La flipped classroom (o classe capovolta) è una metodologia che ribalta l’impianto della lezione tradizionale, nata negli Usa dieci anni fa. Con il flipping, la lezione del docente diventa il compito a casa, mentre il tempo in classe è usato per attività di tipo collaborativo in cui gli studenti si confrontano fra loro e con il docente. In pratica, a casa si apprende tramite videolezioni e altre risorse selezionate, mentre in classe si sperimenta, si dibatte e si svolgono attività laboratoriali.

A tale metodologia viene riconosciuta la capacità di accrescere negli studenti la motivazione, il senso di responsabilità, l’autonomia, la capacità di problem solving e il pensiero critico nella selezione delle informazioni e nell’uso della rete. Il lavoro peer-to-peer migliora inoltre la capacità di relazionarsi e di lavorare in team.

A Fiera Didacta i risultati della ricerca Indire sulla flipped classroom saranno oggetto di un convegno organizzato a Fiera Didacta il 19/10. Insieme alle ricercatrici Indire Antonella Turchi, Francesca Rossi, Sara Mori e Paola Nencioni, saranno presenti i docenti dell’IC “Baccio da Montelupo” di Montelupo Fiorentino (FI) e del Liceo “M. Gioia” di Piacenza, che hanno sperimentato questa metodologia con i propri studenti. Il punto di vista degli insegnanti, il flipping richiede certamente tempi più lunghi per la preparazione delle attività didattiche, una forte cooperazione a livello di consiglio di classe e la familiarizzazione con nuovi strumenti in grado di valutare lo studente non solo dal punto di vista delle conoscenze apprese, ma anche da quello delle competenze acquisite.

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