11/03/2026 14:00 - 15:00 Sala: Seminari S8 - Palazzina Lorenese 1° Piano

Pedagogia della lentezza: progettare apprendimento profondo nello Zeitgeist digitale

Valido per il rilascio di attestato di frequenza attività formativa

La scuola contemporanea si muove dentro un contesto in cui velocità, instantaneità, reattività continua e sovraccarico informativo rappresentano gli elementi strutturali dell’esperienza degli studenti. L’accelerazione cognitiva prodotta dagli ecosistemi digitali – dai social media agli ambienti di apprendimento online – sollecita continuamente attenzione parziale, passaggi rapidi, consumo immediato dei contenuti. In questo scenario, la pedagogia della lentezza torna ad assumere un ruolo strategico come cornice per ripensare la didattica alla luce di un apprendimento che non sia mero transito di informazioni, ma esperienza profonda, riflessiva e trasformativa. Il seminario propone un percorso immersivo che unisce fondamenti teorici, modelli pedagogici e protocolli operativi per introdurre nella scuola un uso consapevole del tempo educativo. L’obiettivo è mostrare come la lentezza non rappresenti un ritorno nostalgico a forme tradizionali di insegnamento, bensì una tecnologia pedagogica avanzata, in grado di restituire centralità ai processi cognitivi complessi—analisi, argomentazione, riflessione, astrazione—che costituiscono il cuore delle competenze del XXI secolo. Si parte dagli studi di Maurice Merleau-Ponty sul tempo vissuto, dalle riflessioni di Byung-Chul Han sulla “società della stanchezza” e dagli approcci didattici di Wolfgang Klafki sulle Bildung come formazione critica, fino ai lavori recenti di Manfred Spitzer e Maryanne Wolf, che mostrano come il ritmo dell’apprendimento influenzi profondamente i processi neurocognitivi legati all’attenzione e al pensiero profondo (“deep reading”). La lentezza viene presentata come antidoto pedagogico al “cognitive overload” (Sweller, 2011), ma anche come metodo per restituire senso all’uso delle tecnologie, non più strumenti di accelerazione, bensì artefatti che consentono narrazione, documentazione e riflessione. Nel corso dell’incontro verranno presentati protocolli operativi replicabili: dalle routine cognitive ispirate alle Thinking Routines del Project Zero di Harvard, alla micro-progettazione di attività che prevedono momenti di rallentamento intenzionale, come pause riflessive, journal digitali, narrazioni lente, documentazione incrementale. Grande spazio sarà dedicato all’analisi di casi reali di scuole italiane che hanno introdotto strategie di slow didactics all’interno di percorsi PCTO, laboratori digitali, atelier creativi e ambienti immersivi, mostrando come la lentezza possa convivere con l’innovazione tecnologica senza perdere rigore, profondità o efficacia formativa. L’ultima parte del seminario offrirà modelli operativi per la valutazione dell’apprendimento lento: rubriche qualitative, mapping delle competenze profonde, criteri per osservare la crescita metacognitiva e strumenti digitali per monitorare riflessione, avanzamento e consapevolezza dello studente. Il focus sarà sempre orientato alla replicabilità in classe, fornendo un equilibrio tra ricerca pedagogica, neuroscienze e pratiche didattiche.


Relatori

  • Carlo Maria Medaglia - Professore di Tecnologie per il Digital Learning e Delegato alla Terza Missione della Università degli Studi IUL
  • Ivan Bertotto - Docente di informatica presso un istituto tecnico sistemista USR Piemonte. Esperto di tecnologie didattiche e traduzione di concetti complessi in linguaggio accessibile.