Il tema dell’innovazione della didattica è affrontato in diverse aree disciplinari e pluridisciplinari. Il tema della didattica laboratoriale e di un diverso modo di progettare la didattica è una delle dimensioni del cambiamento.

Gli workshop elencati in questa area tematica illustrano proposte ed esperienze di innovazione della didattica disciplinare. Saranno presentate proposte per i diversi livelli scolastici e per vari ambiti disciplinari ed interdisciplinari già realizzate nelle scuole italiane e in quelle europee.

E’ prevista una attività preliminare alla partecipazione a Didacta che consiste in una lezione introduttiva al tema e un intervento live di un esperto al quale si potranno porre domande. Sarà attivato un Forum di supporto alle attività di formazione.



Workshop percorso formativo

L’innovazione nella scuola del futuro non può attuarsi se non cambiando la didattica e le metodologie per rendere lo studente sempre più protagonista del suo processo di apprendimento. Su questi temi, su come progettare, come “guardare la scuola anche con gli occhi degli studenti”, come supportare i docenti in questo cambiamento e per una scuola veramente innovativa, ImparaDigitale propone un momento di riflessione e di analisi, facendo proposte concrete presentando il Curriculum Mapping, una piattaforma ideata per la progettazione per competenze, creata da docenti per i docenti.

La metodologia dell’analisi visuale, nata in ambito sociologico, può costituire un approccio innovativo anche nei contesti educativi. Le immagini, strumento polisemico, possono offrire una nuova lettura della realtà e contribuire alle tematiche salienti sulle quali fare formazione più specifica e utile al personale della scuola. Il dibattito verterà sui metodi di narrazioni visuali e scritti, con particolare attenzione alla loro applicazione in contesti educativi. La metodologia dell’analisi visuale può essere considerata una metodologia pedagogica? E può essere integrata con altre metodologie? Quali sono le sue caratteristiche? È utile per il docente pensare anche “con gli occhi”? Qual è oggi la valenza delle narrazioni scritte? Infine, se “l’insegnante è testimone del mondo”, la scuola deve ripartire dalle immagini o dalle parole? Tutto ciò sarà oggetto del dibattito.

I relatori, dopo aver illustrato i tratti distintivi e le peculiarità dell’alto potenziale cognitivo e della plusdotazione, si concentreranno sul percorso per sviluppare il talento dei bambini plusdotati e concluderanno analizzando la didattica adatta a loro, in un’ottica di inclusività nella classe di riferimento. Si parlerà quindi di metodi di inclusività, del rapporto fra scuola, famiglia e bambini ad alto potenziale cognitivo, e saranno presentate due esperienze reali, una di scuola primaria e una della secondaria di primo grado.

Modera: Claudia Arletti, giornalista, Il Venerdì di “Repubblica”

Saluti:
Carmela Palumbo, Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione – Miur
Valeria Fazi, Presidente Aget – Associazione Genitori Education to Talent – Dottore Commercialista e Revisore Legale

Tratti distintivi e peculiarità dell’alto potenziale cognitivo e della plusdotazione
David Polezzi, Ph.D., Psicologo, Psicoterapeuta, Mentecomportamento

Un’esperienza di scuola primaria
Daniela Ribon, Vicaria e Insegnante di Scuola Primaria, Istituto Comprensivo Ippolito Nievo di San Donà di Piave (VE)

Un’esperienza di scuola secondaria di primo grado
Maria Luisa Cantarelli, Docente di Lettere, Istituto Comprensivo Ippolito Nievo di San Donà di Piave (VE)

Metodi di inclusività
Antonio Silvagni, Docente curricolare di Italiano e Latino, Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci”, scuola secondaria di secondo grado, Arzignano (VI)

I bambini ad alto potenziale cognitivo: la famiglia e la scuola
Valeria Fazi, Presidente Aget (Associazione Genitori Education to Talent), Dottore Commercialista e Revisore Legale.

 

Il laboratorio intende affrontare la tematica della pratica orchestrale con i giovani, intesa come strumento privilegiato di crescita e formazione musicale. Durante il workshop verranno affrontate molte tematiche: dall’orchestra scolastica come strumento didattico, agli elementi oggettivi e soggettivi della tecnica gestuale; dalla lettura e analisi della partitura alla conoscenza analitica degli strumenti dell’orchestra fino alle diverse forme della composizione didattica: l’orchestrazione e l’elaborazione.

Si tratta di progetti di promozione dell’esperienza musicale precoce nei servizi educativi, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria che nascono dall’idea di offrire ai bambini, fin dalla più tenera età, la possibilità di avvicinarsi alla musica in modo naturale portando all’attenzione delle famiglie, delle istituzioni e delle scuole la grande importanza dell’arte e della esperienza musicale. Vi collaborano tanti musicisti e i più importanti esperti formatori a livello nazionale che hanno organizzato attività musicali pensate appositamente per i più piccoli, laboratori e occasioni di formazione rivolte a educatori, operatori e famiglie ed organizzate in modo integrato fra :

  • Laboratori per bambini presso nidi, scuole d’infanzia e scuole primarie;
  • Attività di formazione specifica per educatori insegnanti  e genitori;
  • Concerti e spettacoli in cui artisti e promotori lavorano a titolo gratuito ed i cui proventi sono utilizzati per finanziare progetti musicali gratuiti per la prima infanzia.

Le metodologie adottate sono diverse (a cura degli esperti e formatori che vengono invitati a far parte del progetto), ma l’esperienza sul campo di molti insegnanti fa si che vengano create nuove metodologie, frutto di un lungo percorso di conoscenza e applicazione. A tutt’oggi Nidi di Note ha attivato 36 percorsi gratuiti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna e 20 percorsi nelle scuole elementari. Sono stati attivate inoltre 7 Master Class frequentate da educatori, insegnanti e genitori.

Le associazioni e gli artisti che hanno collaborato, sostenuto e prestato la loro opera per Nidi di note e Note elementari sono: Sonia Peana, Paolo Fresu , Vasco Rossi, Quartiere Savena, ARCI Benassi,  Chialab, Squeezezoom bottega, Milena Vukotic, Ada Grifoni, Anton Berovski, Piero Salvatori, Nico Ciricugno, Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Paola Turci, Elena Annovi, Stefano Bagnoli, Roberto Cipelli, Stefano Nosei, Chiara Sintoni, Paolo Somigli, Bruno Tognolini, Alessandro Sanna, Alessandro Delpiano, Beppe Chia, Licia Navarrini, Roberto Cabras, Andrea Melega, Luigi Mosso, Daniele Franchi, Pino Ninfa, Luca Devito, Gaetano Curreri, Fabrizio Foschini, Daniele Di Bonaventura, Silvia Testoni, Vito Baroncini, Gianni Grassilli, Fabrizio Dall’Oca, Giorgio Minardi, Cristian Buccioli, Marco Ghilarducci, André Casaca, Gabriella Sartini, Libero Farné, Bruno Nataloni, Ornella Vanoni, Federico Poggipollini.

 

Contenuti del workshop:

  • Presentazione del progetto dalla nascita in tutte le sue fasi
  • Presentazione di “Note elementari” e suoi sviluppi
  • Spunti pedagogici e metodologie utilizzate
  • Proiezione di video sulle attività
  • Attività e dimostrazione pratica di una unità di apprendimento laboratoriale di ascolto e di produzione sonora con l’ausilio di strumenti musicali.

Durante il laboratorio di coralità e improvvisazione si insisterà sul significato di “qualità vocale”, sulla partecipazione del corpo e sull’uso dello spazio per abituare a una relazione dinamica e vitale con se stessi e con il gruppo. Il lavoro sarà incentrato sull’improvvisazione corale e sullo sviluppo dell’ascolto, con l’obiettivo di evocare situazioni emotive o di creare ritmi e armonizzazioni sopra cui si inseriranno canzoni o frasi melodiche, dando spazio alla capacità del gruppo, di volta in volta, di “passarsi la parola”. Il senso del lavoro è legato alla possibilità che ogni persona diventi “autore” in piena autonomia, come in uno stormo di volatili in cui ogni singolo uccello segue alcune semplici regole, come regolare la propria velocità su quella degli altri o mantenersi a distanza di sicurezza dai compagni di percorso, per creare insieme una forma che potenzi il proprio volo, con un fenomeno di auto-organizzazione interna e dinamica. Anche lo spazio sarà utilizzato in relazione a ciò che accadrà e alle necessità concrete che emergeranno.

1. Improvvisazioni non procedurali e/o non idiomatiche nell’educazione musicale per i ragazzi. Il workshop affronterà il tema della improvvisazione nell’educazione musicale per i ragazzi. Sarà condotto in chiave interattiva con la partecipazione diretta del pubblico al quale saranno proposte attività di produzione musicale con il corpo e con la voce.

2. Metodologie dell’improvvisazione musicale fra linearità e non linearità. Il workshop affronta il rapporto fra non linearità e improvvisazione musicale grazie all’analisi e allo studio della partitura di un brano musicale che contiene segni musicali in notazione standard e grafica. Se l’uso della notazione musicale tradizionale veicola contenuti musicali fondamentalmente lineari, il segno grafico consente di aprire il campo all’improvvisazione e all’esecuzione di contenuti musicali non lineari.

Il workshop presenterà tre progetti nazionali promossi e coordinati dal Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica in favore della promozione dell’educazione e della pratica musicale a scuola:

  • “Musica è scuola”
  • “Musica a scuola” (un’iniziativa che nasce dalla collaborazione fra il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica e l’Indire, per la creazione di una una piattaforma web rivolta ad alunni, docenti e famiglie, con l’obiettivo di informare e condividere prassi didattiche in ambito musicale e supportare l’attività formativa degli insegnanti);
  • “Nessun parli”.

A differenza di altre discipline, come ad esempio le scienze, le lingue e la matematica, la didattica laboratoriale rimane per l’italiano un concetto che fatica ad attecchire e che si accompagna di solito ad attività progettuali extra-curriculari o interdisciplinari. Ad esempio, per l’insegnamento della grammatica la maggior parte degli insegnanti e dei libri di testo si rifà al modello tradizionale legato a una didattica frontale e trasmissiva e a un apprendimento di tipo mnemonico. In questo laboratorio immersivo saranno presentati gli esiti e le testimonianze di un progetto di ricerca in cui un gruppo di docenti, dalla prima primaria al secondo anno del biennio, hanno provato a introdurre nella loro pratica didattica un diverso modello teorico grammaticale, quello della grammatica valenziale e ad indagarne la possibile trasposizione in un protocollo di lavoro in classe di tipo attivo, ovvero in un modello di laboratorio di riflessione sulla lingua. Vedremo come una lezione di grammatica possa mutuare dalla didattica delle scienze la metodologia investigativa, ovvero come la lingua possa diventare oggetto di scoperta e di indagine da parte degli alunni, guidati a “rintracciare” quella struttura grammaticale che è già in loro possesso in quanto parlanti e che ha solo bisogno di essere esplicitata e sistematizzata.

L’obiettivo principale del workshop è quello di porre attenzione al tema dell’insegnamento delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Si proporranno riflessioni e sperimentazioni sull’insegnamento/apprendimento delle materie scientifiche con l’uso delle nuove tecnologie e si approfondirà il rapporto tra diffusione della cultura tecnico-scientifica e crescita delle opportunità di occupazione per i giovani, con particolare attenzione al divario di genere e al ruolo della donna. Si affronteranno tre tematiche che rappresenteranno il terreno su cui si svilupperà il seminario: il modello culturale dei “contenuti” per un docente ricercatore; il ruolo delle tecnologie nella didattica delle STEM; la comunicazione scientifica e il public engagement.

Il Sistema Nazionale di Valutazione è finalizzato al miglioramento degli esiti formativi delle scuole. La valutazione assume quindi un ruolo fondamentale per conoscere e trasformare i processi di insegnamento/apprendimento e per promuovere l’innovazione. È essenziale conoscere e interpretare i dati emersi dal monitoraggio sui Piani di Miglioramento elaborati dalle scuole. Questo workshop parte proprio dalla presentazione di ciò che le scuole hanno fatto, non limitandosi ai soli dati quantitativi, ma applicando tecniche di analisi semantica sui contenuti dei piani. Il monitoraggio rileva l’impegno con cui le scuole si sono misurate con le nuove metodologie che stanno alla base della pianificazione del miglioramento, ma anche la tendenza ad attestarsi su traguardi “prudenti”, misurabili e raggiungibili nel breve periodo. Da molte parti si sostiene che per migliorare il sistema scolastico non bastino misure limitate e circoscritte, ma che occorra invece un’innovazione radicale dell’ambiente di apprendimento, più ambiziosa e legata a una visione globale del futuro dell’educazione. È auspicabile che le energie orientate al cambiamento siano impegnate a raggiungere obiettivi di miglioramento circoscritti e documentabili, o è bene invece che si valorizzi maggiormente l’operato di chi sperimenta soluzioni innovative radicali, capaci di scardinare la routine scolastica tradizionale? I fautori delle due visioni del cambiamento della scuola si misureranno in un confronto che tiene conto sia delle dinamiche in atto nel nostro Paese in seguito all’avvio del SNV, sia delle iniziative in atto in ambito internazionale.

La rete e il digitale hanno profondamente cambiato l’approccio del lettore col testo. Oggi si parla infatti anche di social reading, intendendo un tipo di lettura che offre possibilità più varie di quella su carta perché si basa su servizi online, siti o applicazioni che permettono di discutere insieme il libro mentre lo si legge. Ma è proprio vero che la lettura si è trasformata in un’attività sociale e condivisa grazie alle piattaforme social oppure rimane sostanzialmente un atto individuale? E come si può favorire la lettura tra i giovani? Nel workshop saranno esaminate l’azione #24 del Piano Nazionale Scuola Digitale e alcune esperienze di reti bibliotecarie scolastiche di qualità, con particolare attenzione all’organizzazione degli spazi e all’utilizzazione delle risorse digitali.

Il digitale sta entrando con forza nell’insegnamento della musica a scuola, con la vasta diffusione di dispositivi mobili (smartphone e tablet) in grado di offrire una  varietà di applicazioni per l’educazione musicale. Il workshop è rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e intende presentare gli strumenti di base per una didattica musicale da svolgersi mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’incontro ha come principale riferimento la pratica e la composizione musicale e l’acquisizione di competenze in modo informale attraverso l’utilizzo di applicazioni “cloud-based”. I partecipanti verranno direttamente coinvolti nelle attività laboratoriali.

Durante il workshop, indirizzato a docenti e dirigenti scolastici di ogni ordine e grado, si descriveranno gli strumenti offerti da eTwinning, le modalità di interazione con i colleghi europei e il TwinSpace, lo spazio di collaborazione a distanza. Ma si parlerà anche delle molte opportunità di formazione online e in presenza che il progetto europeo offre e dei gruppi di discussione messi a disposizione dei docenti iscritti alla piattaforma digitale. Dopo l’introduzione alla community, alcuni docenti e dirigenti scolastici racconteranno la loro esperienza con i gemellaggi europei, evidenziando l’impatto di eTwinning sull’innovazione della didattica. Saranno molti, dunque, i temi affrontati: dal project based learning alla didattica per competenze, dall’apprendimento incentrato sull’alunno alla cittadinanza attiva, dall’integrazione delle tecnologie nella didattica al peer learning, fino all’inclusione, alla formazione continua dei docenti e al concetto di internazionalizzazione della scuola. Condurrà l’incontro lo staff dell’Unità nazionale eTwinning Italia, in collaborazione con gli Ambasciatori eTwinning.

Come cambia l’insegnamento della Filosofia nella società della conoscenza? In che modo l’apprendimento della Filosofia promuove una scuola aperta, inclusiva, innovativa in un mondo globale? A partire dai temi di rinnovamento didattico proposti nel Documento elaborato dal Gruppo tecnico-scientifico del MIUR per promuovere “la filosofia per tutti” e migliorarne la qualità, nel corso del workshop si dialogherà con i docenti su metodologie e pratiche didattiche come critical thinking e debate, didattica per competenze e interdisciplinarità, scrittura argomentativa e CLIL, digital humanities e risorse di apprendimento. In particolare saranno presentati e discussi: il monitoraggio sull’insegnamento/apprendimento della Filosofia, il Sillabo per competenze, esperienze didattiche realizzate nelle scuole su Filosofia e CLIL, Filosofia e Alternanza Scuola Lavoro, Filosofia e Debate. L’obiettivo principale del workshop è di avviare su tali proposte e in una dimensione internazionale progetti, percorsi e azioni in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile presenti nell’Agenda 2030 dell’ONU e con la nuova visione di educazione delineata dal World Education Forum dell’UNESCO nella “Incheon Declaration Education 2030:Towards inclusive and equitable quality education and lifelong learning for all”.

Compìta è un progetto pilota finalizzato a promuovere l’innovazione didattica dell’italiano nel secondo biennio e nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, sostenuto da un protocollo del MIUR, Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici, con l’Università di Bari capofila, che ha coinvolto in una sperimentazione triennale altre dieci università e quarantacinque scuole di secondo grado (licei, istituti tecnici e istituti professionali), selezionate su tutto il territorio nazionale. Compìta ha proposto un modello d’insegnamento della lingua e soprattutto della letteratura italiana che vede nella didattica per competenze una necessità ineludibile anche nel campo delle discipline umanistiche e che mira pertanto a sviluppare competenze in italiano – da qui il titolo del progetto: Comp-Ita, ovvero le Competenze dell’italiano. Per favorire la riappropriazione del testo da parte degli studenti, attraverso un percorso di comprensione, analisi, interpretazione dell’opera letteraria, la cooperazione tra docente e studente, richiesta da una didattica laboratoriale e dalla ricerca-azione, diviene fattore strategico nel processo di insegnamento-apprendimento linguistico-letterario e obiettivo prioritario di un’adeguata formazione dei docenti di lettere. Il workshop presenta alcuni risultati del progetto: documenti e contributi teorici, materiali didattici, attività di formazione per i docenti, prodotti realizzati dalle scuole nel corso degli anni in diversi seminari nazioni e interregionali, il sito internet del progetto. Parteciperanno alcuni componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Progetto, alcuni dei docenti e degli studenti protagonisti delle attività svolte.

Un insegnamento delle scienze context based (denominato anche approccio STS, ovvero Science-Technology-Society) crea una linea di connessione tra lo studio e la vita quotidiana e sviluppa negli studenti la responsabilità sociale e il pensiero critico per quanto riguarda gli aspetti ambientali ed etici. L’obiettivo dell’educazione scientifica è quello di rendere gli studenti futuri cittadini responsabili in grado di capire le interazioni tra la scienza e la tecnologia nella società attuale. In questo workshop verranno presentate, nell’ambito del progetto nazionale LSOSAlab, alcune best practice attuate nelle scuole coinvolte nel progetto. Verranno poi presentati esempi di “laboratorio povero”, inteso come attività laboratoriale che si può fare in aula con strumenti e materiali facilmente reperibili nella quotidianità. Nell’ambito della didattica informale ed extracurriculare, verrà introdotta l’iniziativa “Science in a box”: una serie di kit didattici realizzati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla scienza. In particolare verrà illustrata l’attività laboratoriale “Plant Science box”: Cosa nascondono le piante al loro interno? Quali sono i principali nemici delle colture? Cosa sono i virus? Cosa accade quando attaccano le piante? Una raccolta di esperimenti, differenziati per ogni età – dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado – accompagnati da attività sperimentali su temi di biologia e scienze naturali per accendere nei ragazzi la curiosità verso il mondo che ci circonda.

In accordo con quanto evidenziato nel rapporto EURIDYCE 2011 “Science Education in Europe”, il declino di interesse dei giovani nelle scienze, in particolare nella Fisica, è in parte dovuto alla rappresentazione delle discipline come una serie di fatti decontestualizzati lontani dall’esperienza di vita quotidiana. Il progetto nazionale LSOSAlab vede tra le principali motivazioni quella di dare ai docenti di materie scientifiche il supporto necessario per allestire e gestire attività pratiche e sperimentali, essenziali per stimolare l’attitudine al ragionamento scientifico e alla ricerca, anche prendendo spunto dall’esperienza quotidiana (laboratorio povero). Ha il fine di promuovere il cambiamento da una metodologia didattica prevalentemente deduttiva, adottata nella scuola, in una metodologia P&PBL (Project & Problem-based Learning), metodologia che può comunque convivere con la metodologia tradizionale e alternarsi nelle attività di classe. In questo Workshop viene presentata la piattaforma http://ls-osa.uniroma3.it per le discipline di Fisica, strutturata in un database di attività pratiche, proposte dai docenti dei Licei coinvolti, che vengono sottoposte a validazione da parte dell’Università e dagli stessi docenti (peer review) in modo da rendere la proposta (articolo) facilmente ed efficacemente fruibile da tutta la comunità. I tipi di attività che vengono proposte sono l’osservazione e l’interpretazione fenomenologica, la realizzazione di esperimenti, la realizzazione e l’uso di applet per il laboratorio virtuale, la progettazione e realizzazione di percorsi anche interdisciplinari.

In generale l’apprendimento risulta più efficace se è ottenuto attraverso il “fare “(learning by doing); se la conoscenza viene veicolata attraverso la soluzione di problemi reali rimane nel bagaglio dello studente per un tempo maggiore e può essere utilizzata in altri contesti. Il PP&S (Problem Posing & Solving) è un metodo di insegnamento dinamico che pone lo studente di fronte a sfide e a problemi reali, il metodo viene messo in relazione con lo sviluppo di competenze. Nell’ambito matematico – scientifico la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l’Autonomia Scolastica ha promosso interventi nazionali volti ad aggiornare le competenze dei docenti e contemporaneamente a promuovere l’applicazione in aula dei risultati della formazione. Il progetto PP&S persegue il fine primario di attivare un processo di innovazione didattica basato sulla crescita di una cultura Problem Posing & Solving che investa trasversalmente la struttura disciplinare della matematica con un uso più maturo e consapevole delle tecnologie informatiche. La caratteristica fondamentale del progetto, diretto a tutti gli indirizzi di studio della secondaria di II grado, è lo svolgimento delle attività di formazione per docenti nell’ambito matematico-informatico in un “ambiente di apprendimento” costituito dall’integrazione di un ACE (Ambiente di calcolo Evoluto) con una piattaforma di erogazione/gestione/condivisione didattica. Vengono, quindi, presentati in questo Workshop alcuni risultati che dimostrano l’efficacia del metodo PP&S nell’ambito dell’insegnamento e dell’apprendimento della matematica e dell’alternanza tra lezioni frontali e utilizzo di piattaforme e-learning, in modo da creare un apprendimento che travalichi lo spazio fisico dell’aula e il l’orario della lezione, creando tre comunità di apprendimento, i docenti, gli studenti e i binomi docente-studenti della classe che interagiscono condividendo contenuti e problemi. (www.progettopps.it)

La didattica per competenze apre nella scuola italiana una nuova ed ancora poco esplorata frontiera del curricolo: amplia gli spazi della progettazione e contribuisce al rinnovamento metodologico; modifica l’approccio degli insegnanti alle loro discipline, ridefinendone i contorni e le prospettive; consente di integrare il processo della valutazione formativa con altre modalità di monitoraggio e di verifica dei risultati di apprendimento; si collega direttamente all’alternanza scuola-lavoro, consentendo di declinare i saperi nei contesti situati e simulati che riproducono compiti e scenari autentici.
Il costrutto di competenza è diventato – a tutti i livelli, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado – un criterio regolativo del sistema di istruzione. Alla scuola delle conoscenze e delle abilità, così come l’abbiamo conosciuta da sempre, si è aggiunto un nuovo paradigma pedagogico, quello della competenza, che necessita di una formazione adeguata e presuppone nel lavoro docente un cambiamento sostanziale di metodi e strumenti.
Una didattica per competenze richiede agli insegnanti di saper guardare oltre le loro discipline; di realizzare un processo formativo trasversale ai saperi e in grado di interagire con i contesti di apprendimento situato, nella direzione di un modello di “scuola laboratorio” aperto all’innovazione e alla sperimentazione. Ma richiede anche una riflessione culturale più ampia come premessa indispensabile per intraprendere in maniera consapevole un agire professionale che sia al tempo stesso di ricerca e di azione; di conoscenza metodologica e di pratica operativa.

Come cambia la valutazione delle competenze linguistiche in una scuola che sta cambiando e che vede una profonda trasformazione dei modelli e degli ambienti didattici tradizionali, l’utilizzo dei linguaggi digitali e l’apertura alle esperienze di mobilità all’estero? Il workshop avrà come focus principali il potenziale delle ICT nell’ambito delle lingue straniere e le modalità di self-assessment, la valutazione delle competenze linguistiche basata sui “compiti di realtà”, il QCER – Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue e la prova standardizzata INVALSI per la lingua inglese. Nel corso dell’incontro verranno presentate alcune esperienze nell’ambito di queste tematiche.

Quale è il valore aggiunto del Content and Language Integrated Learning (CLIL) e del Technology Enhanced Language Learning (TELL)? Il workshop si colloca all’interno del recente quadro pedagogico e normativo in riferimento al valore aggiunto che le tecnologie e gli ambienti di apprendimento innovativi possono apportare ai processi di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere. Durante questo incontro verranno mostrati esempi di progetti realizzati dalle scuole in questo ambito, mettendo in luce i processi, i prodotti e i risultati in termini di learning outcomes degli studenti e saranno forniti suggerimenti, risorse e materiali di immediata spendibilità in classe.

Il massiccio uso delle tecnologie digitali e multimediali e il rinnovamento degli ambienti e degli scenari di apprendimento della scuola del XXI secolo costringono a ripensare le metodologie di insegnamento orientate allo sviluppo delle competenze linguistiche, adottando approcci poliedrici e integrati, che non possono ignorare le esigenze e gli stili cognitivi degli studenti di oggi. Le competenze linguistiche si collocano dunque all’interno di un mosaico più ampio, che la ricerca scientifica definisce pluriliteracies, essenziali per un apprendimento efficace e permanente. Per accogliere e superare le sfide dell’Europa del XXI secolo, il docente di lingue straniere è chiamato a creare, anche con l’uso delle ICT, uno scenario innovativo, un ambiente di apprendimento diverso, autentico ed efficace. Durante il workshop verranno offerti suggerimenti ed esempi di materiali attinti dai repository Indire, finalizzati alla progettazione, implementazione, valutazione di un curricolo plurilingue per la scuola del XXI secolo.

Che cosa cambia nella scuola con l’Alternanza Scuola-Lavoro? In che modo le imprese possono concorrere alla trasformazione del sistema educativo? Come si coniuga il cambiamento in atto nella smart factory con la ricerca dell’innovazione didattica? Quali sono i modelli di apprendimento Work-Based che possono essere trasferiti nella scuola apportando contaminazioni, ma anche creatività e senso dell’organizzazione? L’alternanza formativa è certamente un’opportunità di crescita e di trasformazione del sistema scolastico, un affascinante percorso di andata e ritorno che dalla scuola conduce nei contesti di lavoro; un “circolo virtuoso” di idee e progetti in grado di generare il cambiamento della didattica. Ma è anche una sfida in cui insegnanti e dirigenti sono chiamati a confrontarsi con la realtà delle imprese, dei servizi e del terzo settore; con le loro complesse dinamiche; con la cultura del lavoro e con le diverse forme di innovazione efficace che oggi provengono dai contesti produttivi più avanzati.

 

Il workshop presenterà il modello e le azioni di un’esperienza di ricerca-azione biennale portata avanti con studenti e docenti, fornendone i primi risultati. Il percorso è stato orientato a promuovere le competenze strategiche nell’apprendere – ponendo particolare attenzione ai processi cognitivi, metacognitivi, motivazionali e affettivi, anche attraverso l’accompagnamento personalizzato degli allievi – e a incentivare una prassi didattica capace di valutare e sviluppare le competenze strategiche trasversali in classe (nel biennio) e nell’alternanza scuola-lavoro (nel triennio).

SCIENTIX è il progetto europeo che fornisce ai docenti occasioni formative di alta qualità per motivare gli studenti agli studi scientifici e contribuisce allo sviluppo di iniziative nazionali per una più diffusa adozione di approcci efficaci e coinvolgenti all’educazione scientifica. SCIENTIX ha creato a questo scopo un ricchissimo portale e una comunità aperta e internazionale di docenti, ricercatori in ambito pedagogico, decisori politici e altri professionisti dell’educazione STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Un gruppo di entusiasti docenti Ambasciatori, durante questo workshop, farà conoscere le opportunità offerte da SCIENTIX e alcune esperienze concrete, ispirate da questo progetto, realizzate con i propri studenti.