondere la cultura e l’insegnamento musicale nella scuola a partire dalla valorizzazione delle esperienze in atto, in dialogo con i migliori progetti nazionali e internazionali. Sono state previste relazioni teoriche, presentazioni di esperienze e laboratori pratici con esperti. I convegni hanno approfondito in particolare gli aspetti legati all’impatto dell’insegnamento della musica sullo sviluppo psicofisico degli alunni, con attenzione particolare alle recenti ricerche neuroscientifiche. Tra i relatori : esperti del MIUR – Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica per tutti gli Studenti; docenti universitari ed esperti di didattica musicale; rappresentanti di istituzioni musicali regionali, nazionali e internazionali; rappresentanti di associazioni musicali, enti locali ed Associazioni del terzo settore.
    – n. 30 laboratori di formazione per docenti e ragazzi in 10 regioni coinvolte con l’obiettivo di formare gli insegnanti di musica e scambiare buone pratiche di insegnamento
    – n. 50 Laboratori attivi per ragazzi delle scuole coinvolte utilizzando le più innovative metodologie didattiche di apprendimento anche internazionali
    n. 4 Ricerche in collaborazione con Università Italiane che hanno affrontato tematiche di argomento neuroscietifico, sulla creatività e sulla emozione.
    – n. 20 concerti con la collaborazione di artisti di chiara fama che hanno portato la loro arte all’interno delle scuole
  • Musica a scuola
    Il progetto che verrà presentato nel debate nasce dalla collaborazione del Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti con INDIRE e riguarda la creazione di una piattaforma web per la musica rivolta agli alunni, agli studenti, ai docenti e alle famiglie con l’obiettivo di informare in merito ad iniziative in ambito musicale, condividere buone prassi, supportare l’attività formativa dei docenti, aprire uno spazio di scambio e confronto fra alunni e docenti.
  • Nessun parli
    Un Progetto MIUR per tutte le scuole italiane:
    In un giorno di scuola di inizio anno scolastico in ogni scuola italiana non si parlerà ma si produrranno solo suoni con la voce e con gli strumenti, sipraticherà l’arte in ogni sua manifestazione di produzione e di esperienza anche interdisciplinare , in questa giornata la scuola testimonierà che la creatività artistica a scuola è portatrice di bellezza.

Si può parlare di laboratorio per l’insegnamento dell’italiano? A differenza di altre discipline in cui è stata maggiormente oggetto di riflessione e definizione (laboratorio di scienze, laboratorio comunicativo di lingue straniere, laboratorio di matematica, ecc.),  la didattica attiva e laboratoriale rimane per l’italiano un concetto ancora vago e di difficile esplicitazione e che si accompagna solitamente ad attività progettuali extra-curriculari o interdisciplinari; fatica, però, ad attecchire in quelle parti della disciplina squisitamente curriculari e per lo più appannaggio della didattica tradizionale.  Tra queste possiamo annoverare certamente la grammatica, per l’insegnamento della quale la maggior parte degli insegnanti, e anche dei libri di testo, si rifà al modello tradizionale normativo che si porta dietro una didattica frontale e trasmissiva e un apprendimento di tipo mnemonico. In questo laboratorio saranno presentati e discussi gli esiti e alcune testimonianze di un progetto di ricerca – formazione in cui abbiamo accompagnato e osservato nelle loro classi un gruppo di docenti, dalla prima primaria al secondo anno del biennio, che hanno provato a introdurre nella loro pratica didattica un diverso modello teorico grammaticale, quello della grammatica valenziale, e ad indagarne la possibile trasposizione in un protocollo di lavoro in classe di tipo attivo e laboratoriale, ovvero in un modello di laboratorio di riflessione sulla lingua.

La ricerca nasce dall’ipotesi che il modello della grammatica valenziale sia potenzialmente capace di superare la mancanza di motivazione e le resistenze degli alunni nell’apprendimento della grammatica grazie ad un approccio più riflessivo e “attivo” allo studio della lingua; e dalla convinzione  che l’introduzione di innovazioni di carattere disciplinare possa sortire trasformazioni anche nella metodologia di insegnamento, che cambiando il contenuto si possa cambiare anche il metodo (Lo Duca, 2004). Vedremo come una lezione di grammatica possa mutuare dalla didattica delle scienze la metodologia investigativa, ovvero come la lingua possa diventare oggetto di scoperta e di indagine da parte degli alunni, che sono guidati a “rintracciare” quella struttura grammaticale che è già in loro possesso in quanto parlanti e che ha solo bisogno di essere esplicitata e sistematizzata.

L’obiettivo principale del workshop è quello di far crescere e qualificare il tasso di cultura tecnico-scientifica nel Paese, con particolare attenzione all’insegnamento delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Si proporranno riflessioni e sperimentazioni sul ruolo e sui sempre più vasti campi di applicazione delle nuove tecnologie. L’incontro intende approfondire il tema del rapporto tra diffusione della cultura tecnico-scientifica e crescita delle opportunità di occupazione per i giovani, con particolare attenzione al ruolo della donna. Il divario di genere è ancora più ampio nell’ambito delle STEM. Si affronteranno tre tematiche che rappresenteranno l’humus su cui il seminario si svilupperà: il modello culturale dei “contenuti” per un docente ricercatore; il ruolo delle tecnologie nella didattica delle STEM; la comunicazione scientifica e il public engagement. Il Comitato ha coinvolto le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, docenti e ricercatori di didattica e divulgatori scientifici.

Il Sistema Nazionale di Valutazione è finalizzato al miglioramento degli esiti formativi ed educativi delle scuole. La valutazione assume quindi un ruolo fondamentale per conoscere e trasformare i processi di insegnamento/apprendimento e per promuovere l’innovazione. In quest’ottica è essenziale conoscere e interpretare i dati emersi dal monitoraggio sui Piani di Miglioramento elaborati e sviluppati dalle scuole. Questo workshop parte proprio da una presentazione di ciò che le scuole hanno fatto, non limitandosi ai soli dati quantitativi, ma si applicando avanzate tecniche di analisi semantica sui contenuti dei piani. Il monitoraggio rileva l’impegno con cui le scuole si sono misurate con le nuove metodologie che stanno alla base della pianificazione del miglioramento, ma anche la tendenza ad attestarsi su traguardi “prudenti”, misurabili e raggiungibili nel breve periodo. Da molte parti si sostiene che per migliorare in modo rilevante il sistema scolastico non bastano misure limitate e circoscritte ma che occorre invece un’innovazione radicale dell’ambiente di apprendimento, più ambiziosa e più legata a una visione globale del futuro dell’educazione. Sorge allora un dubbio: è auspicabile che le energie orientate al cambiamento siano impegnate a raggiungere obiettivi di miglioramento circoscritti e documentabili, o è bene invece che si valorizzi maggiormente l’operato di chi sperimenta soluzioni innovative radicali, capaci di scardinare la routine scolastica consolidata?  I fautori delle due visioni del cambiamento della scuola si misurano in questo workshop in un confronto che tiene conto sia delle dinamiche in atto nel nostro Paese in seguito all’avvio del SNV, sia della iniziative ina atto in ambito internazionale.

La rete e il digitale hanno profondamente cambiato l’approccio del lettore col testo. Oggi si parla infatti anche di social reading o di lettura condivisa (Maragliano, 2014, Roncaglia, 2013 e 2014), intendendo un tipo di lettura che offre possibilità più varie di quella su carta perché si basa su servizi online, siti o applicazioni che permettono di discutere insieme il libro mentre si legge. Ma è proprio vero che la lettura si è trasformata in un’attività sociale e condivisa grazie alle piattaforme social oppure rimane sostanzialmente un atto individuale? E come si può favorire la lettura tra i giovani? Nel workshop sulla biblioteca scolastica come ambiente di apprendimento saranno, tra l’altro, esaminate l’azione #24 del Piano Nazionale Scuola Digitale e alcune esperienze di reti bibliotecarie scolastiche di qualità, con particolare attenzione all’organizzazione degli spazi e all’utilizzazione delle risorse digitali.

Il digitale sta entrando con forza nell’insegnamento della musica a scuola, con la vasta diffusione di dispositivi mobili (smartphone e tablet) in grado di offrire una  varietà di applicazioni per l’educazione musicale. Il workshop è rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e intende presentare gli strumenti di base per una didattica musicale da svolgersi mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’incontro ha come principale riferimento la pratica e la composizione musicale e l’acquisizione di competenze in modo informale attraverso l’utilizzo di applicazioni Cloud-based. I partecipanti verranno direttamente coinvolti nelle attività laboratoriali.

Il workshop sarà rivolto a chiunque abbia voglia di approfondire la conoscenza della piattaforma europea eTwinning per i gemellaggi elettronici tra scuole. L’incontro sarà focalizzato sulla descrizione degli strumenti offerti dalla piattaforma eTwinning, in particolare la modalità di ricerca partner, le modalità di interazione con i colleghi europei, e lo spazio di collaborazione a distanza chiamato TwinSpace. Saranno inoltre mostrate alcune esperienze dei docenti.che possono definirsi buone pratiche da un pinto di vista d’innovazione del modello didattico. La formazione sarà curata e condotta dallo staff dell’Unità nazionale eTwinning Italia in collaborazione con gli mbasciatori eTwinning che parteciperanno in qualità di relatori ed esperti. Il workshop è libero fino ad esaurimento posti e avrà la durata di circa 2 ore. Si consigliano i partecipanti di essere forniti di laptop o tablet per una migliore partecipazione. Per maggiori info su eTwinning: www.etwinning.it.

Come cambia l’insegnamento della Filosofia nella società della conoscenza? In che modo l’apprendimento della Filosofia promuove una scuola aperta, inclusiva, innovativa in un mondo globale? A partire dai temi di rinnovamento didattico proposti nel Documento elaborato dal Gruppo tecnico-scientifico del MIUR per promuovere “la filosofia per tutti” e migliorarne la qualità, nel corso del workshop si dialogherà con i docenti su metodologie e pratiche didattiche come critical thinking e debate, didattica per competenze e interdisciplinarità, scrittura argomentativa e CLIL, digital humanities e risorse di apprendimento. In particolare saranno presentati e discussi: il monitoraggio sull’insegnamento/apprendimento della Filosofia, il Sillabo per competenze, esperienze didattiche realizzate nelle scuole su Filosofia e CLIL, Filosofia e Alternanza Scuola Lavoro, Filosofia e Debate. L’obiettivo principale del workshop è di avviare su tali proposte e in una dimensione internazionale progetti, percorsi e azioni in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda 2030 dell’ONU e con la nuova visione di educazione delineata dal  World Education Forum dell’UNESCO nella “Incheon Declaration Education 2030:Towards inclusive and equitable quality education and lifelong learning for all”.

Compìta è un progetto pilota finalizzato a promuovere l’innovazione didattica dell’italiano nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, sostenuto da un protocollo del MIUR, Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici, con l’Università di Bari capofila, che ha coinvolto in una sperimentazione triennale altre dieci università e quarantacinque scuole di secondo grado (licei, istituti tecnici e istituti professionali), selezionate su tutto il territorio nazionale. Compìta ha proposto un modello d’insegnamento della lingua e soprattutto della letteratura italiana che vede nella didattica per competenze una necessità ineludibile anche nel campo delle discipline umanistiche e che mira pertanto a sviluppare competenze in italiano – da qui il titolo del progetto: Comp-Ita, ovvero le Competenze dell’italiano. Per favorire la riappropriazione del testo da parte degli studenti, attraverso un percorso di comprensione, analisi, interpretazione dell’opera letteraria, la cooperazione tra docente e studente, richiesta da una didattica laboratoriale e dalla ricerca-azione, diviene fattore strategico nel processo di insegnamento-apprendimento linguistico-letterario e obiettivo prioritario di un’adeguata formazione dei docenti di lettere. Il workshop presenta alcuni risultati del progetto: documenti e contributi teorici, materiali didattici, attività di formazione per i docenti, prodotti realizzati dalle scuole nel corso degli anni in diversi seminari nazioni e interregionali, il sito internet del progetto. Parteciperanno alcuni componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto, alcuni dei docenti e degli studenti protagonisti delle attività svolte.

Un insegnamento delle scienze context based ( denominato anche approccio STS, Science-Technology-Society) crea una linea di connessione tra lo studio e la vita pratica e sviluppa anche negli studenti la responsabilità sociale e il pensiero critico per quanto riguarda gli aspetti ambientali ed etici. L’obiettivo dell’educazione scientifica è quello di rendere gli studenti futuri cittadini responsabili che capiscano le interazioni (e i limiti) tra Scienza e Tecnologia nella società attuale. L’insegnamento delle discipline Biologia, Chimica e Scienze della Terra deve essere orientato all’integrazione delle stesse in modo ottenere risultati di apprendimento ed acquisizione di competenze più efficaci negli studenti. In questo workshop vengono presentate, nell’ambito del progetto nazionale LSOSAlab, alcune best practice attuate nelle scuole coinvolte nel progetto. Vengono anche presentati esempi di laboratorio povero, inteso come attività laboratoriale che si può fare in aula con strumenti e materiali generalmente disponibili nella quotidianità, facilmente reperibili.

In accordo con quanto evidenziato nel rapporto EURIDYCE 2011 “Science Education in Europe”, il declino di interesse dei giovani nelle scienze, in particolare nella Fisica, è in parte dovuto alla rappresentazione delle discipline come una serie di fatti decontestualizzati lontani dall’esperienza di vita quotidiana. Il progetto nazionale LSOSAlab vede tra le principali motivazioni quella di dare ai docenti di materie scientifiche il supporto necessario per allestire e gestire attività pratiche e sperimentali, essenziali per stimolare l’attitudine al ragionamento scientifico e alla ricerca, anche prendendo spunto dall’esperienza quotidiana (laboratorio povero). Ha il fine di promuovere il cambiamento da una metodologia didattica prevalentemente deduttiva, adottata nella scuola, in una metodologia P&PBL (Project & Problem-based Learning), metodologia che può comunque convivere con la metodologia tradizionale e alternarsi nelle attività di classe. In questo Workshop viene presentata la piattaforma http://ls-osa.uniroma3.it per le discipline di Fisica, strutturata in un database di attività pratiche, proposte dai docenti dei Licei coinvolti, che vengono sottoposte a validazione da parte dell’Università e dagli stessi docenti (peer review) in modo da rendere la proposta (articolo) facilmente ed efficacemente fruibile da tutta la comunità. I tipi di attività che vengono proposte sono l’osservazione e l’interpretazione fenomenologica, la realizzazione di esperimenti, la realizzazione e l’uso di applet per il laboratorio virtuale, la progettazione e realizzazione di percorsi anche interdisciplinari.

In generale l’apprendimento risulta più efficace se è ottenuto attraverso il “fare“ (learning by doing); se la conoscenza viene veicolata attraverso la soluzione di problemi reali rimane nel bagaglio dello studente per un tempo maggiore e può essere utilizzata in altri contesti. Il PP&S (Problem Posing & Solving) è un metodo di insegnamento dinamico che pone lo studente di fronte a sfide e a problemi reali, il metodo viene messo in relazione con lo sviluppo di competenze. Nell’ambito matematico – scientifico la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica ha promosso interventi nazionali volti ad aggiornare le competenze dei docenti e contemporaneamente a promuovere l’ applicazione in aula dei risultati della formazione. Il progetto PP&S persegue il fine primario di attivare un processo di innovazione didattica basato sulla crescita di una cultura Problem Posing & Solving che investa trasversalmente la struttura disciplinare della matematica con un uso più maturo e consapevole delle tecnologie informatiche. La caratteristica fondamentale del progetto, diretto a tutti gli indirizzi di studio della secondaria di II grado, è lo svolgimento delle attività di formazione per docenti nell’ambito matematico-informatico in un “ambiente di apprendimento” costituito dall’integrazione di un ACE (Ambiente di calcolo Evoluto) con una piattaforma di erogazione/gestione/condivisione didattica. Vengono, quindi, presentati in questo Workshop alcuni risultati che dimostrano l’efficacia del metodo PP&S nell’ambito dell’insegnamento e dell’apprendimento della matematica e dell’alternanza tra lezioni frontali e utilizzo di piattaforme e-learning, in modo da creare un apprendimento che travalichi lo spazio fisico dell’aula e il l’orario della lezione, creando tre comunità di apprendimento, i docenti, gli studenti e i binomi docente-studenti della classe che interagiscono condividendo contenuti e problemi. (www.progettopps.it)

Il QCER può essere usato come valido strumento per attivare un efficace percorso di valutazione formativa, nel quale lo studente è realmente protagonista del proprio apprendimento linguistico, anche in un’ottica di Life Long Learning?

Le informazioni raccolte con misurazioni di classe rappresentano una fonte di informazioni essenziali circa processo di acquisizione degli studenti e gli interventi didattici da attuare. I feedback sulle performance però sono spesso giudizi o punteggi che poco comunicano sui progressi o sulle difficoltà dello studente e che non indirizzano il docente verso le attività più efficaci da proporre in classe. Lo scopo del docente è quello di perseguire un percorso che risulti formativo e che intenda avvalersi di validi mezzi per potenziare insegnamento e apprendimento. L’uso del feedback qualitativo si rivela fondamentale e la sua natura deve essere pensata per essere compresa dai diversi protagonisti del progetto formativo: gli studenti, in modo che possano capire lo stato del proprio apprendimento, gli insegnanti, affinché siano in grado di ricavare le informazioni effettivamente utili per la programmazione, i genitori, al fine di essere informati sulle decisioni di classe. Le tecnologie nell’ambito delle lingue straniere consentono di affiancare costantemente lo studente nel suo processo di apprendimento, anche attraverso modalità di e-feedback.

Il workshop focalizza su esperienze concrete di uso del QCER per sviluppare un percorso formativo coerente nell’ambito delle competenze linguistiche, anche attraverso l’uso della modalità e-feedback.

Quale è il significato degli acronimi CLIL (Content and Language Integrated Learning) e TELL (Technology Enhanced Language Learning)? Quale è il valore aggiunto delle tecnologie nell’apprendimento delle lingue e nell’implementazione del CLIL?

Il workshop si colloca all’interno del recente quadro pedagogico e normativo in riferimento al valore aggiunto che le tecnologie, la multimedialità e gli ambienti di apprendimento innovativi possono apportare ai processi di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere, anche con approccio CLIL.

Verranno mostrati esempi di progetti realizzati dalle scuole in questo ambito, mettendo in luce i processi, i prodotti e i risultati in termini di learning outcomes degli studenti, anche alla luce del monitoraggio sui progetti CLIL dell’a.s. 2015-16 condotto da INDIRE in collaborazione con il MIUR. Saranno inoltre forniti suggerimenti a risorse, materiali e repository di immediata spendibilità in classe.

Un focus particolare sarà dedicato al potenziale delle learning technologies per le lingue straniere e per il CLIL, con particolare riferimento allo sviluppo professionale dei docenti, anche in considerazione del Piano Nazionale per la Formazione dei docenti del MIUR.

Il massiccio uso delle tecnologie digitali e multimediali e il rinnovamento degli ambienti e degli scenari di apprendimento della scuola del XXI secolo costringono a ripensare le metodologie di insegnamento orientate allo sviluppo delle competenze linguistiche, adottando approcci poliedrici e integrati, che non possono ignorare le esigenze e gli stili cognitivi degli studenti di oggi.

Le competenze linguistiche si collocano dunque all’interno di un mosaico più ampio, che la ricerca scientifica definisce “pluriliteracies”, essenziali per un apprendimento efficace e permanente.

Per accogliere e superare le sfide dell’Europa del XXI secolo, il docente di lingue straniere è chiamato a creare, anche con l’uso delle ICT, uno scenario innovativo, un ambiente di apprendimento diverso, autentico ed efficace.
Durante il workshop verranno offerti suggerimenti ed esempi di materiali attinti dai repository INDIRE, finalizzati alla progettazione, implementazione, valutazione di un curricolo plurilingue per la scuola del XXI secolo.

Che cosa cambia nella scuola con l’Alternanza Scuola-Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione del sistema educativo? Come si coniuga il cambiamento in atto nella smart factory con la ricerca dell’innovazione didattica? Quali sono i modelli di apprendimento Work-Based che possono essere trasferiti nella scuola apportando contaminazioni, ma anche creatività e senso dell’organizzazione?
L’alternanza formativa è certamente un’opportunità di crescita e di trasformazione del nostro sistema scolastico; un affascinante percorso di andata e ritorno che dalla scuola conduce nei contesti di lavoro; un “circolo virtuoso” di idee e progetti in grado di generare il cambiamento della didattica. Ma è anche una sfida in cui insegnanti e dirigenti sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi e del terzo settore; con le loro complesse dinamiche; con la cultura del lavoro e con le diverse forme di innovazione efficace che oggi provengono dai contesti produttivi più avanzati.

Il workshop esporrà un’esperienza di ricerca-azione con studenti e docenti; ne illustrerà il modello e le azioni; fornirà i dispositivi e i primi risultati. Il percorso biennale che sarà presentato è orientato a promuovere le competenze strategiche nell’apprendere (con attenzione alle strategie e ai processi cognitivi, metacognitivi, motivazionali e affettivi) attraverso l’accompagnamento personalizzato e di gruppo degli allievi e a incentivare una prassi didattica capace di valutare e sviluppare le competenze strategiche trasversali in classe (biennio) e nell’alternanza scuola-lavoro (triennio).

SCIENTIX fornisce ai docenti occasioni formative di alta qualità per motivare gli studenti agli studi scientifici e renderli responsabili, intraprendenti, creativi e contribuisce allo sviluppo di iniziative nazionali per una più diffusa adozione di approcci efficaci e coinvolgenti all’educazione scientifica.  SCIENTIX ha creato a questo scopo un ricchissimo portale e una comunità aperta e internazionale di docenti, ricercatori in ambito pedagogico, decisori politici e altri professionisti dell’educazione STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), una rete di Punti Nazionali di Contatto e un gruppo di entusiasti docenti Ambasciatori che, durante questo workshop, faranno conoscere le opportunità offerte da SCIENTIX e le esperienze concrete, ispirate da questo progetto, realizzate con i propri studenti.