Cambiare lo spazio della scuola è una delle dimensioni più importanti dell’innovazione. La spazio infatti insegna e progettare la scuola del futuro coinvolge architetture ed arredi. In questa area sono introdotte le tematiche che riguardano la trasformazione dello spazio in modo funzionale ad un diverso modello didattico.

Una delle dimensioni dell’innovazione del modello educativo è rappresentato dallo spazio. Le architetture scolastiche e gli arredi sono stati progettati in funzione di un modello didattico che oggi mostra i segni del tempo e non è più adeguato ai nuovi paradigmi didattici che si stanno affermando. Nei workshop di questa area sono presentati i temi della riorganizzazione dello spazio, architetture ed arredi, della scuola del futuro.

E’ prevista una attività preliminare alla partecipazione a Didacta che consiste in una lezione introduttiva al tema e un intervento live di un esperto al quale si potranno porre domande. Sarà attivato un Forum di supporto alle attività di formazione.



Workshop percorso formativo

I docenti e gli alunni effettueranno lezione su diverse discipline utilizzando gli strumenti tecnologici ed applicazioni software. Lo scopo è quello di coinvolgere i docenti partecipanti in situazione. Durante il worshop verranno mostrati esempi pratici di didattica collaborativa e cooperativa mediante l’utilizzo della tecnologia.

 

In anteprima nazionale la presentazione di “SPAN. Laboratorio per la Scuola del Futuro”. Il progetto, che aprirà a Lucca all’inizio del 2018, è realizzato dalla Fondazione Uibi e dall’Indire. Il workshop sarà l’occasione per presentare anche il progetto www.torinofascuola.it, un processo di riqualificazione completa di due edifici scolastici torinesi.

Qual è la relazione tra gli stili di insegnamento e gli spazi educativi per l’apprendimento nel nuovo millennio? La progettazione e la riconfigurazione degli ambienti in cui insegniamo e apprendiamo è rivista in questo workshop in chiave interattiva, analizzando come oggi gli spazi educativi si espandano tra il reale e il virtuale, e come sia necessario e rilevante chiedersi come sfruttare al meglio le sinergie tra lo spazio architettonico, la pedagogia, e l’uso della tecnologia nell’aula. Durante il workshop i partecipanti avranno la possibilità di ripensare agli spazi educativi come elementi essenziali per fomentare diversi modi di imparare e diverse interazioni tra insegnanti e studenti. Il workshop presenterà il modello della Future Classroom Lab (FCL) creata da European Schoolnet, un ambiente d’apprendimento ideato a Bruxelles come modello di integrazione tra design e tecnologie supportato da teorie pedagogiche. La FCL consta di sei zone di apprendimento, ognuna identificata con un verbo che sottolinea l’azione pedagogica privilegiata in quell’area: creare, interagire, presentare, ricercare, confrontarsi, sviluppare. Durante il workshop, i partecipanti avranno la possibilità di valutare come ognuna di queste zone (e i concetti pedagogici che la accompagnano) possa essere riprodotta in diversi ambienti e contesti. L’incontro offrirà inoltre opportunità di interazione per identificare come ognuno di questi elementi si articoli in chiave virtuale e come le tecnologie diventino un mezzo per sviluppare congiuntamente competenze trasversali e competenze digitali.

Si possono configurare gli spazi della scuola per supportare una didattica innovativa e promuovere l’autonomia dello studente? La scuola che conosciamo, fatta di aule, cattedra e banchi allineati, non risponde più alle esigenze di una didattica moderna e ai nuovi standard di benessere scolastico. Discuteremo il tema con il gruppo di ricerca Indire e con i protagonisti di due scuole che hanno messo al centro del proprio progetto pedagogico e didattico il “ripensamento degli ambienti scolastici”: il Circolo Didattico “San Filippo” di Città di Castello (PG) e la Alemannenschule di Wutöschingen in Germania.

La scuola “San Filippo”proporrà la sua esperienza di ripensamento degli spazi, riconfigurazione degli ambienti e “ibridazione” di ambienti originariamente pensati per una didattica trasmissiva.La Alemannenschule illustrerà in che misura gli spazi della scuola possono concretamente favorire percorsi di apprendimento in armonia con i diversi stili e ritmi di apprendimento.

Per l’Indire intervengono: Stefania Chipa, Giusy Cannella, Giuseppe Moscato, Leonardo Tosi
Per il Circolo Didattico “San Filippo”: Massimo Belardinelli (dirigente scolastico), Daniela Mori (docente), Chiara Castellari (docente)
Per la Alemannenschule: Stefan Ruppaner (dirigente scolastico), Tanja Schöler (docente), Valentin Helling (docente).

Il workshop proposto è finalizzato a dare risposta alla domanda: quale scuola progettare e perchè? Nel rapporto tra spazio e didattica sono coinvolte una serie di prospettive diverse: quelle della scuola, con la sua rete di rapporti con enti e associazioni che la supportano dall’esterno; quella dei progettisti, degli architetti e dei tecnici impegnati nell’elaborazione e realizzazione del progetto; quella della committenza e dei referenti delle amministrazioni coinvolte nella progettazione di scuole. La prima fase del workshop sarà incentrata sullo svolgimento di un brainstorming visivo. La seconda fase consisterà nella definizione e nella stesura di un piano organizzativo a indirizzo pedagogico che indichi come e dove la scuola vuole lavorare. Il piano prenderà la forma in un plastico realizzato con materiali poveri durante la sessione. L’incontro darà vita un percorso di progettazione condivisa per ripensare l’organizzazione degli spazi interni ed esterni della “scuola che verrà”, analizzando possibili soluzioni riguardanti la qualità e la funzionalità degli ambienti, la relazione tra spazi e discipline e la ricaduta delle diverse scelte sull’orario didattico.