In questa area sono affrontati numerosi aspetti del rapporto tra scuola e mondo del lavoro anche in chiave comparata. Si tratta di una tematica che con l’introduzione dell’alternanza e dell’apprendistato ma anche con lo sviluppo degli ITS sta assumendo un ruolo centrale anche nel nostro paese.

Con l’introduzione dell’alternanza scuola lavoro e con gli sviluppi dell’industria 4.0, il tema del rapporto col mondo del lavoro ha assunto una grande importanza e spinge la scuola verso una profonda innovazione. In questa area tematica sono presentate anche alcune analisi comparate su tematiche di grande attualità al centro del dibattito in Italia.

E’ prevista una attività preliminare alla partecipazione a Didacta che consiste in una lezione introduttiva al tema e un intervento in presenza di un esperto al quale si potranno porre domande. Sarà attivato un forum di supporto alle attività di formazione.



Workshop percorso formativo formativo

L’Unità italiana di Eurydice presenterà alcuni dati comparativi su scala europea relativi alla figura professionale del docente. Partendo dal contesto di riferimento delle politiche educative europee, verranno presentati e discussi, in primis, dati quantitativi relativi al contesto demografico della popolazione docente in Europa per poi passare ad analizzare, attraverso dati qualitativi di fonte Eurydice, le politiche e le pratiche degli Stati membri sulla formazione iniziale e il reclutamento, le condizioni di servizio (con un particolare focus sugli stipendi e sui cambiamenti intervenuti negli ultimi anni) e lo sviluppo professionale continuo. Infine, saranno forniti anche dati relativi alla percezione che la società e gli insegnanti stessi hanno della loro professione e delle politiche nazionali per migliorarne l’attrattiva.

L’Unità italiana di Eurydice presenterà l’organizzazione e l’offerta dei percorsi di studio professionalizzanti di livello terziario di alcuni paesi europei. Particolare attenzione verrà posta sui corsi che portano al conseguimento di qualifiche specifiche legate alle esigenze di un settore produttivo di un determinato territorio. Verranno presi in esame i seguenti aspetti: istituti che offrono corsi di studio ad orientamento professionale, organizzazione del percorso di studi e qualifiche rilasciate.

Da tempo l’Unione europea promuove il potenziamento dei rapporti tra scuola e lavoro attraverso una moltitudine di raccomandazioni e interventi volti ad ampliare le opportunità dei giovani di fare esperienze pratiche, di capire la vita professionale, civile e culturale nella società contemporanea. In Italia tali istanze sono state recuperate dalla Legge 107/2015, che ha sollecitato una maggiore sinergia tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, introducendo anche l’obbligatorietà di realizzare percorsi di Alternanza per tutte le scuole secondarie di secondo grado del Paese (istituti tecnici, professionali e licei), con il fine di incrementare le capacità di orientamento degli studenti e lo sviluppo di competenze spendibili anche nel mondo del lavoro. Gli interventi e le proposte avanzate per migliorare la qualità dell’offerta formativa e favorire l’occupazione giovanile hanno assunto oggi una nuova centralità nelle politiche nazionali: si sta mettendo in discussione un modello educativo culturalmente radicato ma ormai obsoleto, poiché avulso dalla realtà, per affermare una scuola capace di esser dentro i fenomeni e i mutamenti sociali. Nell’attuale congiuntura di cambiamento, che interessa non solo il sistema scolastico ma anche il sistema produttivo e dei servizi e la compagine sociale nel suo complesso, questi temi aprono interrogativi complessi, in cui si sovrappongono vecchi e nuovi scenari. Che cosa è accaduto nella prima annualità di attuazione della normativa? Nell’a.s. 2015-2016, le scuole come hanno interpretato l’Alternanza alla luce della Legge 107/2015? Quali criticità hanno incontrato e quali sono stati i punti di forza? L’Alternanza è stata definita una “metodologia didattica”, sebbene la sua cifra più caratteristica nasca nel segno della varietà: di modelli, di metodi, di processi, di situazioni, di fabbisogni educativi e obiettivi di apprendimento tra loro molto diversi. Che significato ha, dunque, oggi?

Gli Istituti Tecnici Superiori (Istituti per la formazione Terziaria professionalizzante) sono nati nel 2010 per formare tecnici altamente specializzati in aree considerate strategiche per lo sviluppo del Paese. Rappresentano la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante, non universitaria. L’offerta formativa è strettamente legata al sistema produttivo e risponde alla domanda di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche da parte delle imprese. Ha la finalità di colmare il divario tra la domanda e l’offerta di competenze e di intrecciare in tal modo le filiere formative con quelle produttive; si contraddistinguono per i dati sull’occupabilità dei neodiplomati e per un rapporto virtuoso e permanente tra sistema formativo e impresa.

L’Indiresta conducendo un’attività di ricerca sugli ITS con l’obiettivo di fornire alla comunità scolastica e al mondo del lavoro esempi di una “contaminazione autentica e virtuosa” tra sistema formativo e mondo produttivo.

In questo workshop saranno presentati gli esiti della ricerca condotta su un campione di ITS, che riguardano i seguenti aspetti:

  • esempi e strumenti organizzativi e didattici;
  • sviluppo delle soft skills e competenze degli studenti.