In questo articolo si confronteranno due metodologie didattiche alternative alla lezione frontale tradizionale: il cooperative learning e la didattica metacognitiva. Con il primo termine si designa una modalità di studio svolta in gruppi e basata sulla mutua cooperazione, con il secondo un approccio didattico che insegna all’alunno a prender coscienza dei processi cognitivi in gioco durante l’apprendimento. I due approcci hanno molto in comune e, come vedremo, si prestano bene a una reciproca compenetrazione. Entrambi superano l’impostazione classica e ridisegnano il ruolo dell’insegnante, rendendolo più simile a un tutor, ovvero un supervisore. Questo slittamento di ruolo è conseguenza di un accrescimento dell’autonomia dello studente.

 

Metodologie e stili di apprendimento

Uno degli elementi che le due metodologie condividono è l’attenzione alla varietà degli stili di apprendimento. Sia il cooperative learning (in cui ogni studente fornisce il proprio personale apporto al lavoro di gruppo) sia la didattica metacognitiva (che incoraggia la consepevolezza di sé) considerano i diversi stili di apprendimento come una risorsa da valorizzare. Nel contesto di una lezione frontale, avere uno stile di apprendimento “deviante” rispetto alla norma può risultare penalizzante per lo studente: a ogni alunno viene infatti richiesto lo stesso standard di prestazione, e i criteri di valutazione sono uniformanti.

Il cooperative learning si sposa bene con un approccio metacognitivo. I membri del gruppo di studio devono infatti monitorare periodicamente la loro attività di apprendimento, applicando la metacognizione non solo a se stessi, ma all’intero gruppo considerato come un unicum. Si può parlare in questo caso di “metacognizione allargata”.

Anche la spartizione, all’interno di un gruppo di studio, di ruoli definiti riprende alcune fondamentali differenze tra funzioni cognitive:

  • Coordinatore: ha la funzione di organizzare le sessioni di studio, convogliare le risorse del gruppo nella risoluzione del problema di volta in volta affrontato, incoraggiare i membri del gruppo a procedere per stadi;
  • Scettico: pone l’enfasi sul “perché” e sul “come” del percorso di studio;
  • Controllore: si occupa di verificare la correttezza dei passaggi intermedi e la plausibilità del risultato finale.

 

Questa divisione in ruoli, spesso adottata in contesti di cooperative learning, assegna a persone diverse quello che nell’approccio metacognitivo è svolto dal soggetto singolo, confermando la vicinanza dei due approcci ipotizzata in precedenza. Ogni percorso di apprendimento si compone infatti di una fase preparatoria di organizzazione, di una riflessione sulle modalità di studio, e di una verifica retrospettiva del lavoro svolto.